
Da parte delle scuole federate, un grande aiuto alle famiglie per vivere in un ambiente conosciuto il tempo lasciato libero dalla fine dell'anno scolastico. Di seguito il link con il calendario e le location https://www.fism.bo.it/federazione-italiana-scuole-materne/open-day-111@183.html
Se Pinocchio avesse avuto la possibilità di partecipare a uno dei campi estivi della FISM, probabilmente Collodi (di cui ricorre quest'anno il bicentenario della nascita) non avrebbe scritto il suo capolavoro. Sembra un paradosso ma non lo è. Tutte le avventure del burattino, infatti, sono caratterizzate da un ricerca di vacanza dalla vita (il paese dei balocchi). Censurando la domanda di senso che è nel cuore di ogni uomo (bambini compresi). La scuola, con annessi e connessi, è per Pinocchio un ostacolo insormontabile alla sua idea di vacanza così vacua e senza pensieri. La fortuna del burattino è di avere al suo fianco un padre (Geppetto) e una madre (la fata Turchina) che lo sostengono nella conversione da pezzo di legno a persona.
In tutti i campi estivi delle scuole FISM, ogni bambino ha al suo fianco un Geppetto e una fata Turchina. E così i nostri bambini hanno la grande occasione di allenarsi a diventare uomini e donne. Come a scuola, più che a scuola. Ricordava il cardinale Biffi nel suo libro "Contro Mastro Ciliegia", che il percorso di Pinocchio è speculare alla storia della salvezza cristiana: la fuga, il tormentato ravvedimento e il ritorno alle origini. Accettando la propria condizione e il legame filiale, il burattino non viene annullato, ma completato. Diventare "un bambino vero" è la metafora della Redenzione. Ed è questo il cuore dei centri estivi della FISM: un progetto educativo che scommette sul vero e sul significato della vita.
Stefano Andrini
Nell'immagine Ettore Tito, Girotondo, 1886

Una festa era in arrivo, una grande festa: la Festa della mamma. Noi del Polo Zero Sei San Giovanni Bosco, abbiamo scelto di celebrarla in un modo speciale: con un incontro nel tardo pomeriggio, pensato per tutte le mamme, per stare insieme, condividere e prenderci del tempo. Davanti a uno spritz e patatine, sedute in cerchio, abbiamo creato uno spazio di dialogo, confronto e anche conforto
Con la guida della pedagogista Claudia Ventura, l’incontro si è dipanato in una modalità particolare, a partire da un foglio dato a ciascuna partecipante, suddiviso in quattro colonne, ognuna delle quali conteneva una questione. Si è iniziato lasciando un momento di cinque minuti di silenzio, nel quale è stato chiesto di scrivere, nella prima colonna, tre fatiche/difficoltà riscontrate nell’educare i figli, mettendo un pensiero e fermandosi dal ritmo della quotidianità. Successivamente si è proposto di riportare, nella seconda colonna, ‘Cosa aiuta a crescere un bambino’. Ogni mamma ha poi pescato il foglio scritto da un’altra mamma, scoprendo pensieri, idee e vissuti a volte simili, a volte diversi, a volte nuovi. Da lì, grazie al rilancio di Claudia, anche attraverso la visione del cortometraggio “Piper” della Pixar, abbiamo approfondito alcune tematiche importanti sulla ‘postura’ della madre, dando voce a paure, domande e riflessioni poste in un confronto a coppie.
È stato un momento capace di offrirci quel respiro che tutte noi mamme cerchiamo. Un momento in cui ci siamo sentite dire: “È una certezza che tu sei la mamma migliore che tuo figlio possa avere, perché è stato dato proprio a te”.
Prendersi cura significa introdurre il bambino alla realtà, secondo un’ipotesi positiva che gli permetta di dare un ordine e un significato a quello che accade. Per fare questo occorre, in primo luogo, aver coscienza che il bambino ha un Destino: guardare il figlio con l’idea di “Qualcosa” che non produce lui, ma che porta addosso qualcosa di più Grande. E’ venuto alla vita per “Qualcosa” di più grande a cui rispondere. Quindi non è un giocattolo tra le mani della mamma; è chiamato a vivere qualcosa di più grande che non produciamo noi”.
“Si educa attraverso ciò che si dice, ma si educa di più attraverso ciò che si fa e ancora di più attraverso ciò che si vive e ciò che si è” (Sant’ Ignazio di Antiochia).
