Newsletter del 14 giugno 2019

Scuola dell’infanzia Minelli Giovannini. La bella avventura della vacanzina

Nel corso dell'anno scolastico è emerso il desiderio di accompagnare i bambini dell’ultimo anno in un’uscita di due giorni. Siamo stati ospiti nel Villaggio senza barriere Pastor Angelicus della fondazione don Mario Campidori Simpatia e Amicizia. Vacanza apparentemente “piccola”, ma grande per il carico emotivo ed esperienziale che avrebbe portato ai bambini. E così è accaduto!

La proposta di questa avventura si è potuta concretizzare dopo un’attenta osservazione dei bambini. Abbiamo constatato che i rapporti avviati con loro, nei tre anni, costituiscono una base solida e sicura dalla quale potevano partire per affrontare tale esperienza. Inoltre la fiducia reciproca instaurata tra insegnanti e genitori ci ha permesso di vivere questa convivenza con serenità e gioia. I bambini hanno vissuto due giorni in un ambiente tipicamente familiare, in cui hanno ritrovato dinamiche conosciute a casa e a scuola, come: cucinare, apparecchiare, fare il letto, dormire…
Oltre a tutto questo, i bambini hanno esplorato e conosciuto il luogo circostante grazie alle passeggiate in natura sul Monte Pastore e visitando il mulino ad acqua del paese.
La vacanza non è terminata con il rientro a scuola, ma la condivisione si è prolungata anche nei giorni successivi, in cui si sono riprese coi bambini le esperienze e le emozioni vissute.
Di seguito riportiamo alcuni loro pensieri.
R: “Sono stato coraggioso perché ho superato la prova di due giorni senza mamma”.
D: “Io ho avuto paura un po’ perché non ho mai fatto una passeggiata con le torce, ma la maestra ci ha detto i sentieri e quindi non ho avuto più paura”.
I: “Mi sono divertito tanto da diventare più grande”.
Per concludere possiamo affermare con sicurezza che questa esperienza si è rivelata un’ottima occasione di crescita per i bambini in quanto si sono resi evidenti i passi che hanno fatto.
Di fronte ad una richiesta di fiducia in se stessi e all’offerta di compagnia concreta e certa da parte delle insegnanti, c’è chi, dopo questa proposta, non usa più il ciuccio o il pannolino di notte, c’è chi ha sviluppato un’autonomia nella cura del sé e chi è riuscito a vivere con piacere tutto il tempo senza aver bisogno di oggetti di transizione. E per finire vogliamo ringraziare tutti i genitori per la fiducia offertaci senza la quale non avremmo potuto fare questa esperienza!
Le insegnanti della scuola dell’infanzia Minelli Giovannini

APERINIDO al Don Luciano Sarti: e i bimbi invitano mamma e papà a giocare con loro

Spesso i genitori esprimono il desiderio di poter partecipare alla quotidianità della vita del Nido dove i loro figli trascorrono la giornata. A volte si sente dire: “Mi piacerebbe essere una mosca!”. Ecco quindi la proposta: un’occasione in cui realmente i genitori potessero trascorrere del tempo con i loro bambini all'interno dei luoghi familiari del nostro Nido. Così è nata l’esperienza dell'APERINIDO.

