Newsletter del 9 febbraio 2018

Elezioni. Fism Bologna: per la parità scolastica scaduto il tempo delle promesse

"Facciamo appello alla politica" afferma la nota della Federazione "perché a livello nazionale affronti in modo concreto e affidabile l’annosa questione, irrisolta, di un doveroso, adeguato sostegno economico statale, per realizzare, finalmente, la piena parità anche nel nostro Paese".

Se le scuole paritarie fossero costrette a cessare la loro presenza, interi territori verrebbero sguarniti di un importante avamposto educativo, di aggregazione e promozione umana e sociale.D’altro canto è evidente che il sostegno economico è elemento irrinunciabile della parità. L’inserimento delle scuole paritarie nel sistema nazionale di istruzione, in forza del servizio pubblico svolto, deve comportare equità nell'accesso al sistema, senza condizionamenti economici non solo per gli alunni, ma anche per il personale. E' fin troppo ovvio che ogni scuola ha costi “fissi”, tra i quali quello per le retribuzioni rappresenta la parte più consistente. Fino a quando tali costi non saranno assunti dalla Repubblica (Stato, Regioni, Comuni nel loro complesso e con riferimento alle rispettive competenze) non si avrà equità nell'accesso al sistema nazionale di istruzione consentendo, così, la possibilità di poter scegliere la scuola solo a chi può sul piano economico, e non a tutti. L’obiettivo da raggiungere, dunque, resta un finanziamento adeguato alle scuole
paritarie (ovviamente finalizzato e da rendicontare), in modo da non comportare per le famiglie costi diversi da quelli previsti per la frequenza delle scuole statali.
E’ indubbio che il costo standard - calcolato assumendo come riferimento la scuola che garantisce tutto ciò che deve ai costi più efficienti nel quadro del fabbisogno standard - può essere utilizzato quale strumento generale per l’avvio di un processo riformatore dell’intero sistema nazionale di istruzione.
In ogni caso, per poter proseguire il servizio - per quanto riguarda le scuole FISM - l’indicazione e la nostra proposta è quella della stipula di una convenzione tra MIUR e scuole FISM: convenzione pluriennale, adeguata nell'entità economica, certa nell'erogazione e nei tempi di accreditamento dei fondi, sulla base del numero di scuole e di quello di sezioni per scuola, nonché di un’attenzione particolare alle monosezioni. Questa è la formula che permette di dare più stabilità alle nostre istituzioni. La convenzione, inoltre, dando garanzia di continuità del servizio al personale, promuove il mantenimento di una qualità alta dell’offerta formativa. Questo potrebbe aiutare non poco anche l’inquadramento, la programmazione e la stabilizzazione di
tutto il comparto zero sei, sia a gestione statale, sia non statale paritario, nella costruzione di un futuro che ci sta a cuore, come cittadini e come Federazione.
Cosa chiediamo dunque alla politica? Un preciso e reale impegno a completare la Legge 62 del 2000 sul versante economico, un impegno che non sia costituito da promesse elettorali.
Fism Bologna

Scuole e carnevale. A Bazzano e Lorenzatico c'è un bel feeling con il territorio

In questo periodo dell'anno fatto di carri, maschere e coriandoli le materne associate alla Fism colgono l'occasione di trasformare il divertimento in una grande occasione didattica nella quale sono coinvolti bambini, famiglie e maestre. Con l'obiettivo dichiarato di far crescere la consapevolezza della propria appartenenza ai paesi dove sorgono le scuole

