Newsletter del 8 aprile 2022

Pasqua di Gesù Risorto. Una riflessione di don Luigi Gavagna

“Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello: il Signore della vita era morto, ma ora, vivo, regna”. Prima l’epidemia, ora anche la guerra ci portano inevitabilmente ad affrontare la drammatica domanda sul male che, a diversi livelli, incombe sulla nostra esistenza.

Chi, come, cosa può vincere il male, come malattia o come violenza, col suo carico di morte, di sofferenza e devastazione?
Emerge in questo contesto la sproporzione enorme tra le nostre reali capacità di intelligenza o di volontà e la dimensione, la natura del male.
La morte, che è la conseguenza più dolorosa e temibile del male, ci dice che saremo sempre perdenti, se dovessimo contare solo su intelligenza, volontà, intraprendenza della natura umana.
Eppure non possiamo arrenderci ad una passiva rassegnazione, all’umiliazione della nostra impotenza; e neppure possiamo cedere all’indifferenza, al cinismo, che sono una triste chiusura in se stessi.
Che altro? Oltre la natura esiste una realtà soprannaturale che ci può aiutare, può venire in nostro soccorso?
È Pasqua, celebrazione della Risurrezione di Gesù nel suo vero corpo umano, cioè della Sua vittoria sul male e sulla morte.
Gesù, risorgendo da morte, ci offre un ponte per non cadere nel nulla della tomba, per non rimanere prigionieri dell’annientamento della morte.
Sia la Pasqua di Gesù risorto la speranza, la risposta al male che ci assale.

Don Luigi Gavagna, assistente ecclesiastico diocesano FISM



Cristo risorto, dipinto dall’artista Lucia Merli

Imola. Oasi S. Teresa: le esperienze della scuola nel cammino sinodale

"Sinodo vuol dire camminare insieme"- ricorda la coordinatrice didattica. "In questo camminare insieme -aggiunge- la Chiesa sa che è in cammino, che si può migliorare, che anche in base ai segni dei tempi deve attuare una “conversione” per portare la gioia del Vangelo a tutti".

"Il camminare insieme fa parte dell’operare educativo", spiega suor Vincenza Benfante, coordinatrice didattica dell'Oasi Santa Teresa. "La scuola, infatti, di per sé vive in maniera sinodale, in quanto l’accoglienza dei bambini e delle famiglie è svolta in un cammino di crescita che è portato avanti insieme, dal personale docente e non docente, da tutta la comunità educante della scuola in collaborazione con la famiglia. Anche il percorso educativo è visto come qualcosa di "insieme" alla famiglia, che è il primo attore nell’educazione dei figli." Aggiunge la religiosa: "Quando la Diocesi ha aperto questo sinodo, che per noi coincideva con l’inizio del giubileo della Cattedrale dedicata a San Cassiano, sono stati predisposti materiali per divulgare l'evento, contenenti anche due preghiere, per essere in comunione sia a livello diocesano che a livello ecclesiale mondiale. Preghiere utilizzate come apertura in tutti gli incontri della nostra scuola: quelli con i rappresentanti dei genitori, il consiglio d'istituto, il collegio docenti". "I collegi che siamo riusciti a fare insieme"- prosegue- "ci hanno permesso di riflettere su diversi punti. Ho scelto tre temi (tra i dieci proposti): compagni di viaggio, ascoltare e prendere la parola, perché secondo me si sposano bene con il cammino educativo che viviamo qui a scuola. Ho chiesto alle educatrici del nido, ai docenti dell’infanzia e alle educatrici del doposcuola, (mandando materiale tra cui il Documento preparatorio, come formazione personale), di approfondire individualmente alcuni aspetti particolari, da condividere successivamente in un momento che non sia formale, ma che sia condivisione di un’esperienza in base alle indicazioni di metodo fornite dalla CEI e poi rivisitate dalla segreteria diocesana del cammino sinodale". Ci siamo dati dei tempi, abbiamo diffuso il materiale e anche la metodologia, così anche chi conduceva gli incontri poteva avere una previa preparazione. Siamo partiti dalla domanda fondamentale: “Io mi sento dentro la Chiesa, la Chiesa cammina con me?”. Abbiamo organizzato tre incontri, divisi per gruppi, guidati da una moderatrice, tirocinante dell'Università di Bologna che è anche una delle responsabili della pastorale giovanile diocesana".

Sacro Cuore. I cent'anni della scuola paritaria di via Bombelli

Dalle "Cronache della comunità di Borgo Panigale" delle suore Ancelle del Sacro Cuore di Gesù, sotto la protezione di San Giuseppe: "13 Novembre 1921. Ore due e mezza, sono partite da Bologna la Superiora suor Alfonsina Orselli, suor Giorgina Marani e suor Filomena Sangiorgi, accompagnate dalla Rev.ma Madre Generale suor Serafina Malaguti, per aprire la nuova casa qui a Borgo Panigale. Arrivate, sono accolte dal M. Rev.do Sig. Arciprete Don Callisto Mingarelli nella Canonica; introdotte in Chiesa assistono alla funzione con discorso di circostanza tenuto dal M. Rev.do Don Pizzirani Parroco della Mascherella e cantato il Veni Creator le imparte la solenne benedizione. Poscia, accompagnate processionalmente, si recano a casa la quale viene benedetta dal Signor Arciprete e per festeggiarne l'arrivo, molti parrocchiani hanno offerto doni."

Questo è l'incipit dell'apertura di quello che poi diventerà l'"Asilo Sacro Cuore". Il compito principale delle suore lo troviamo scritto nell'accordo stipulato tra la parrocchia e la congregazione: "Le Religiose, assegnate alla casa di Borgo Panigale, avranno per ministero la educazione della gioventù solamente femminile. Dovranno istruire ed educare i bambini e le bambine della scuola infantile, le fanciulle della scuola di lavoro e del dopo scuola e terranno tutte le domeniche il ricreatorio festivo e si presteranno per l'insegnamento della dottrina cristiana".
Inizialmente nato come oratorio e ricreatorio, già dall'anno seguente si cominciò ad accogliere stabilmente e quotidianamente i bambini fino ai 5 anni, soddisfacendo ad una primaria esigenza della zona. Dopo pochi anni, venne aperta la scuola elementare.
La scuola, nella sua centenaria storia, ha sempre costituito un centro educativo a servizio della collettività, particolarmente nei momenti più gravi della storia nazionale, quando le attività delle istituzioni pubbliche erano sospese per forza maggiore. Ora la scuola, paritaria dal 2001, è composta da tre sezioni di infanzia e cinque classi di primaria, per un totale di circa 180 alunni. Da più di un decennio il personale è tutto laico ma la proposta educativa è rimasta ancorata ai valori cattolici, vivendo ogni giorno la sfida di attualizzare la tradizione di sempre, per il bambino di oggi.
Un progetto in collaborazione con l'Università di Bologna sta coinvolgendo le classi nella riscoperta della storia della scuola. Grazie alle interviste a diversi ex-alunni, alla raccolta di tante foto del passato e alla ricerca storiografica, compiuta grazie alle fonti delle suore che per tanti anni hanno diretto la scuola, si sta cercando di ricomporre i fatti più significativi della storia centenaria della scuola, per riuscire magari a divulgarli tramite una pubblicazione. Festeggeremo insieme a tutta la parrocchia e le istituzioni in maggio, nel centesimo anno di apertura del vero e proprio Asilo. Per l'occasione, ha già dato la sua disponibilità a partecipare l'arcivescovo card. Matteo Maria Zuppi.

Gianmario Benassi, direttore della scuola paritaria Sacro Cuore, via Bombelli-Bologna