"Il nido" racconta l'educatrice Stefania Moretti "si apre di sera, dalle 18 alle 20. Un momento esclusivo. Tre sono le sezioni, tre sono le sere in cui i bambini fanno i padroni di casa e prendono per mano i genitori, li conducono nei loro luoghi, i luoghi per crescere! Un intreccio di relazioni si svela alle famiglie, quelle che identificano l’anima dei bambini e del servizio. Giocare insieme, visionare documentazioni sul percorso intrapreso, chiacchierare in modo semplice e vero, condividere un buffet … tutto per dire che il “fuori” val la pena d’essere vissuto!".
Prosegue Stefania: "L'APERINIDO ha avuto una certa evoluzione nel tempo. All'inizio era semplicemente un modo di accogliere i genitori con una canzoncina e con il buffet condiviso insieme. Poi la nostra avventura è stata inserita nella nostra programmazione annuale. Un esempio: in una sezione abbiamo affrontato il tema della fattoria. Nel corso dell'APERINIDO abbiamo proposto un gioco che facciamo abitualmente con i bambini a scuola. Trovare il quarto pulcino: un bambino si nasconde, un altro va alla ricerca del pulcino e poi c'è il passaggio di consegne. La cosa originale è che i bambini hanno iniziato il gioco e subito dopo abbiamo coinvolto i genitori che hanno riprovato in prima persona i gesti dei loro figli. Altri esempi: i piccoli e le loro famiglie hanno lavorato insieme per un laboratorio di materiali naturali. E ancora la proiezione di momenti delle nostre giornate collegata a un simpatico ranocchio, stampato sulle magliette. I genitori le hanno trovate appese a uno stendino e hanno aiutato i piccoli a indossarle. E poi tutti insieme hanno partecipato alla drammatizzazione". Aggiunge l'educatrice: "La reazione dei bambini è bellissima e stupita. Nei confronti della loro famiglia si comportano come veri e ospitali padroni di casa". Da questa esperienza, conclude Stefania "il bambino ne esce più forte e consapevole della realtà a cui appartiene, dove c’è lui, ci sono gli altri e quella preziosa alleanza scuola-famiglia".

Movimento per la vita. Una proposta strategica per aiutare tutti: Pollicino

Il progetto tratta proprio del più piccolo della famiglia umana, il concepito, e si rivolge ai più giovani col desiderio di aiutarli ad essere svegli e acuti di fronte alle situazioni che si incontrano. L'obiettivo, come equipe di Alfabeti@tici\MPV, è quello di rimettere al centro dell’azione educativa il protagonista, cioè l’essere umano, la persona, per affrontare quel vuoto di senso e di futuro, che si nasconde tra le pieghe del problema ‘educazione’

Da queste premesse è nato, qualche tempo fa, il Progetto Pollicino che si è concretizzato in materiali semplici e laboratori facili. Una proposta che chiama anche i genitori a collaborare, offrendo loro la possibilità di guardare, insieme ai loro bambini, la vita in grembo e cominciare proprio dall’inizio quel rapporto di condivisione e fiducia su uno degli aspetti più affascinanti e difficili della persona: la dimensione dell’affettività.
Accanto al bisogno di garantire l’approccio corretto di fronte alle problematiche bioetiche, sta il desiderio di perseguire la giusta dimensione del valore della vita e della famiglia. Se per i docenti è forse inutile ribadire l’importanza del processo evolutivo per promuovere l’acquisizione dell’identità (che scaturisce – come ben sappiamo - dall’interazione di 3 fattori: psicologico, familiare, sociale), per i genitori può essere molto utile ricordare il ruolo chiave che hanno nella formazione anche sessuale dei propri figli, alla luce delle raccomandazioni sulla promozione della salute nell’essere umano.
Il Progetto è articolato sui diversi ordini di scuola ma la scuola dell’infanzia rappresenta l’ambito privilegiato: Pollicino è stato sperimentato proprio in una sezione di 5 anni.
I materiali, dal libretto ECCOMI ai PIEGOLIBRI utilizzati, e i metodi (interazione propositiva e laboratori), aiutano i bambini a ripercorrere la propria storia, a dare consistenza a quei primi momenti dell'esistenza. Siamo tutti unici e irripetibili, ciascuno con caratteristiche e sfumature proprie ed originali: scoprirlo è il primo passo per accettare tutti e per intrecciare la storia di ciascuno con quella degli altri, in un processo educativo dove la persona è sempre attesa e accolta. Tra le note d’autore che accompagnano il Progetto ci sono anche scritti di Gino Soldera, presidente degli psicologi prenatali, e di diversi professionisti, con particolare riguardo ai percorsi di affido e\o adozione.
Antonella Diegoli – Movimento per la Vita