"La nostra storia viene da lontano" ricorda Rosamaria Ducato direttrice della scuola paritaria "Santo Stefano" di Bazzano. "Risale a più di cinquant'anni fa. Per far conoscere la scuola a livello cittadino i genitori dell'epoca si costituirono in associazione per promuovere il carnevale dei bambini". Una storia che continua ancora oggi. "In quello che ormai è diventato il carnevale di Bazzano l'idea è, prima di tutto, di far divertire i bambini. L'iniziativa nasce anche per raccogliere fondi: la sfilata si conclude infatti presso la scuola parrocchiale dove i volontari allestiscono una pesca di beneficenza con prodotti dei commercianti locali. E' un pomeriggio di vera festa con al centro la maschera di Bazzano Barba Zecc accompagnato dalla consorte, entrambi impersonati da due genitori. A metà sfilata la maschera rivolge un discorso a tutti i bambini Per il carro della scuola il tema di quest'anno è l'arca di Noè. Come scuola noi invitiamo i bambini, accompagnati dalle maestre, a vestirsi a tema".
La direttrice Giulia Bretta racconta l'esperienza della scuola "Don Pasquali" di Lorenzatico. "A San Giovanni, si sa, il carnevale è una tradizione. Diverse famiglie della nostra scuola fanno parte delle società carnevalesche. Per questo abbiamo unito l'attenzione alla realtà del territorio al nostro tema conduttore di quest'anno dedicato ai pianeti e allo spazio. Alcuni papà sono venuti a scuola e insieme ai bambini hanno costruito i pianeti di cartapesta che utilizzeremo nella nostra festa di carnevale. Tante le cose che girano attorno al tema centrale: costruiremo un razzo spaziale e, sempre con la tecnica della cartapesta nella quale abbiamo coinvolto anche i bimbi della sezione primavera, abbiamo realizzato anche dei crateri lunari che utilizzeremo per i giochi in salone. Ma non solo. Ci saranno anche delle tute spaziali, bandiere per ricordare la prima passeggiata sulla luna (che abbiamo raccontato ai bambini in classe) insieme a piccoli razzi che impiegheremo per i giochi di forza".

Nella foto il carro della scuola di Bazzano

“Posso andare a giocare”? Uno sguardo benevolo su una grande sfida didattica

Quante volte come insegnanti o come genitori ci siamo sentiti rivolgere questa domanda? I bambini amano giocare e il gioco occupa un posto centrale nella loro quotidianità. Pensiamo anche solo in questo periodo di Carnevale quanto piacere i bambini mostrano nel coinvolgersi nei giochi di travestimento. “il gioco dovrebbe essere considerato l’attività più sera dell’infanzia” scrisse Montaigne.

E’ attraverso il gioco che il bambino comincia a comprendere e costruire il significato del mondo e a padroneggiare i problemi della vita. Ma il rischio di considerarlo come un “riempitivo” (prima facciamo le cose serie poi puoi giocare), come “concessione” (lascialo giocare….è piccolo!!) o come “spontaneismo” (adesso fai quel che vuoi che io devo fare altro) è sempre in agguato. La tendenza ad occupare il tempo della quotidianità infantile (a scuola e in famiglia) con attività e proposte ritenute più performanti anche in vista delle future aspettative lavorative e lasciare al gioco i ritagli di tempo è un allarme da non sottovalutare. In realtà non vi è nulla che prepara alla vita più del gioco infantile. A sostegno di questa affermazione possiamo portare l’esempio di molti giovani e adolescenti incapaci di perseverare in compiti che presentano difficoltà iniziali perché le loro esperienze di gioco infantili sono state carenti. Il famoso psichiatra americano Bruno Bettelheim scrive “i bambini che hanno scarse occasioni di giocare tendono a presentare gravi ritardi o addirittura un arresto dello sviluppo intellettivo, perché nel gioco e attraverso il gioco il bambino esercita i processi di pensiero e senza una tale pratica il pensiero si appiattisce e si atrofizza”.
Ma quali sono le condizioni per il sorgere di un gioco autentico?
Uno spazio libero, una libertà d’azione, un ambiente in cui si può spaziare non solo con il corpo ma anche con la mente; dove si possono fare liberamente esperimenti con le cose e con le idee; dove si può “giocare” con le idee, lasciati “benevolmente” in pace. Tempo, spazio, materiali e libertà all’interno di uno sguardo benevolo. E se al gioco partecipa con il medesimo genuino piacere anche l’adulto, ben presto il bambino creerà da solo strutture e scenari, che costituiranno per lui una “trasparente immagine del mondo”.
Lara Vannini, pedagogista Fism Bologna