Newsletter del 15 giugno 2018

Assemblea Fism Emilia Romagna. Gualmini: Pari dignità per le scuole paritarie

“Sul sistema integrato della scuola dell’infanzia non ci può essere un pensiero unico: devono essere salvaguardati pluralismo e libertà di scelta delle famiglie”. Lo ha affermato la vice presidente della Regione all’assemblea promossa dalla Fism alla quale hanno partecipato i consigli provinciali e i coordinatori di rete

Gualmini, rispondendo alle sollecitazioni del presidente regionale Fism Luca Iemmi ha ricordato che non è facile parlare di sistema integrato in una Regione che ha come vocazione la cultura del servizio pubblico. “L’Emilia Romagna” ha affermato Gualmini “nel bene e nel male nasce come regione che fa dei servizi pianificati e controllati dall’attore pubblico la sua bandiera. Questo non è un male di per sé però ci devono essere dei limiti”. Per questo ha aggiunto la vice presidente “credo fortemente in un sistema pluralista e integrato. Non solo perché lo Stato e le istituzioni pubbliche da soli non ce la farebbero. In realtà dovrebbero capire che se investono sulle scuole paritarie risparmiamo anche. Ma anche sotto il profilo del pluralismo: nel sistema integrato non ci deve essere il pensiero unico e si deve rispettare la libertà di scelta delle famiglie”. Certo, ha proseguito, "non è facile far capire che in realtà le scuole paritarie svolgono un servizio pubblico alla pari degli altri. E lo fanno anche secondo criteri di qualità riconosciuti da studi e ricerche. Ovvero la capacità di combinare la cultura, l’educazione e anche la fede: non sono cose che possiamo sottovalutare". E questo, ha aggiunto "mi è chiaro così come il coinvolgimento delle famiglie nelle vostre scuole. Penso che l’alleanza che riuscite a fare voi con le famiglie è un altro aspetto che vi caratterizza in maniera molto positiva rispetto ad altre scuole”. In questa prospettiva ha concluso “nessuno metta le mani sul sistema integrato e pluralistico. Se le scuole si chiamano paritarie significa che c’è un rapporto di reciprocità”.

Nella foto la vicepresidente della Regione Elisabetta Gualmini con il presidente regionale Fism Luca Iemmi

Outdoor education. A Imola fantastica notte in tenda nel boschetto della scuola

Da anni ormai la scuola San Giovanni Bosco sta cercando di introdurre i bambini alla bellezza e ricchezza della natura che ci circonda e cosa ben più difficile, coinvolgere i genitori in questo approccio cercando di contenere le loro ansie e promuovendo gli effetti positivi di questo tipo di esperienze

L’idea è semplice: utilizzare il boschetto della nostra scuola tanto amato dai bambini ma sconosciuto ancora a tanti genitori. Per valorizzare il nostro spazio esterno, far vivere ai genitori il fuori che tanto li spaventa, far vedere come i bambini sono all'aperto. Riusciamo a contattare un noto personaggio Alfonso Cuccurullo attore e formatore all'interno del progetto “Nati per leggere” a livello nazionale. Decidiamo di proporre una notte in tenda nel boschetto, i genitori monteranno le proprie tende, ci sarà una cena sotto forma di picnic e con l’arrivo del buio lo spettacolo di Alfonso. C’è chi è entusiasta e chi è diffidente per il freddo, l’umidità e le zanzare ma intanto se ne parla e in generale questa proposta suscita una certa curiosità. La cosa più bella è stato vedere le famiglie (più di 100) all'opera. Tantissimi sono venuti prima dell’orario per paura di non riuscire a montare la tenda. E così i genitori si prestavano martelli e tiranti mentre i bambini correvano facendo vedere agli amici la tenda dove avrebbero dormito. L’aria era veramente piena di entusiasmo. Anche il picnic è stato un bel momento di aggregazione. Lo spettacolo è stato suggestivo e la serata si è conclusa molto piacevolmente. La mattina tutti sopravvissuti a umidità e zanzare (di cui non si è vista l’ombra), siamo stati svegliati dal pianoforte e ci siamo fatti coccolare dalla storia del buongiorno poi un bel caffè, latte e biscotti, torte e cornetti hanno dato le energie per smontare tutto l’accampamento. Quello che mi ha colpito di più è stata la disponibilità di tanti genitori che sono venuti ad aiutarci.Queste sono esperienze che davvero ti scaldano il cuore: ti ricordano l’immensa fortuna di fare questo lavoro perché quei “Grazie”, i visi dei bambini che ancora non credono che dormiranno a scuola, i genitori che hanno detto “no, noi no queste cose” e poi ti vengono a cercare per chiederti se lo rifaremo il prossimo anno sono il segno che davvero la scuola può essere un luogo dove si cresce, ci si scopre, ci si unisce e di diventa uomini insieme.
Monia Amaducci, insegnante
della Scuola dell'Infanzia San Giovanni Bosco Imola

Sacro Cuore di Minerbio. Dentro l'opera d'arte, un laboratorio per i genitori

Il raccontarsi e il “fare insieme” educano all’attenzione reciproca e alla corresponsabilità nella cura educativa. Partendo da questa semplice riflessione la scuola ha deciso di proporre alle famiglie di condividere un’esperienza insieme convinta che la costruzione di buone relazioni necessiti di compartecipazione

Abbiamo scelto di utilizzare il linguaggio espressivo dell’arte proponendo tre grandi artisti Matisse, Van Gogh, Burri. Con l’aiuto di Silvia Bruni esperta in Storia dell’arte e atelierista, abbiamo proposto un primo momento di approfondimento dell’artista affrontando temi e domande che sono intrinseche nell’uomo: la bellezza della natura, la solitudine vinta dall’amicizia, il dolore.
Come dice Read: “l’arte è sì un mezzo di educazione, ma è soprattutto possibilità della formazione umana dell’uomo”. Poi abbiamo messo “le mani in pasta” realizzando opere uniche. Così facendo, al pari dell’artista, ognuno di noi ha parlato di se stesso, apprendendo a “essere”. Educazione e arte sono inscindibilmente legate da un unico fine, il raggiungimento della forma del bello. Questa proposta, inoltre, ha dato ai genitori la possibilità di conoscere più da vicino la vita all’interno della scuola, andando oltre le parole e il racconto e vivendo in prima persona le esperienze che fanno quotidianamente i loro bambini. Il laboratorio è stato uno strumento importante per momenti di confronto, interscambio, collaborazione e ha favorito la libera espressione delle emozioni e la creatività di ognuno.
I genitori hanno accolto la nostra proposta partecipando con entusiasmo, si sono messi in gioco, hanno condiviso la loro storia personale, racconti ed emozioni. Sono stati felici di ritagliarsi dalla loro quotidianità questo momento per sé, tanto da chiedere di ripetere l’esperienza anche il prossimo anno. Sono stati tre incontri molto belli e significativi che ci hanno arricchito culturalmente e umanamente.
Caterina Selva
coordinatrice educativo didattica
della Scuola Sacro Cuore di Minerbio