SCUOLA A DISTANZA. L'esperienza delle scuole federate

Imola e dintorni - 4 aprile 2020

Le insegnanti della scuola dell'infanzia don Luciano Sarti

Nella nuova quotidianità... mi fa piacere stare con te. Lettera ai genitori

Carissimi mamme e papà,
quante cose stanno cambiando in queste poche ma lunghe settimane, come si stanno modificando le nostre routine, le nostre relazioni quotidiane… da quelle che erano giornate piene e frenetiche, ad un rallentamento forzato.
Venerdì sera rispetto alla tempesta improvvisa che ci ha colpiti tutti in questi giorni, Papa Francesco ha detto: “La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità”. Queste le parole del Papa ci hanno colpito perché descrivono appieno la situazione che stiamo vivendo tutti noi: bambini, genitori, insegnanti.
Parole forti ma che prima di tutto portano a porci alcune domande: “Cosa alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita?”
Tra le tante risposte che ci siamo dati, una riguarda proprio la nostra scelta professionale: cosa ci muove? Sicuramente il desiderio di seminare nelle vite dei nostri piccoli semi di bene, di bontà, di bellezza e di verità.
Ci siamo trovati anche noi insegnanti a lavorare con una modalità completamente nuova che ci sta portando, di settimana in settimana, a rielaborare e modificare gli strumenti che ci permettono di perseguire il progetto educativo pensato ad inizio anno. Trascorso un primo momento in cui abbiamo continuato a programmare pensando di poter ritornare in sezione con i bambini, abbiamo iniziato ad usare il sito della scuola come strumento per rimanere in contatto con tutte le famiglie. Nel corso dei giorni abbiamo poi colto il desiderio e il bisogno di bambini e famiglie di avere un contatto personale con la propria insegnante: che gioia e che conforto potersi risentire e rivedere (anche se a distanza). Ad oggi la situazione si è ulteriormente modificata: abbiamo intenzione di continuare a mantenere la relazione attraverso lo strumento del sito scolastico per educare, seminare, mandare stimoli.
Partendo dalla consapevolezza che non esiste una proposta neutra, ma che ogni scelta veicola un valore, un significato educativo, abbiamo riflettuto su alcune considerazioni che desideriamo condividere con voi. Stiamo lavorando perché il bambino non riceva materiale di “intrattenimento-svago” o “lavoretti” fine a stessi (tra l’altro internet è pie-no di tutorial di questo genere, anche fatti bene). Quello che vorremmo continuare è portare avanti una proposta con obiettivi pensati e collegati tra loro, proponendo attività e/o laboratori che permettano di lavorare in modo ecologico, con materiale facilmente reperibile, garantendo il più possibile una corrispondenza con gli obiettivi educativi.
A tutti voi lasciamo la massima libertà e responsabilità nel proporli.
Nei collegi che abbiamo tenuto ogni settimana, inizialmente all'interno dei locali della scuola poi online, scaturisce con forza un pensiero che vorremmo condividere con voi.
Questo tempo ci pone davanti una grande sfida.
Tutti noi siamo chiamati a guardare la nostra “nuova quotidianità” non come un problema da risolvere, un tempo da riempire, ma come mistero da vivere, come opportunità per scoprire qualcosa di nuovo. Ci piacerebbe scoprirlo insieme.
Sicuramente a casa non si può riproporre (nemmeno a distanza) tutto quel potenziale che la “normale” vita scolastica garantisce attraverso la relazione, l’imitazione, il gioco tra coetanei, le routine di sezione, l’azione educativa dell’insegnante.
In questo momento, ancor più di prima, diventa centrale quello che voi state trasmettendo: il vostro stare in questa situazione con loro, nelle incombenze quotidiane, nel gioco, anche nella confusione e nella loro noia. Tutto questo è sicuramente faticoso, ma può diventare una grande opportunità.
I nostri bambini hanno finalmente un tempo lento, quello che da sempre diciamo man-care e di cui avrebbero bisogno. Bene, adesso ne hanno in abbondanza.
Provate, se riuscite a lasciarlo fare da solo: vestirsi, svestirsi, piegare, mettere in ordine, mangiare. Non vi sentite in dovere di animarli continuamente, cercando di occupare tutto il loro tempo. Se possibile condividete con loro l’organizzazione dei tempi, preannunciando i momenti di lavoro e i momenti di gioco con loro.
Non temiamo la noia: essa genera idee, pensiero, creatività... non soffochiamola. Fatevi aiutare ad apparecchiare, sparecchiare, cucinare, caricare la lavastoviglie… non abbiate timore a chiedere un po’ di più, sarà la vera scuola di vita, quella che fa crescere davvero. Date poche regole sulle quali non cedere e… divertitevi con loro!
“Mi fa piacere stare con te”: questo è il messaggio fondamentale che il bambino riceve condividendo tempo e azioni con voi.
Vorremmo incoraggiarvi a non ritenere questo un “tempo perso”, ma un “tempo diverso” in cui può accadere tanto, in cui possiamo riscoprire il “valore” dei piccoli gesti che danno sostanza alla vita: oltre al gioco di costruzione, simbolico (far finta) e di società, i compiti di realtà che potete fargli vivere; sono questi i momenti di vero apprendimento e di costruzione dell’intera persona.
Questi mesi a casa non torneranno, se Dio vuole, ma i nostri bimbi non li dimentiche-ranno mai più, noi vorremmo viverli come una grande avventura di crescita insieme a voi!

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