Newsletter del 28 giugno 2019

Scuole Infanzia Fism. A Bologna e provincia ritorna il grande spettacolo dei Centri estivi

Sono una cinquantina quelli programmati nel mese di luglio. Sul sito della Federazione è stato pubblicato l'elenco completo consultabile al link https://www.fism.bo.it/federazione-italiana-scuole-materne/segnalazione-centri-estivi-2019-120@315.html Protagonisti assoluti l'acqua, i personaggi della fantasia (da Mary Poppins a Ulisse), l'ambiente. Senza dimenticare la luna.

“La vita è la più bella delle avventure ma solo l'avventuriero lo scopre”. Poche frasi come questa, famosissima, di Chesterton descrivono il DNA dei Centri estivi promossi a Bologna e provincia dalle scuole federate alla Fism. L’esperienza, ormai tradizionale, si fonda su un geniale mix di educazione e di divertimento. Tutt’altro che una fuga dalla realtà, uno staccare la spina, un deposito bagagli. Ma la possibilità di far vivere ai bambini una avventura ancora più emozionante. Un punto di unione con il progetto didattico che punta a trasformare i bambini in altrettanti avventurieri. Pronti a stupirsi anche durante la vacanza incamerando nuove energie da spendere al suono della prossima campanella. Ogni scuola mette a frutto, in queste forme tante amate dalle nostre famiglie, la propria idea di educazione, il legame con il territorio, le proprie frequentazioni con l'outdoor. Dice la volpe al piccolo principe: "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti". I centri estivi delle nostre scuole sono un piccolo grande rito per imparare (e non riguarda solo i bambini) un segreto fondamentale: "Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. Una sfida che ci coinvolge tutti, perché per tutti sia un'estate da vivere.
Stefano Andrini

Erasmus + Il nido Educare e Crescere racconta la sua prima partecipazione al progetto

L'iniziativa è promossa da IES San Fernando, Centro Pubblico di Educazione, Baccellierato e Formazione Professionale della Comunidad de Madrid, che si occupa della formazione dei professori della rete degli Istituti di grado Superiore o paritario all’Università. Nel sistema Spagnolo i servizi per l’infanzia sono disciplinati da un’unica Legge Statale (17/2008) che regolamenta l’intero 0 -6, nel rispetto delle autonomie Regionali che declinano e vigilano l’attuazione dei principi di questa legge all’interno delle singole strutture

Il Progetto prevede la visita di un gruppo di pedagogisti spagnoli all’interno dei nostri Servizi 0-3 (in due periodi diversi dell’anno) finalizzata ad approfondire alcuni aspetti metodologici e didattici inerenti la figura dell’educatore di Nido.
Nel corso del primo periodo di osservazione i due esperti Daniel Hervalejo e Mercedes Bermejo, si sono confrontati sugli adempimenti e la relativa documentazione previsti dalla legge regionale per l’avvio e l’accreditamento dei servizi e si sono addentrati nelle prassi educative adottate. Sono emerse alcune differenze: per l’aspetto strutturale/organizzativo, la grandezza e la presenza di alcuni spazi (come ad esempio l’ampiezza delle sezioni e lo spazio esterno da loro non previsto); il rapporto numerico educatore-bambino (nei nostri servizi di poco più alto); l’orario di permanenza dei bambini all’interno dei servizi (non superiore alle otto ore per i servizi spagnoli).
Rispetto alle pratiche di cura e all’autonomia, gli osservatori spagnoli sono rimasti colpiti dal nostro arredamento pensato per favorire le piccole autonomie: ad esempio la scaletta per salire sul fasciatoio, la sistemazione, alla portata dei bambini, del dispenser del sapone per le mani, della carta e la catenella dello sciacquone. Altro aspetto stimolante il loro interesse: la partecipazione e la condivisione del pranzo con gli educatori, che siedono insieme ai bambini, disposti alla stessa altezza; per noi una routine consolidata che facilita e promuove lo scambio rinforzando l’aspetto della convivialità.
Questi aspetti sono stati confermati durante la visita del secondo gruppo di controllo, composto da Esther Martinez e Lourdes Godoy.
L’intero gruppo di professionisti ha osservato con interesse quanto al centro di ogni nostra pratica educativa ci sia il bambino. Questo aspetto emerge non solo nell’organizzazione degli spazi ma anche nella progettazione continua delle attività che partono dai feedback che i bambini stessi ci rimandano e vengono predisposte in base ai loro interessi o bisogni effettivi, non in base all’età cronologica. Secondo le loro osservazioni, sottolinea la centralità del bambino il nostro atteggiamento, sempre pronto all’ascolto e accogliente, anche nei momenti di eventuali crisi (pianto dei bambini o situazioni di confusione). Hanno chiesto qual è il nostro segreto, e come si fa ad insegnare ai loro alunni ad essere dei bravi educatori.
Da coordinatrice e da ex educatrice mi sono sentita di dire che bisogna lavorare tanto sulla relazione, partendo dal gruppo di lavoro per arrivare a coinvolgere l’intera comunità educante in modo che si instauri un clima di fiducia accogliente che permetta ad ogni bambino di sentirsi accolto per essere ciò che già è. Noi abbiamo il compito di aiutarlo a portare fuori il dono che lui ha dentro offrendogli tutte le esperienze utili alla sua crescita. Perché ciò avvenga bisogna mettersi in ascolto per apprendere da lui i suoi tempi. Questo scambio di esperienze è stato utile perché continua a farci riflettere sulle motivazioni del nostro agire.
Al termine del Progetto, il gruppo Erasmus + ci ha invitato a visitare le loro Scuole per portare direttamente la nostra testimonianza. Inoltre, si è preso in considerazione la possibilità di attivare dei tirocini presso i nostri Servizi 0-3 con i loro Educatori in formazione, esperienza è già attiva in altri Paesi dell’Europa.
Maria Domenica Biasco - Coordinatrice dei servizi 0-6 Cooperativa Educare e Crescere







