Newsletter del 6 novembre 2020

Da vincoli a possibilità: la FISM Bologna lancia una raccolta delle Buone Prassi

L’emergenza sanitaria ha ‘costretto’ le scuole a nuove modalità, organizzazioni, tempi, spazi, comunicazioni… in una parola, ha costretto al cambiamento. Questo il grande protagonista di questa fase: nell’incertezza, a volte nel timore, ma sempre spinti da una speranza e positività.

Le scuole hanno incominciato a fare piccoli o grandi cambiamenti: alcuni dovuti alle normative, altri voluti, pensati e progettati per un benessere dell’intera comunità educante. E noi coordinatrici pedagogiche stiamo assistendo allo spettacolo di soggetti in azione, che invece di lamentarsi, trasformano vincoli in risorse.
Non esistendo un manuale di queste ‘nuove’ buone prassi, ogni Collegio sta tentando, con sperimentazioni e verifiche, provando e riprovando, ad attuare nuove modalità di far scuola, di essere scuola.
Alcuni Collegi hanno deciso di prendersi, all’inizio di ogni loro incontro, un tempo per sé come gruppo di lavoro, per capire e condividere ciò che stanno vivendo e affrontando personalmente; una coordinatrice ha ‘confessato’ che ha iniziato a sentire settimanalmente al telefono la coordinatrice di un’altra scuola, per un confronto e scambio, e sta nascendo un’amicizia professionale; alcune insegnanti hanno cominciato a pensare a una forma nuova di documentazione per i genitori che non possono più entrare dentro alla scuola.
Inoltre l’esigenza di star fuori il più possibile, ha fatto nascere con creatività ‘stanze a cielo aperto’, rivisitazioni di giardini, reperimento di elementi naturali, pitture all’aperto, tende e capanne e tanto altro ancora.
Perfino il ruolo dell’adulto si è modificato. Alcune insegnanti si sono accorte di star facendo ‘un passo indietro’ rispetto al loro ‘fare’ o voler ‘far fare’, ed hanno iniziato a guardare, ad ammirare stupite ciò che i bambini fanno, vivono, apprendono, mostrano, inventano, concordano, mediano, organizzano… lasciando loro un tempo disteso, perché la didattica è vita.
E chissà quante altre cose nasceranno, emergeranno dalle e nelle scuole.
Ciò che desideriamo, come Coordinamento Pedagogico FISM, è raccogliere e ‘custodire’ queste nuove prassi, per essere noi innanzitutto testimoni del bello e del bene che sta avvenendo nei servizi federati, e per accogliere e valorizzare questa nuova cultura di fare scuola, non nonostante, ma attraverso l’emergenza sanitaria. Un tesoro da scoprire per tutti e per ciascuno.
Coordinamento Pedagogico FISM

FISM. Scuole dell'infanzia paritarie: il futuro dei bambini riparte dagli Open day

Le aperture straordinarie in vista delle nuove iscrizioni sono parte integrante della nostra tradizione. Non solo una vetrina o uno spot. Ma un'occasione di incontro con le famiglie che ha anche una valenza pedagogica. Nello scenario creato dalla pandemia nessuna resa: ma un rilancio a tutto campo nel rispetto delle norme.

Quale sarà l'identikit degli Open day in questo anno così difficile?

Alla scuola ‘Santa Clelia Barbieri’ di Vergato sono previsti in dicembre mentre a ‘Santa Maria Maddalena’ di Porretta si svolgeranno in gennaio. "Abbiamo deciso di fare gli Open day in presenza" racconta Pamela Tovoli, coordinatrice didattica di entrambe le scuole. "Pur nel rispetto di tutte le norme sanitarie ci teniamo a farlo con questa modalità, per mantenere viva la relazione ma anche quel rapporto umano che, a distanza, è più difficile da curare. Questo appuntamento, d'altra parte, è cruciale per le famiglie che devono fare una scelta importante per i loro figli. Dal punto di vista promozionale utilizzeremo sicuramente il sito della FISM, informeremo i rappresentanti delle scuole, useremo la cartellonistica. Dal punto di vista metodologico proponiamo la visita della scuola perché vogliamo far toccare con mano i nostri valori, quelli che saranno al centro del percorso di crescita del bambino. In un momento di grandi incognite aggrapparsi a queste certezze è ancora più importante".

