Newsletter del 12 ottobre 2018

Servizio Civile Universale (SCU): Fism Bologna avvia un nuovo cantiere di lavoro

L'obiettivo è potenziare il sostegno alle scuole fornendo la possibilità di usufruire di volontari. Negli ultimi anni sono stati circa 30.000 ogni anno i giovani, di età compresa tra i 18 e i 28 anni, che hanno scelto di impegnarsi per dodici mesi al servizio della comunità

Sono diverse le scuole paritarie, anche a Bologna, che hanno sperimentato positivamente la presenza dei giovani del servizio civile. "Ed è proprio partendo da queste esperienze" ricorda Rossano Rossi, presidente Fism Bologna che abbiamo avviato l’iter per ottenere lo status di Ente accreditato per il Servizio Civile Universale".
Una volta ottenuto l’accreditamento, spiega Rossi "le scuole che hanno aderito alle rete promossa e coordinata da Fism Bologna, potranno candidarsi per l’assegnazione dei volontari. Volontari che forniranno il loro contributo, affiancando il personale della scuola, per potenziare e arricchire sia l’attività educativa che l’attività extra-scolastica (25 ore alla settimana x 8/12 mesi): tutoraggio scolastico, assistenza ai minori, attività ludiche e ricreative, compresenza educativa".
Sarà un’opportunità per ciascuna scuola, conclude il presidente provinciale "che potrà sensibilizzare e coinvolgere le ragazze e i ragazzi del territorio (ex alunni, giovani della parrocchia, laureandi ….), sarà un modo per rafforzare le relazioni e l’integrazione tra scuola e territorio. Un’opportunità per i giovani che avranno la possibilità di fare una significativa esperienza in campo educativo, inserendosi in una realtà che potrebbe essere valutata anche come possibilità di lavoro".

Castel San Pietro. Il buongiorno al nuovo anno nella festa della scuola cattolica

Ventesima edizione della "due giorni" castellana che tradizionalmente ha segnato l’inizio di una nuova avventura. Nei giorni 21 e 22 settembre tantissimi appuntamenti. La sfilata per le vie del centro con i palloncini colorati, la mostra Piccoli matematici nella Cappella degli Scrovegni: le proprietà dei numeri naturali nell’opera di Giotto”, a cura della scuola media Visitandine Malpighi, musica e gastronomia

"I nostri palloncini con i semplici messaggi di buon anno scolastico scritti dai bambini (la scuola è bella perché mi sento accolto oppure perché non imparo solo la storia e la geografia ma anche ad andare d'accordo con i compagni) sono stati ritrovati nelle Marche" racconta con un pizzico di emozione Gabriele Ravaglia, dirigente della scuola Don Luciano Sarti. "Un signore" prosegue "li ha raccolti in una spiaggia vicino a Fermo e ci ha scritto una mail bellissima che abbiamo letto ai bambini, stupiti e contenti".
"Non c'è modo migliore di cominciare l'anno scolastico con una festa - commenta Ravaglia. "Noi crediamo nel percorso di apprendimento che proponiamo agli studenti e alle famiglie, un percorso che ci porta ad apprendere e a educare non solo attraverso nozioni ma, soprattutto, stando insieme, collaborando e lavorando in gruppo, in un’atmosfera di gioia e di condivisione di valori. Per questo riteniamo di far parte di un patrimonio prezioso, non solo per la città e per tutto il territorio. Un patrimonio che offriamo a tutti i cittadini anche attraverso questa festa di fine estate”. Aggiunge:"Si dice sempre che la scuola deve uscire. Ecco noi con quella che oramai è diventata una tradizione cerchiamo tutti gli anni di raggiungere questo obiettivo. Collaboriamo con tutti e in futuro speriamo che quella che noi chiamiamo la festa della scuola cattolica possa diventare la festa di tutte le scuole castellane". Una sottolineatura importante riguarda la collaborazione con le famiglie. "I genitori"ricorda il dirigente "non sono semplici spettatori ma diventano a loro volta protagonisti". Infine un sintetico bilancio sui numeri della festa. Conclude Ravaglia: "E' stata l'edizione più partecipata della nostra storia. E in piazza, l'ultima sera, sono arrivati in tanti anche da altri paesi per il concerto dei Moka Club".

Castel Maggiore. Un giardino nuovo di zecca per la scuola dell'infanzia don Marani

L'inaugurazione è avvenuta venerdì scorso alla presenza della sindaca Belinda Gottardi e di don Riccardo Mongiorgi legale rappresentante della scuola. In occasione dell'evento è stato annunciato l'acquisto di due defibrillatori (uno dei quali per la scuola Zarri) grazie ai fondi raccolti dalla Pro Loco nella tradizionale camminata settembrina e a una cospicua donazione dei signori Giovannetti

"L'idea del giardino" spiega Delia Frigerio, coordinatrice della scuola don Marani "nasce dall'esigenza concreta di avere uno spazio più grande di quello a disposizione. Nel vecchio giardino ci sono scivoli e altalene, ma è comunque inadeguato rispetto al numero dei bambini in continua crescita (adesso sono più di 80) e per l'uscita outdoor eravamo costretti a fare i turni". Prosegue la coordinatrice: "Grazie ad una serie di incontri organizzati dalla Fism Bologna per presentare alle scuole il progetto di rinnovo dei giardini abbiamo conosciuto l'ingegner Rabitti che già aveva curato il rifacimento dei giardini in altre scuole. E ci è venuta l'idea di utilizzare lo spazio annesso all'ingresso: un prato grande di proprietà della parrocchia in cui un tempo si riunivano per le loro attività gli scout ma che negli ultimi anni non era più utilizzato. Con l'ingegner Rabitti abbiamo concordato il progetto che venerdì scorso è stato inaugurato". In particolare, aggiunge la Frigerio "abbiamo fatto nostra la filosofia innovativa che lo caratterizza. Il giardino nuovo non è strutturato con materiale plastico, non ha i giochi che poi i bimbi trovano nei parchi fuori dalla scuola. E' stato costruito con cose naturali: c'è un ponticello dove i bimbi possono correre e un tunnel dove possono infilarsi. Ai bambini piace correre e saltare senza aver bisogno di strutture particolari, amano scavare nella terra, giocare con i rametti, le chioccioline senza che ci sia bisogno del nostro input. Questo contatto con la natura è per loro molto attraente". Anche il vecchio giardino, sempre in collaborazione con Rabitti, è stato oggetto di un restyling. Conclude la coordinatrice: "Abbiamo tolto il più possibile giochi strutturati (è rimasto solo un castello) a favore di cespugli che creano un boschetto e fette di tronco su cui camminare e cimentarsi in giochi di equilibrio".