Pensieri di fine anno. Le tasche piene di sassi, ovvero il grembiule della maestra

Le tasche piene di sassi è il contenuto reale di ciò che si può trovare nel grembiule della maestra della scuola dell’Infanzia. Lui, sempre imbrattato: colorato di tempera, macchiato di colla vinilica, bagnato di lacrime… è il Grembiule della maestra. Ciò che più sorprende non sono i segni o le pieghe stropicciate, dovute alle tirate delle manine con la richiesta: “Maestra guardami!”. Ciò che stupisce davvero è il contenuto delle tasche: spesso celano tesori, cose preziose, proprio come uno scrigno che ‘conserva’ in luogo sicuro, molti segreti.

Siamo ormai giunti alla fine di un intenso anno scolastico, il caldo avanza, e così anche l’insegnante si ‘toglie’ il grembiule e, prima di portarlo a casa, inizia a svuotarne le tasche. Ne escono oggetti piccoli, banali, quasi insignificanti, ma appunto preziosi.
Sassi, tanti e piccoli… perché Roberta ha detto che sono ‘troppo belli’ e vanno ‘tenuti da parte’: Un rametto… a forma di ‘pistola’: Giuseppe ha voluto che la maestra lo conservasse per poi ridarglielo da portare a casa. Una margherita (ormai secca), perché Francesca me l’ha regalata con un enorme sorriso, perché “ti voglio bene’, ha detto. La ruota di una macchinina… a Giacomo è rimasta in mano mentre giocava, ma è venuto da me, certo che si sarebbe aggiustata, perché nulla è perduto, si può riparare. Un elastico rosa per legare i capelli di Chiara, perché oggi ha litigato con la mamma: non voleva proprio farsi fare ‘la coda’, ma abbiamo trovato il compromesso che gliel'avrei fatta io più tardi. L’automobilina di Lorenzo: che stamattina faticava a ‘lasciare’ la mamma ed è divenuto l’oggetto della memoria della mamma che il giorno prima gliel'aveva regalata.
Ma nella tasca del grembiule ci sono due cose che non mancano mai: i disegni dei bambini regalati (come gesto di affetto all’insegnante, oltre che di espressività, creatività e colore) e i fazzoletti di carta. Puliti, per l’attenzione e la ‘cura’ che in ogni istante ha la maestra nello stare con i bambini e accorgersi dei loro bisogni fisici e emotivi... destinati a diventare ben presto sporchi, perché consola, perché asciuga le lacrime versate per la nostalgia della mamma, o causate da piccole liti tra amici, da delusioni, o semplicemente da piccole ‘sbucciature’ alle ginocchia.
Qual è il compito delle tasche del Grembiule della maestra? Conservare, mantenere, proteggere, accudire; ma innanzitutto le tasche sono ‘memoria’ di ciò che accade nel quotidiano della scuola dell’infanzia: quelle cose semplici, spontanee che avvengono nell’istante, ma che educano, testimoniando un certo modo di stare insieme, di vivere e condividere. Testimoniano un bello, un bene, una fatica, ma anche gioia, amicizia… e tanto altro ancora.
Allora a volte a fine anno, si fa perfino fatica a svuotare le tasche, a staccarsi da quelle piccole cose: i ricordi non si tolgono, l’esperienza rimane: parole, gesti, sguardi, amicizia. La cura, rimane. E così, si mette il grembiule in lavatrice, certi che già dai primi giorni di settembre inizieranno a riempirsi le tasche di cose che avranno altre storie e altri volti.
Una maestra di scuola dell’infanzia