Newsletter del 20 aprile 2018

Fism Bologna. I gestori delle scuole associate ripartono dal profumo della vita

Sabato 14 aprile presso la Sala Teatro della Parrocchia San Martino di Bertalia si è tenuta l'assemblea annuale dei soci. Sono intervenuti tra gli altri Ernesto Diaco, direttore Ufficio nazionale CEI educazione, scuola e Universita', don Gabriele Porcarelli, referente scuole parrocchiali diocesi di Bologna che ha indicato alcune ipotesi di lavoro per il futuro gestionale delle scuole nel contesto ecclesiale bolognese e Rossano Rossi, presidente provinciale Fism

L’ottimismo è il profumo della vita! Così recitava il poeta e scrittore romagnolo Tonino Guerra, in alcuni spot pubblicitari di qualche hanno fa.
L’assemblea dei gestori associati a Fism Bologna ha trasmesso una sensazione di ottimismo. O meglio, uscendo da facili slogan, ha rilanciato l’impegno per il futuro delle scuole sotto il segno della speranza.
Con consapevole realismo si sono evidenziate le difficoltà: calo complessivo nazionale della popolazione scolastica e quindi delle classi; continua diminuzione delle scuole paritarie (dal 2010 le scuole dell’Infanzia paritarie sono passate da 7.041 a 6.101…); crescente difficoltà gestionale delle scuole in generale; particolare difficoltà delle scuole parrocchiali, anche per la costante diminuzione dei sacerdoti; mancanza di un’effettiva parità scolastica, ecc.
Nonostante questo, ed altro, l’assemblea si è fatta cassa di risonanza per diverse notizie positive.
Nell’intervento di Ernesto Diaco (ufficio scuola CEI) è emerso con forza che c’è più che mai spazio, bisogno e necessità di una scuola capace di educare al bene, al bello e al vero; capace, come diceva don Milani, di educare al fine giusto: dedicarsi al prossimo.
Don Gabriele Porcarelli (referente diocesano per le scuole parrocchiali), ha spiegato, con sapiente schiettezza, che le scuole cattoliche sono una risorsa per la comunità cristiana e per la società. Ha indicato la possibilità e la sensatezza che la Chiesa diocesana si occupi delle scuole cattoliche con più attenzione e concreto sostegno.
Molti interventi hanno testimoniato la presenza di laici in grado di assumersi la responsabilità di conduzione e gestione delle scuole. Diversi esempi, nazionali e locali, dimostrano la possibilità di gestire le scuole cattoliche con metodi e strumenti nuovi, mantenendone identità e missione.
Rossano Rossi (presidente Fism Bologna), ha presentato un corposo percorso di formazione rivolto ai gestori e a quanti sono disponibili ad assumere un ruolo di primo piano nella conduzione delle scuole. Fism Bologna intende investire per potenziare il complesso delle azioni di sostegno, supporto e promozione delle scuole. Perché il profumo della vita da slogan diventi chance per tutti.

Gemellaggi. La singolare avventura della scuola Benedetto XV di Bologna

Tutto è iniziato nel 2000 quando una suora missionaria in Africa ha chiesto aiuto a don Giuliano Gaddoni, all'epoca parroco a San Martino di Bertalia e legale rappresentante della scuola. Si trattava di dare una mano alla missione di fronte all'alto tasso di mortalità dei bambini

"Partendo da questa richiesta" racconta Claudia Zuin, coordinatrice gestionale scuola dell’infanzia Benedetto XV di Bologna "abbiamo costituito una associazione in parrocchia di cui io sono tra i soci fondatori. Anche la scuola, tramite i genitori, inizia a inviare un proprio contributo. La prima raccolta risale al Natale: con i soldi si adottano bambini a distanza e si contribuisce a comprare del materiale. Subito dopo parte il progetto "Un bicchiere di latte per il bambino". Poi, prosegue Claudia "è maturata l’esigenza di costruire qualcosa in modo tale che loro potessero diventare più autonomi. Era diffusa la concezione che il bambino piangeva solo perché aveva fame ignorando eventuali altri bisogni. Per questo abbia sentito l'esigenza di una formazione: abbiamo accolto presso la nostra scuola alcune suore che hanno svolto un percorso formativo e sono le stesse che adesso stanno gestendo l’orfanotrofio in Kenia. Il percorso prosegue formando che là si occupano della missione e delle adozioni a distanza. Abbiamo fatto venire a Bologna una mamma che si è laureata tramite l'associazione: è qui per studiare italiano perché sarà il tramite tra la nostra realtà e la missione. E qui a scuola abbiamo accolto la sua bimba, che si perfettamente integrata". Conclude Claudia: "Il nostro non è un vero e proprio gemellaggio tra scuole ma con una associazione che si occupa di Kenia e Tanzania. Oggi non proponiamo più l'adozione a distanza per il singolo bambino ma per tutta la classe. Significativa anche la ricaduta sulla nostra scuola. Ogni tanto viene in Italia padre Barnaba, il prete con cui abbiamo iniziato questa avventura, e racconta ai bambini l’esperienza, porta delle foto e spiega quello che è stato fatto con i soldi raccolti".

Centri estivi, la Fism c'è. Per famiglie e bambini una opportunità da non perdere

Basta leggere il programma delle tante iniziative messe in campo per il periodo immediatamente seguente all'ultima campanella che segna l'inizio delle vacanze per comprendere la vitalità e la capacitò di proposta educativa delle scuole dell'infanzia associate anche in un periodo di tempo libero

C’è una bella canzone di Claudio Chieffo che nel ritornello sintetizza l’avventura della vita, vacanze comprese. “Quando uno ha il cuore buono non ha più paura di niente: è felice di ogni cosa, vuole amare solamente”. Mi sembra un efficace manifesto per rimarcare la differenza, a scuola come nella esistenza quotidiana, tra un’ idea di tempo libero che cancella tutto: doveri, legami, ricerche per lasciare spazio a quello che ci piace fare.E un’idea felicemente alternativa che coglie l’occasione della vacanza per approfondire ed amare di più quello che si è fatto durante l’anno. Nel segno di una libertà che non è anarchia. Quest’ultima idea caratterizza i tanti centri estivi messi in campo anche quest’anno dalle scuole dell’infanzia associate alla Fism di Bologna. Non un parcheggio, un pronto soccorso sociale, una parentesi più o meno divertente. Ma un'occasione di cammino che vale per tutti: bambini, famiglie, educatori. E come ogni strada degna di questo nome anche nei nostri centri estivi la bussola c’è. Non lo svacco da tempo libero ma un tentativo di gustare di più il sapore delle cose fatte insieme: dal gioco alle merende. Con un obiettivo comune. Scoprire che la ricetta della felicità non può prescindere dal cuore di ognuno. Nella storia di Pinocchio abbiamo imparato che anche un burattino è fatto per il bene. A maggior ragione questo vale per quella singolare compagnia dell’anello che nei centri estivi Fism si impegna da sempre per rilanciare il tesoro di ogni singolo progetto educativo.
Stefano Andrini