Newsletter del 27 marzo 2020

#andràtuttobene. E se così non fosse? La grande sfida che attende gli adulti

Non è questione di pessimismo o di ottimismo, ma di realismo. Paura, fatica, dolore, morte non sono estranee ai bambini: sono piccini, ma anche loro ne fanno esperienza. La nonna che sta male, parenti ricoverati in ospedale, il cane o il pesce rosso morto, la paura del temporale: sono piccoli o grandi fatti, dati di realtà cui si trovano di fronte

Raccontava mia madre che da piccola nessuno si poneva il problema di dire o come dire, o di nascondere ai bambini queste cose: erano considerate parte della vita, naturali, normali.Quei bambini sono diventati grande senza gravi traumi. Perché?
“La speranza non è per nulla uguale all'ottimismo. Non è la convinzione che una cosa andrà bene, ma la certezza che questa cosa ha un senso, indipendentemente da come andrà a finire” (Vaclav Havel). Allora il lavoro da fare è proprio su queste parole: certezza e senso.
Il problema è degli adulti: su cosa poggia la certezza che tutto ciò che sta accadendo ha un significato, che c’è una speranza? Occorre usare la ragione nel guardare ciò che accade.
Cosa è il bene tanto menzionato?
Io vedo fatti: gesti di umanità, il tentativo di persone di non lasciare ‘solo’ chi è in difficoltà. Vedo gente che sta cambiando. Il cuore dell’uomo è fatto per il bene. Facciamo esperienza del nostro bisogno di Qualcuno che dia significato, anzi che sia il significato della vita.
Nelle nostre scuole, a Natale, abbiamo festeggiato un Bambino che poi si è posto nel mondo dicendo di essere la Via, la Verità e la Vita, che è morto e Risorto, ed è Presente qui ed ora.
La speranza cristiana quindi, non coincide con il ‘lieto fine delle favole’. È la certezza che #tuttoconcorrealbene perché un Altro conduce la Storia.La frase dell’hashtag è di una mistica vissuta alla fine del 1300: il Signore stesso la pronuncia con una tenerezza infinita: ‘Tutto sarà bene’ nella certezza dell’amore di Dio.
Quel ‘tutto sarà bene’ di Giuliana di Norwic è collocato nello stesso sguardo del ‘tutto concorre al bene per coloro che amano Dio’ di San Paolo ai Romani. E quell’orizzonte di eternità desidera anche oggi lo sguardo di ognuno di noi” (Vatican News)
Claudia Ventura – pedagogista Fism

Da Atelier dei Piccoli il racconto delle famiglie e da Anzola la filastrocca del nonno.

“Intanto che aspettiamo di poter tornare tutti ad abbracciarci e inventare giochi insieme" spiega Irene dell'Atelier "ci fa sentire più vicini poterci almeno vedere tramite immagini e raccontarci “da lontano”. Questo periodo di separazione e anche di paura ci sta ricordando che abbiamo infiniti modi per comunicare, che il tempo del racconto e dell’ascolto è prezioso”

Ecco il racconto di una mamma: “Ciao care Dade, come state? Ecco qualche immagine della nostra nuova routine a casa, tra letture, disegni e riposo. Abbiamo il momento dello smart working! L’angolo dell’ascolto musicale e i Villaggi di Carta in cui viaggiare con la fantasia. Uno dei suoi angoli preferito è quello della lettura … librini ovunque! Un po’ di tempo insieme a papà in giardino per godersela e poi... la scuola dei super eroi! A quanto pare anche loro devono studiare. Serve dal baule il giusto travestimento e il libro a tema. L’Uomo Ragno studia il libro degli animali per imparare le tecniche delle ragnatele. Il Cavaliere necessita del libro sui castelli medievali per imparare tecniche di difesa … e un libro sullo spazio, perché quello bisogna conoscerlo bene se sei un super eroe e salvi i mondi! Che spettacolo. Buon proseguimento Dade, vi vogliamo tanto bene e ci mancate tanto. Coraggio e ne salteremo presto fuori! Un bacio e intanto prepariamo la pizza!”
Dalla Scuola VAccari di Anzola nonno Giuseppe ci offre la sua filastrocca, e così commenta Margherita, la coordinatrice della scuola Vaccari: “i nonni sono da sempre le ‘colonne portanti’, impegnati in prima linea in attività di volontariato (dal risveglio pomeridiano dei bambini, alle piccole manutenzioni, alla cura del parco e giardino), i principali attori di tutte le iniziative benefiche parrocchiali. Li coinvolgiamo anche in progetti e laboratori con i bambini. In tutta la comunità educante abbiamo fatto nostro il pensiero che i nonni sono un patrimonio di saggezza da preservare”.
Son sicuro, sono certo,/e non tremo,/tutti uniti, tutti insieme/
ce la faremo/a vincere la battaglia e la guerra/riusciremo/
e ai posteri la racconteremo!/Anche questo, come tutto, ha il suo risvolto/nel marasma intravedo un buon raccolto./Che l'uomo sia altruista, meno prepotente,/un po' più mite, più umile e accondiscendente./verso i suoi simili, verso la gente/e che capisca che siamo tutti sotto l'ombrello stesso/da sempre, per sempre, non solo adesso.

Santa Maria Maddalena e Sacra Famiglia. Vicini alle famiglie attraverso i social

Le scuole parrocchiali di Porretta Terme e di Bubano utilizzano la pagina Facebook per pubblicare video in cui insegnanti e dade, sia pure a distanza, mantengono un rapporto diretto con i bambini. Significativo il contributo dei gestori:don Lino Civerra che non manca di regalare saluti armoniosi da lui stesso proposti e don Antonio Commissari che ha registrato le canzoni da lui stesso insegnate durante l'anno

Alla scuola Santa Maria Maddalena di Porretta il dono de “La Piccola Grande Storia di Clelia Barbieri” ha dato a tutti conforto e speranza. Le educatrici, che seguono i Percorsi Educativi Individualizzati propongono attività mirate per continuare a supportare il percorso di crescita del bambino, secondo le sue necessità. Le famiglie, molto attente, danno riscontro positivo- dice la coordinatrice Pamela- non si scoraggiano e, nonostante le difficoltà, stanno guardando avanti, desiderose che tutto ricominci. La scuola comunica anche con le famiglie del doposcuola, proponendo semplici esperimenti scientifici collegati ai contenuti di studio: osservazione di cielo, nuvole, stelle o più semplicemente di ciò che è fuori dalla finestra, per trasmettere l’attenzione ai dettagli, alle piccole cose. Si incentivano i bambini alla lettura attraverso link di libri gratuiti. Si cerca di portare un po’ di allegria e spensieratezza! Stiamo sperimentando" conclude "la forza di quel filo concreto che lega scuola, famiglia e comunità, che ci sta permettendo di andare avanti con speranza".
Don Antonio Commissari, gestore della Sacra Famiglia di Bubano racconta l'esperienza della sua scuola. "Cerchiamo di ridurre le distanze con bambini e famiglie attraverso Facebook. Le maestre, come si fa in queste occasioni, stanno inviando dei video con delle canzoni o delle attività da fare a casa. Soprattutto disegni, ricette e più in generale attività manuali. Per quanto mi riguarda" aggiunge don Antonio "do il mio contributo sul piano musicale. A scuola aperta, vado una volta alla settimana a insegnare canzoni. Per mantenerli in allenamento ho registrato, cantando e suonando,i brani che facciamo durante l'anno e le dade li stanno inviando alle famiglie. E, da quanto mi hanno raccontato le maestre, ai bambini sono piaciuti molto".