E’ stato detto che "Un bambino impara non appena dall’adulto, ma proprio l’adulto". Dai genitori il bambino impara, soprattutto, un modo di rapportarsi alla realtà, cioè impara il modo di essere colpito dalla realtà (aspetto affettivo della vita, perché affetto significa “essere colpiti da …”). Questo apprendimento è decisivo perché costituisce la personalità, quella particolare sensibilità con la quale il bambino incontra e si rapporta “con la realtà delle cose e delle persone”.
I bambini “prendono appunti” sul modo in cui gli adulti trattano la realtà (concezione dei soldi, del lavoro, del rapporto uomo/donna, del tempo libero…). E questo richiede, perciò, una grande responsabilità.
Quali sono i possibili aiuti?
1) Padre e madre insieme, pur nella diversità del loro stile personale, occorre che si sostengano in un dialogo aperto.
2) Famiglia e scuola insieme. La scuola, strumento indispensabile anche se non esauriente, è corresponsabile con i genitori dell’educazione dei bambini, partendo dalla tradizione della famiglia ed offrendo un’ipotesi di significato.
3) Famiglia e famiglie insieme. L’amicizia tra le famiglie è una risorsa preziosa perché è necessario non essere soli, ma cercare una compagnia, un luogo nel quale si è sostenuti ed educati ad essere una presenza che, riconoscendo la realtà e il suo significato, accompagni il bambino al suo Destino attraverso la condivisione dell’esistenza. Proprio come è avvento nell’incontro con le mamme, che si è concluso con la scrittura, nell’ultima colonna, di un ‘pensiero’ da portarsi a casa, intitolato: ‘Un Dono per me’, perché darsi il tempo per riflettere, ascoltare gli altri, mettere in parole il pensiero, e per ‘non essere sole’, è un grande regalo.
E allora si riparte, ancora una volta. Forse non più “capaci” di prima, ma sicuramente più consapevoli: l’educazione è una relazione misteriosa e straordinaria, e noi vogliamo viverla pienamente, con tutte noi stesse, possibilmente insieme.
Evviva le mamme!
Ilaria Baffoni – Pedagogista Nido San Giovanni Bosco (Imola)
Nell’immagine “Piper”.

I bambini e le bambine delle scuole dell’infanzia Al Girotondo e Polo Cavani, della Cooperativa Al Girotondo, durante l’anno hanno partecipato ad un percorso organizzato settimanalmente nell’ambito del Mercato Contadino, che si svolge il mercoledì in via della Repubblica. Educazione all’aperto, scoperta delle stagioni e dei loro frutti, manipolazione sensoriale, apertura al territorio, sono alcuni dei numerosi benefici di questa iniziativa che è stata offerta grazie alla convenzione tra l’associazione dei produttori e il Comune di San Lazzaro
Il progetto "Si va al mercato", portato avanti con grande cura da alcuni gestori del mercato, si inserisce a sua volta all’interno di un progetto più ampio della Cooperativa Al Girotondo, di riscoperta e valorizzazione delle realtà locali, partendo proprio dalle materie prime. Per i bambini è stata un’occasione per prendere parte ad un momento formativo durato tutto l'anno, momento non convenzionale e per sviluppare, in seguito, attività a scuola collegate all’esperienza. Per i venditori del Mercato, è stata un’occasione per stringere nuove relazioni sul territorio.
A documentazione e rendicontazione di questa esperienza particolarmente significativa, la Cooperativa Al Girotondo ha allestito una piccola mostra fotografica che ha raccontato i diversi eventi vissuti dai bambini durante l’anno. La mostra ha coinvolto anche i cittadini in un percorso visivo volto a stimolare l’interesse verso le attività che si svolgono sia al Mercato che nelle scuole coinvolte, creando così un’occasione di incontro tra le diverse generazioni e di promozione del territorio sanlazzarese.
La mostra, allestita nella giornata del 29 aprile 2026, è stata una importante occasione per ringraziare in primis i mercanti che hanno portato avanti con passione ed impegno questo percorso con i bambini, in particolar modo il signor Mauro Ronzoni, che si è proposto in prima persona nel pensare, curare e seguire le esperienze attuate, mettendo a disposizione le sue preziose materie prime. Anche il signor Vincenzo Manco, Assessore alle attività produttive, ha presidiato l’incontro a nome del Comune di San Lazzaro. Un valore aggiunto è stata la partecipazione delle famiglie, che hanno condiviso con noi questo importante momento e che, a casa, hanno raccolto gli appassionati racconti dei bambini per ogni appuntamento al mercato.
Un percorso, dunque, che ha coinvolto tutti con grande entusiasmo e che proseguirà sicuramente nel corso del tempo, visti i risultati che ha portato.
Benedetta Simon (responsabile gestionale) e Rossella Vacca (coordinatrice pedagogica) - Cooperativa Sociale Al Girotondo
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