Newsletter del 17 gennaio 2020

Fism. Tempo di open day. Le scuole dell'infanzia paritarie si mettono in vetrina

Un calendario fittissimo (in coda all'articolo il link) anima in questo mese di gennaio tutta la nostra provincia.Ogni realtà scolastica, per l'occasione, metterà in mostra i suoi gioielli educativi. Una bella opportunità per vivere, non da soli, la tappa entusiasmante dell'iscrizione dei figli.

Già da tempo ci siamo abituati ad acquistare beni on line. Ci imbattiamo nell'immagine dell'oggetto che ci serve, clicchiamo e il giorno dopo lo riceviamo comodamente a casa nostra. Per la scuola dell'infanzia, per fortuna, non funziona così. Prima di tutto perché la scelta è la prima pietra del futuro dei nostri bambini. E non possiamo accontentarci di una immagine virtuale con le sue allettanti promesse. Dobbiamo verificare sul campo. In questa direzione l'intenso e variegato calendario di "open day", messo in campo dalle scuole dell'infanzia federate alla Fism Bologna, non è solo un appuntamento tradizionale di inizio anno ma una preziosa opportunità per rafforzare certezze e chiarire dubbi. Nella scelta della scuola abbiamo bisogno di guardare negli occhi le maestre e le dade, di tuffarci nei colori e nei profumi dove i nostri piccoli saranno immersi, di immaginare in diretta come sarà il loro quotidiano. Sedendoci sui piccoli banchi toccheremo con mano il progetto educativo della scuola. Scopriremo che, nella diversità dei percorsi didattici, le realtà federate hanno alcuni tratti in comune: l'attenzione alla persona, il rapporto privilegiato con le famiglie, un approccio con l'ambiente come scoperta (all'avanguardia sono le esperienze che puntano a ripensare l'uso del giardino), esperienze di espressività che hanno come obiettivo la valorizzazione dell'io. In una cornice diffusa di solidarietà e condivisione all'interno ma anche all'esterno (sono frequenti gli interscambi con altre scuole, italiane e straniere). E allora, parafrasando il poeta, "andiamo, è tempo di visitare gli open day". Buona scelta.
https://www.fism.bo.it/federazione-italiana-scuole-materne/open-day-111@183.html

Dalle pedagogiste Fism. I bambini ci guardano e si aspettano dagli adulti la verità

Che cos’è il bene? Questa è la domanda che dovrebbe fare da sfondo ad ogni costruzione di qualche cosa che si fa in classe (cos’è bene per il bambino, per me, per la comunità delle insegnanti?). Perché questo dà ordine, anche se a questa domanda non ci sarà mai una risposta.Stralci intervento Prof.ssa Luigina Mortari al Seminario di studio del Settore pedagogico nazionale: Il coordinatore provinciale e di rete. Snodo per costruire il Sistema Fism- Roma, 30 novembre 2019

"Per costruire una buona comunità e una buona relazione, occorre stare nella verità.Ecco perché l’amicizia si nutre di franchezza.I bambini hanno bisogno della verità, i bambini sanno leggere con verità il nostro comportamento e si aspettano da noi la verità". E' questo il punto di partenza nella riflessione di Luigina Mortari che lancia una provocazione: "Come vogliamo essere un gruppo di docenti? Declinando semplicemente delle scelte didattiche e pensando di risolvere tutto? Oppure costituendo una comunità di insegnanti con pochi principi, da rimodulare continuamente? Questa è la condizione dell’amicizia professionale: sedersi attorno ad un tavolo e dirsi quali sono i principi che si vogliono coltivare per stare bene insieme, perché il pensiero fiorisca". Un altro aspetto che può complicare o facilitare l’amicizia professionale, secondo la docente, è l’ordine dei sentimenti. "Ci sono dei sentimenti che possono essere detti, per costruire un ambiente sincero e sano, ma ci sono dei sentimenti su cui bisogna lavorare. L’amicizia non lo consente. Il rancore e l’invidia distruggono tutto, infatti il sentimento più bello, opposto all’invidia, diceva Cartesio, è l’ammirazione. La propria eccellenza non è diventare come l’altro ma cercare la propria strada. Insegnare ai bambini a coltivare l’ammirazione conduce a creare ambienti molto più agevoli. Perché solo l’ammirazione consente di valorizzarci l’un altro". Nelle comunità di amicizia professionale, aggiunge la Mortari "non è l’esteriorità che definisce la nostra qualità, ma è l’autenticità con cui stiamo con gli altri, l’autenticità più profonda che noi e i bambini sentiamo. La durezza, la fermezza e la schiettezza di dire le cose sono l’ossatura della civiltà. La cosa più importante è lo spirito che ci accompagna in tutto questo modo di essere. Maria Zambrano dice che dobbiamo ragionare con una ragione materna, conviviale, antipolemica e narrativa. E se la politica, grande e piccola, dell’agire nelle scuole, nelle istituzioni ecc. si rifacesse al fondo originario della vita, che è l’amore, pensate a quante azioni di violenza verrebbero meno". Conclude la professoressa. "Agire per fare una comunità professionale è agire sapendo che veniamo da questo Mistero e riusciamo a stare con autenticità nelle situazioni se accettiamo questo mistero, che siamo mancanti di questa cosa e che l’ordine del cuore, quello che andiamo cercando, è un ordine dell’amore originario da cui viene la realtà".

