Newsletter del 6 novembre 2026

FISM Bologna. Dalle radici al futuro: un impegno che si rinnova

Sabato 5 dicembre si svolgerà l’Assemblea Congressuale di FISM Bologna con il compito di rinnovare le cariche direttive: Consiglio Direttivo e Presidenza che guideranno la Federazione per i prossimi quattro anni

L’assemblea provinciale di FISM Bologna, annualmente convocata per approvare il bilancio consuntivo e previsionale, assume quest’anno un’ulteriore decisiva importanza: rinnovare gli organi direttivi.
I legali rappresentanti dei 68 Enti gestori associati, sono chiamati ad eleggere: il Presidente, gli 8 membri del Direttivo e l’Organo di controllo (monocratico) che governeranno l’attività della Federazione per i prossimi quattro anni.
E’ sicuramente un fondamentale adempimento statutario, ma ancor di più è un momento sostanziale di vita associativa e di consapevolezza del riconosciuto valore dell’attività della Federazione.
Le 78 scuole dell’Infanzia e i 50 Servizi educativi zerotre associati (circa 5000 i bambini accolti), sono uniti nella FISM Bologna per costruire insieme un patto federativo che realizza un complesso e qualificato insieme di servizi per sostenere, rappresentare e dare futuro a questo ricco patrimonio educativo.
Formazione, progettazione e consulenza pedagogica, formazione e sostegno gestionale, rappresentanza politico istituzionale, informazioni e aggiornamenti costanti inerenti al mondo della scuola. Nell’ambito della Federazione nazionale, FISM Bologna è l'unica realtà che progetta e gestisce il Servizio Civile Universale. Sono oltre 150 i volontari che da settembre hanno iniziato l’anno di Servizio presso scuole paritarie dell’Emilia Romagna e non solo. Progetti di accoglienza e sostegno nei confronti delle fragilità dei bambini, iniziative di attenzione e ascolto delle famiglie, costante possibilità di confronto fra docenti e personale delle scuole.
L’Assemblea Congressuale sarà un momento in cui riaffermare e condividere la consapevolezza del significativo patrimonio educativo, vivo ed efficace, presente nella rete associativa di FISM Bologna. Sarà un momento in cui ringraziare le persone che si sono impegnate in questi anni e soprattutto le persone che daranno la loro disponibilità ad assumersi una rinnovata responsabilità per dare ancora futuro a questa bella realtà.
Le persone che saranno elette per ricoprire i ruoli direttivi, dal Presidente al Consiglio Direttivo, avranno anche il compito di tener viva la testimonianza della forza e della speranza che l’esperienza cristiana continua ad offrire in tutte le situazioni.

Rossano Rossi, presidente FISM Bologna

Nella foto la locandina dell'assemblea

Castenaso. Piccoli passi di Luce. "Un viaggio tra arte e comunità”

Nei giorni che hanno preceduto la Festa di Tutti i Santi, i bambini di cinque anni sono stati i protagonisti di un percorso speciale, capace di intrecciare l'arte, l'intuizione personale e il senso di appartenenza ad una comunità. Tutto è iniziato all'interno del salone, trasformato per l'occasione in una piccola galleria d'arte