La seconda esperienza è quella della scuola ‘San Giuseppe’ di via Murri a Bologna. Riferisce la vicaria della coordinatrice per la scuola dell'infanzia Alessandra Ghelli: "Fino a una settimana prima dell'Open day avevamo l'intenzione di farlo in presenza con un programma articolato. Avevamo ipotizzato quattro orari con altrettante maestre ed argomenti differenziati per consentire ai genitori di ruotare. Poi si è deciso di ripiegare sulla modalità da remoto. Abbiamo mantenuto a grandi linee la stessa scaletta pensata per gli eventi dal vivo. Tutte le maestre si sono presentate e hanno svolto i temi che avevano preparato. La dirigente scolastica ha portato il suo saluto. La segreteria ha affrontato la parte amministrativa. Più che significativo il numero delle prenotazioni e delle famiglie presenti on-line, soprattutto per i turni delle 10. E genitori molto reattivi con tante domande stimolate anche dalla proiezione di diapositive".

Dalle scuole FISM la conferma. Il Servizio civile è una grande risorsa educativa

Raccontiamo l'esperienza di tre realtà che hanno aderito al progetto regionale e hanno deciso di inserire al loro interno i volontari. Il filo conduttore di queste storie è che i giovani entrano subito in sintonia con le insegnanti e i bambini. E vivono nel contempo una forte opportunità motivazionale.

"Da noi il Servizio civile sta funzionando" spiega Patrizia Predieri coordinatrice della Scuola dell'infanzia ‘Cesare Garagnani’ di Crespellano. "Abbiamo inserito due ragazze, una nella sezione 5 anni e l'altra in quella 3/4 anni, nei momenti centrali della giornata quando si svolgono tutte le attività inerenti alla progettazione didattica. All'inizio abbiamo pensato di concentrare il servizio la mattina, ma i corsi di formazione e la situazione del Covid ci costringono a muoverci giorno per giorno nella programmazione della presenza a scuola delle due ragazze. Entrambe hanno compiti di supporto all'insegnante, alternando compiti pratici (un aiuto al momento del pasto o del bagno) a quelli più prettamente educativi. In questo contesto abbiamo deciso di inserire le volontarie all'interno dei nostri Collegi di sezione e di intersezione".

Alla scuola dell'infanzia ‘Bruno Marchesini’ di Castello d'Argile l'unica volontaria è nel contesto di una situazione di bimbi grandi. Racconta la coordinatrice Donata Maccaferri: "Abbiamo fatto questa scelta anche per dare un sostegno alle insegnanti in presenza di qualche criticità. La ragazza è molto motivata, disponibile ad adattarsi agli orari, anche perché la formazione è un incastro complicato. I suoi compiti sono essenzialmente di affiancamento: nelle attività e nel gioco dei bambini, e dell'insegnante quando deve fare interventi mirati per fronteggiare qualche difficoltà. Si è inserita molto bene, è in sintonia con l'insegnante e ha introdotto un elemento di pacatezza che aiuta tutti. Pur essendo ancora nella fase conoscitiva ha già iniziato a fare ipotesi e proposte. E anche questo è positivo".

"Quella del Servizio civile è per noi un'esperienza nuova. Quando ci è stata proposta dalla FISM abbiamo accettato la scommessa" ricorda Paola Bugo referente per il Servizio civile della scuola ‘Sant'Alberto Magno’ di Bologna. "Attualmente" prosegue "abbiamo due volontari del Servizio civile regionale: Sara e Benedetto. In sede di definizione del progetto era stato previsto un impegno a rotazione alle elementari, medie e liceo. Il Covid ha cambiato le dinamiche e ognuno fa riferimento a una classe specifica. Interessante cercare di capire le ragioni della scelta: all'inizio può essere l'opportunità economica ma poi ha prevalso l'aspetto motivazionale. Entrambi i ragazzi hanno un grande entusiasmo e un senso della gratuità che noi forse avevamo quando eravamo giovani e che poi abbiamo perso per strada. Sara e Benedetto sono due perle: e qui dobbiamo ringraziare il prezioso lavoro di selezione svolto dalla FISM. La loro è una bella esperienza che serve anche ai docenti".