a.s. 2016/2017 Apertura con il Vescovo Matteo Zuppi

La scuola di Bologna va a lezione di umanesimo. La sfida è ridare un'anima alla cultura

Si è svolta al Teatro Manzoni la tradizionale giornata di inizio della scuola bolognese. Relatori l'arcivescovo Matteo Maria Zuppi e il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Stefano Versari. Nell'introduzione Nicola Ricci, docente di filosofia al Liceo Minghetti, ha citato una frase profetica di Maria Zambrano:“L'uomo non sembra in grado di partecipare in forma creatrice allo splendore della cultura moderna. Parallelamente al grande sviluppo dei mezzi di comunicazione c’è un vuoto...”. Parole che risalgono agli anni '50, lette oggi confermano tutta la loro attualità; hanno fatto da bussola all'incontro che ha aperto il nuovo anno della scuola. "L'umanesimo non è scontato perché, a sentire certe discussioni nelle piazze, gli stranieri siamo diventati noi"  esordisce Zuppi. "Noi che abbiamo ricevuto un umanesimo credibile abbiamo una grande responsabilità generazionale: dobbiamo dare quello che abbiamo avuto e anche qualcosa di più". C'è, secondo l'arcivescovo, una sfida che riguarda tutta la scuola: non essere conformisti. "L'educazione passa attraverso di noi e chiede di rimetterci in gioco perché in giro c'è molta barbarie. Le scuole sono dei veri presidi di umanesimo perché sono luoghi reali e non virtuali". E poi indica una strada agli insegnanti:fedeltà, resistenza, inventività e ricerca dell’eccellenza per una scuola che si apra la mondo, che trovi rapporto con la realtà". "Ogni ragazzo" ricorda "deve essere un pezzo di portico della città futura, scuola per contatto diretto, fisicità è indispensabile  rispetto ogni altro agente educativo (a parte la famiglia) no la piazza di internet". Versari parte da un fotogramma drammatico del recente terremoto. La maestra del paese che si precipita a vedere la sua scuola, va a cercare i suoi bambini, racconta di averne trovati solo alcuni e piange davanti alla sua scuola. "Per essere tale l'umanesimo deve far sentire la carne dell'essere umano. In questa prospettiva la scuola è una comunità in cui le vite si incontrano e sentono di appartenersi". Con buona pace di Nanni Moretti al termine c'è anche il dibattito. Con domande da un milione di dollari. Come recuperare la speranza? 
Zuppi non ha dubbi: guardate negli occhi i ragazzi".