Ai bambini è stata proposta una mostra illustrata con le riproduzioni di dipinti storici di autori famosi, che ritraggono diverse figure di Santi.
Inizialmente, agli occhi attenti dei piccoli osservatori, quelle immagini così antiche sembravano in apparenza tutte uguali. Tuttavia, attraverso un'osservazione ravvicinata, lenta e guidata - che ha permesso loro non solo di guardare con gli occhi ma quasi di toccare con mano i dettagli dei personaggi - i bambini sono giunti spontaneamente a una conclusione straordinaria: ogni figura era accomunata da uno stesso identico simbolo posizionato proprio sopra la testa.
Il dialogo nato attorno a questo dettaglio, ha stimolato una profonda riflessione linguistica. Partendo dalla parola originale "aurea", intesa e percepita come una vera e propria fonte di luce, l'intuizione e il vissuto di alcuni bambini hanno fatto emergere un termine a loro già familiare: l'aureola. Questo simbolo luminoso è stato cosi ufficialmente riconosciuto e attribuito all'iconografia dei Santi.
Per rendere questa scoperta ancora più vicina alla realtà emotiva di ciascuno, il percorso si è poi spostato sul piano dell'identità personale. Si è raccontato ai bambini come ogni singolo giorno del calendario sia tradizionalmente legato alla festa di un Santo. Di conseguenza, nel momento esatto in cui ognuno di noi ricorda e festeggia la propria nascita attraverso il compleanno, c'è un Santo custode che viene celebrato in quello stesso giorno.
Questa bellissima intuizione ha dato vita a un'iniziativa di condivisione e tutoraggio tra pari. Nei giorni successivi, infatti, i bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia si sono fatti ambasciatori di questa scoperta, riproponendo la piccola mostra illustrata anche agli altri bambini della scuola. Diventando maestri per i loro compagni, hanno esteso a tutti la meraviglia della scoperta ed è stata consegnata a ciascun bambino un'aureola di carta grezza.
Subito dopo è scattato il momento del laboratorio espressivo, dove ogni bambino si è concentrato sulla propria aureola, specchio del giorno del proprio compleanno. Ritornando sul lato puramente artistico e lasciandosi cullare dal senso di splendore emanato da quei cerchi di luce, i bambini hanno dato libero sfogo alla creatività.
Utilizzando la tecnica del collage con frammenti di carta dorata, ognuno ha decorato e impreziosito il proprio manufatto, traendo libera ispirazione dalle diverse forme e sfumature di aureole che avevano precedentemente osservato, con così tanta cura, nella mostra iniziale.
Il coronamento di questa ricca esperienza si è vissuto il venerdì, quando tutti i bambini della scuola sono stati accompagnati dalle insegnanti nella chiesa parrocchiale. Qui, grazie alla calorosa accoglienza e alla collaborazione di don Francesco, ha avuto luogo il momento più emozionante: la consegna ufficiale delle aureole.
Ogni bambino ha potuto finalmente indossare sulla propria testa quel simbolo di luce così faticosamente e gioiosamente preparato, portandolo a casa con orgoglio per condividerlo con la propria famiglia e augurare a tutti una buona Festa di Tutti i Santi.

Emanuela Guidi, insegnante della scuola dell’infanzia M.L.Gallassi di Castenaso

La riflessione: il 2 novembre… e le corse dei bambini

"La mattina del 2 novembre" - racconta la pedagogista Claudia Ventura- "sono stata al cimitero a trovare i defunti. Il parcheggio delle auto era pieno. Uomini della protezione civile, con la pettorina gialla, facevano parcheggiare le auto. Ho camminato, mi sono fermata presso i banchetti dove si trovavano i cartelli/biglietti di ‘fiori di carità sotto al loggiato, sono stata a pregare sui miei defunti (parenti ed amici) ed ho incontrato tante persone, in coppie o da sole. Poi, ad un tratto, il rumore di risate e di passi di corsa"

Un bambino e una bambina stavano correndo, con dei fiori in mano, per raggiungere la loro mamma che camminava poco distante da loro. Mi sono fermata stupita e sorpresa e in quell’istante ho realizzato che erano gli unici bambini che avevo incontrato.
Il 2 novembre le scuole sono chiuse perché è il giorno della "Commemorazione dei defunti" e i bambini sono a casa, con i genitori o spesso con i nonni. Molti nonni si recano al cimitero, eppure i bambini non ci sono. Nemmeno la tradizione regge più. Mi sono domandata a cosa educhiamo (visti anche i recenti fatti accaduti a Milano e Bologna), da cosa vogliamo preservare i giovani, se tentiamo di togliere loro o far evitare più che si può la fatica, il dolore, la morte, fin da bambini.
Mi sembra più interessante come prospettiva non togliere, ma accompagnare e mostrare che c’è una modalità diversa di stare davanti alla realtà anche difficile; che c’è una speranza data dal fatto di non essere soli, di far parte di una comunità che è insieme perché Uno, che ha vinto la morte, ha promesso che sarà presente là dove due o tre si riuniranno nel suo nome. E questa non è teoria, non è astratto, è vita: oggi.
Al ritorno a casa scopro che il figlio malato di una mia amica è ricoverato in ospedale. La chiamo e mi rendo disponibile a tenerle nel pomeriggio le altre figlie. Me le porta e mentre sono al pc a lavorare, propongo loro di aiutarmi a creare, in vista dell’esperienza che sto preparando per "San Martino" a scuola, dei piccoli mantelli di stoffa e delle "mini" spade fatte con gli "abbassalingua".
Le guardo impegnate con forbici e ‘colla a caldo’. Penso che a loro non è tolta la difficoltà, la fatica, la paura, di stare davanti a questa circostanza familiare, ma nello stesso tempo è dato loro di vedere genitori che hanno il coraggio di chiedere, genitori che hanno degli amici con cui stare, condividere. E’ dato loro di vedere che c’è un popolo che prega e che la promessa fatta da Gesù è mantenuta. Allora forse hanno ragione quei due bambini, che possono correre e ridere anche al cimitero, perché sono con una madre che li precede e li accompagna lungo la strada.

Claudia Ventura, insegnante e pedagogista FISM