Newsletter del 22 giugno 2017

L'incontro dell' arcivescovo Zuppi con i consigli provinciali della Fism regionale

Collaborare insieme guardando alle sfide del futuro. E’ questo l’invito lanciato dal presidente della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna nel corso della prima assemblea dell'Emilia Romagna svoltasi all'Istituto Salesiano di Bologna. L'intervento dell'arcivescovo è stato preceduto da una introduzione del presidente regionale Lucca Iemmi e seguito da una relazione del presidente provinciale Rossano Rossi.

Da parte sua l’arcivescovo Zuppi ha tracciato una sorta di “road map”. “Come per le parrocchie anche per le scuole già oggi è necessario collaborare e lavorare insieme. E questo vale soprattutto per il futuro. Noi non riusciamo a immaginare cosa succederà domani se non ci mettiamo in comunione. Un obbligo ma anche qualcosa di più: se vi mettete insieme non solo per necessità ma perché avete un progetto tutto sarà più efficace e funzionerà meglio. Il fatto di avere una visione di prospettiva è necessario anche per il rapporto con gli interlocutori istituzionali. Che non sono solo i comuni ma anche la Regione. La filosofia è la stessa: servizi in comune e salvaguardia di storia e identità. Conservare le scuole cattoliche vuole dire ripensarle. Questa modalità può aiutare anche a trovare soluzioni concrete ai problemi quotidiani. Certo a volte facciamo fatica a pensare insieme. Ma non abbiamo alternative: dobbiamo trovare accordi”. Un secondo punto indicato dal presidente della conferenza episcopale dell’Emilia Romagna riguarda la possibilità di inserire a costo zero i figli di seconda generazione degli stranieri ormai italiani a tutti gli effetti. “Nelle nostre scuole non ci sono, per motivi economici o di impostazione, nelle stesse percentuali di quelle del Comune. Trovate il modo di prevedere cinque gratuità per questi bambini e per le loro famiglie che altrimenti non potrebbero sceglierla. Questo da una parte qualificherebbe la scuola cattolica e dall'altra ci aiuterebbe anche a ridimensionare la percezione, sbagliata, di una scuola cattolica al fondo elitaria”. Per quanto riguarda il rapporto con i parroci l'appello di Zuppi è stato pressante. “La scuola ha un costo che le parrocchie non riescono a sostenere. Fatevi sotto, proseguite nella strada di nuove forme organizzative sollevando i parroci da alcuni pesi. Consolidate l’esperienza di outdoor che apre uno spazio di lavoro enorme. Più lavorate insieme meglio è”.

Nido Oasi di S.anta Teresa (Imola). Giochi sonori ed esplorazioni musicali

Non si tratta di un semplice passatempo o di una simpatica metodologia didattica. Questo tipo di espressività precede addirittura il linguaggio vero e proprio. Rappresenta, dunque, un caposaldo educativo. Parte integrante e fondamentale dell'identità di tutti i fanciulli e come tale da coltivare

Il gioco musicale è una delle principali attività svolte nel nostro Nido, in quanto la musica è uno “strumento pedagogico” efficace nello sviluppo armonico del bambino. Il linguaggio sonoro-musicale è parte fondamentale dell’identità del fanciullo: nelle fasi di sviluppo psico-fisico la “lallazione” (il bambino canticchia la la, ma ma, pa pa) precede l’articolazione del linguaggio vero e proprio.
La musica scandisce i ritmi delle nostre routine: accoglienza, riordino, preghiera, cura, pranzo, riposo; a volte ci accompagna nel passaggio da uno spazio all’altro.
Quest’anno abbiamo voluto dare un risalto ancora maggiore alle attività musicali, costruendo il nostro “Progetto educativo” sui giochi sonori e le esplorazioni musicali. Il progetto è stato presentato ai genitori dalle educatrici in collaborazione con la Musicoterapista e Coordinatrice Pedagogica Fism Daniela Mughetto. Visto il grande interesse, è stato organizzato un secondo incontro in cui la Pedagogista Fism ha parlato delle potenzialità educative della musica ed ha coinvolto i genitori in alcuni giochi musicali. Nel mese di Giugno abbiamo proposto una serata all'insegna della musica: abbiamo aperto l’incontro con una danza in cerchio, a cui hanno partecipato genitori e bambini.










Il bugiardino delle vacanze. Con i nostri bambini giochiamo a ... carte scoperte

Spiega Claudia Ventura. "Con i bambini della scuola dell'infanzia si può fare! Parlo delle carte da 'briscola', con le quali si possono fare numerosi giochi, che ai bambini piacciono molto, proprio perché vogliono “vincere”: si divertono, stanno in compagnia … ma nello stesso tempo fanno veri e propri esercizi di matematica".

‘Asinone’ e ‘Pela galletto’ per esempio, sono utili per riconoscere le carte raffiguranti l’1, il 2 e il 3 di qualsiasi ‘seme’. Asinone si può giocare da 2 fino a 5/6 persone. Si dispongono tutte le carte del mazzo coperte sopra al tavolo in ordine sparso. A turno, uno dopo l’altro, andando in ordine (in senso orario) ogni giocatore ‘pesca’ una carta e la scopre. Chi pesca una carta raffigurante l’1, il 2 o il 3, decide a chi far pescare quel numero di carte; poi il gioco riprende da quello stesso giocatore che è stato scelto per pescare. Chi prende ‘l’asso di bastoni’ è un Asinone e ha perso, mentre gli altri hanno vinto. Pela galletto, invece si gioca in due e consiste nel far terminare le carte all'avversario. Si creano due mazzi ‘coperti’ da venti carte ciascuno ad entrambe i giocatori. A turno si gira dall'alto del proprio mazzo una carta creando così un terzo mazzo scoperto comune. Ogni qualvolta escono carte raffiguranti l’1, il 2 e il 3, l’avversario deve scoprire e mettere nel terzo mazzo il numero indicato. Se esce nuovamente un 1, 2 o 3, il turno passa all'altro e via dicendo, se invece non escono tali numeri, il concorrente che ha ‘dettato’ il numero, prende tutte le carte del mazzo comune e se le mette sotto al proprio mazzo. Vince chi riesce a prendere l’intero mazzo.
Ecco a voi in regalo, un ottimo medicinale per l’estate: bugiardino del gioco a carte
Indicazioni terapeutiche: indicato per chi ha voglia di divertirsi, di imparare a rispettare il turno, imparare a contare, a memorizzare, a stare attento, a trovare strategie. In particolare è utile ai bambini per allenarli nella percezione dei numeri a colpo d’occhio, per la conta dei numeri, per la corrispondenza oggetto (es. coppa) numero, per il riconoscimento delle stesse quantità nonostante i ‘semi’ differenti. Indicato anche per chi fatica a perdere.
Controindicazioni: Medicinale/Gioco che potrebbe creare dipendenza!
Un bambino potrebbe piangere perché perde, oppure potrebbe occorrere tanto tempo a partita, perché contare o riconoscere le carte non sempre è immediato.
Precauzioni per l'uso: Spiegare bene le regole del gioco, facendo vedere, mostrando le prime volte come si fa, giocando a carte 'scoperte'.
Avvertenze speciali: Se si coinvolge tutta la famiglia, ci si diverte di più!
Claudia Ventura Coordinatrice pedagogica Fism Bologna