Elezioni regionali. La Fism chiede scelte di campo per la famiglia e certezze sui fondi alle paritarie

"Gli ottimi rapporti con le Istituzioni che in Emilia-Romagna si occupano di scuola infanzia 0-6", premette il presidente regionale Luca Iemmi recentemente entrato a far parte della segreteria nazionale della Fism, "sono stati fino ad oggi orientati alla reciproca collaborazione, rispetto e stima. Ma, ne siamo certi, si può osare di più"

"Ai candidati alla presidenza della Regione, ribadiamo la richiesta di una precisa presa di posizione a favore della scuola nel suo insieme affinché attraverso una robusta azione politica, amministrativa e culturale, si giunga a promuovere il passaggio dal sistema della scuola di Stato al sistema nazionale di istruzione fondato sul principio di autonomia e libertà di scelta della scuola da parte dei cittadini". E' questo il punto di partenza dell'appello della Fism Emilia-Romagna, alla vigilia del voto regionale del 26 gennaio. "L'attenzione principale che sollecitiamo" spiega il presidente regionale Luca Iemmi "è quella alla famiglia.Solo passando da una politica assistenzialista ad una politica che abbia al centro la famiglia come soggetto si può sperare in un'inversione di tendenza al calo inesorabile delle nascite che anche nella nostra regione ha raggiunto punte elevatissime con conseguenze, a volte drammatiche, per la stessa sopravvivenza delle scuole". Prosegue Iemmi: "Chiediamo un’attenzione particolare alle scuole dell’infanzia paritarie, 812 scuole di cui 489 federate alla Fism (6 ogni 10 in Emilia Romagna), molte in condizioni di grave precarietà per il peso della crisi economica che ha investito in particolare i Comuni e una urgente revisione del sostegno economico regionale aumentandolo per le scuole dell’infanzia paritarie da 4,7 a 6 milioni come annunciato al convegno di Bellaria nell'ottobre scorso dall'attuale Governatore Bonaccini". La Fism sollecita l’impegno della Regione a livello centrale "perché cessi il massacrante gioco dei tagli e dei recuperi senza certezze di tempi e di entità del contributo da parte di alcuni Comuni della Regione
in ordine ai contributi nazionali della legge 0-6 Fondo del sistema integrato, passando a delibere regionali vincolanti per i Comuni con indicati chiaramente i destinatari scuole paritarie private, così come avviene in Veneto". Sul fronte asilo nido, afferma il presidente Iemmi "ci deve essere l'impegno della Regione a concorrere con i contributi nazionali (bonus asilo nido) a rendere fattivamente gratuito l’accesso al nido, rendendo stabile la norma ora sperimentale denominata “al nido con la Regione". L'ultima richiesta riguarda i contributi per i bambini disabili. "Invitiamo la Regione" conclude Iemmi "a creare un apposito capitolo di spesa, finanziandolo adeguatamente, al fine di liberare le famiglie e le scuole dall'onere di sostenere la spesa aggiuntiva degli insegnanti di sostegno".