Newsletter del 18 dicembre 2020

Riflessione. Don Gavagna: "Il Natale è la festa della nostra umanità"

“L’educatore è responsabile di fronte alla persona da educare, di condurla alla realizzazione di sé secondo l’immagine della vera umanità. Detto in altri termini: o l’educatore plasma chi gli è affidato secondo quella forma viva di uomo che ritiene vera o non è un educatore responsabile. Egli non risponderebbe al bisogno più profondo di chi gli è affidato: il bisogno di essere vero uomo; il bisogno di vivere una vita buona; il bisogno di vivere felicemente. Il dramma attuale dell’educazione — lo chiamiamo "emergenza educativa" — è che non esiste più una tale immagine dell’uomo: l’educatore può trovarsi in un deserto antropologico, e quindi accontentarsi di rimanere dentro ai bisogni” (Card. Carlo Caffarra).

L’esperienza di fragilità, di incertezza, di mancanza di libertà, fino alla paura, all’ansia, ci pone in un atteggiamento di attesa, di speranza. Certamente l’ingegno umano, con la sua facoltà tecnica e scientifica, può fare tanto per rispondere a tale esigenza; ma non può fare tutto, non fino in fondo, con una soluzione definitiva.
Non è questa la ragione per cui il Verbo si è fatto carne, Dio si è fatto uomo, per amore della nostra povera umanità? E non per umiliare l’uomo, ma per accompagnarlo, sostenerlo e portarlo là dove da solo desidera, ma non potrà mai arrivare?
“Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui” (Gv 3, 17).
“Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia… perché tu hai spezzato il giogo che l'opprimeva, la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino” (Isaia 9, 1-2).
Questo Natale, privo di tanta coreografia esterna, cui affidare la festa, ci porti ad una celebrazione più sobria, ma per questo più personale; ci faccia il regalo di unirci di più al Festeggiato e così essere più uniti tra di noi, perché la festa è più intensa se nasce da una speranza e non dall’evasione, dalla dimenticanza.
Appunto, il Natale è la festa della nostra umanità, amata dal Signore, uomo come noi, che ha condiviso tutto di noi, con un amore totale e definitivo.
“L'angelo disse loro: "Non temete. Ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia"” (Lc 2, 10-12).
Don Luigi Gavagna, assistente ecclesiastico FISM Bologna

Cosa si nasconde dietro al mio Presepio? Una piccola grande Presenza

Prendete una trentina di insegnanti di scuola dell’infanzia, un’atelierista, una piattaforma on line e poi aggiungete rami, foglie, pigne, spago, rafia, colla e… tanta voglia di creare. Ciò che ne esce è una ricetta d’opera d’arte perfetta, o meglio, non perfetta, ma vera e autentica, secondo le caratteristiche, la capacità, la fantasia di ciascuna. Dimenticavo la cosa più importante… lo scopo, il significato di quest’opera creata: la Natività.

Eh già, perché intorno al Presepio si cela il desiderio di ricordare, fare memoria, ma anche quello di riconoscere e rivedere accadere il Fatto di 2000 anni fa, che ha scaldato i cuori e cambiato la storia: un Dio fatto Bambino.
Questo è quello che è successo un pomeriggio di fine novembre ad una ‘Pillola formativa FISM’: ‘So-Stare in giardino’ – Laboratori creativi - con Daniela Loreti.
Al di là del ‘mettere le mani in pasta’, trafficando con i materiali naturali, è emerso il protagonismo delle insegnanti, che hanno creato i telai, srotolato le matasse, tagliato, incollato, annodato, in un clima di impegno e ilarità, tessendo appunto ‘legami’ non solo tra gli elementi naturali, ma tra le persone in collegamento.
La natività di Giotto è stata ‘smontata’, i personaggi sono stati tagliati e deposti nella rete, tra fili di lana, spago e rafia.
‘Intreccio’ è stata infatti la parola fondamentale, non solo perché fisicamente si sono intrecciati i materiali, ma per il concetto di ‘tenere’, ‘custodire’, ‘proteggere’ - creando intrecci e legami - il tesoro più importante: Gesù.
E perché cercare di rendere ancora più bello questo presepio particolare con brillantini, nastri colorati e ‘luccicanti’, foglie, bucce di arancia essiccate e bacche rosse? Per la bellezza che è il riverbero del vero.
Quello che è accaduto in due ore, ha dato origine a 27 presepi diversi, tutti unici e irripetibili. Allora è emerso evidente il fatto che non si nasconde niente "dietro" al Presepio, ma emerge con tutta la meraviglia e il nostro stupore, Gesù, davanti ai nostri occhi, che ci aspetta e si mostra in tutto il suo splendore nella notte di Natale. A noi tocca solo il compito di guardare, con gli occhi semplici di un bambino: questa piccola, grande Presenza oggi.
Claudia Ventura - coordinatrice pedagogica FISM

Sabbiuno, Longara, Marmorta. Esperienze di Natale al tempo del Covid

Mai come quest'anno le nostre scuole hanno dovuto ripensare tutte le tradizionali iniziative in cantiere per festeggiare l'arrivo di Gesù Bambino. La creatività, l'uso delle tecnologie e il coinvolgimento di tutti, pur in una situazione difficile e irta di ostacoli, sono stati davvero sorprendenti. Ecco alcune testimonianze.

"Garantire che la scuola continui ad essere un punto di riferimento educativo e valoriale. Mantenere vive le nostre tradizioni. Sono queste le idee che ci hanno guidato nella scelta di attivare comunque le iniziative di Natale, rivisitandole nella forma.
Anche quest’anno abbiamo proposto ai bambini il nostro abituale percorso di Avvento, che abbiamo condiviso con le famiglie attraverso una lettera.
Per quanto riguarda la nostra tradizionale festa di Natale abbiamo pensato di presentarla alle famiglie attraverso due video. Il primo di circa 15/20 minuti con canzoni o filastrocche fatte a scuola con i bimbi, le insegnanti, il personale scolastico. Il secondo realizzato con un “passaggio” di auguri da parte delle famiglie.
Manterremo poi sia la lotteria, proposta sempre in video, che il nostro mercatino con prodotti di attività manuali fatte con i bimbi. Entrambi gli appuntamenti saranno introdotti da un video a beneficio dei genitori che non li conoscono".
Scuola "Sant'Anna" - Sabbiuno di Castel Maggiore

"Quando Nicoletta ha chiesto a noi genitori della sezione Girasoli di fare il presepe per la scuola siamo rimasti sorpresi. Le difficoltà legate all'emergenza sanitaria erano tante, ma non ci siamo arresi pensando che per i nostri figli sarebbe stato l’ultimo Natale alla scuola dell’infanzia. Ci siamo scambiati idee sulla chat di sezione e su Skype. Abbiamo condiviso la scelta della rappresentazione delle quattro stagioni, caratterizzando ciascuna di esse con personaggi e paesaggi tipici, nel rispetto del tema di fondo: il riciclo. Le quattro stagioni circondano la Natività quasi a volerla abbracciare perché è il centro di tutto. Poi, non potevamo non inserire un riferimento ai nostri piccoli. Da qui l’idea di rivestire il presepe con i disegni dei nostri “girasoli”, che esprimono le loro emozioni per il Natale che sta arrivando.
Non è stato semplice fare questo presepe insieme ma distanti: possiamo dire che siamo stati bravi a crederci. E’ stato un insegnamento per tutti: restando uniti ce l’abbiamo fatta".
Scuola "A. Riguzzi" - Longara di Calderara di Reno

"Ancora di più ora che è Natale, un tempo caratterizzato da apertura, accoglienza, socialità, non ci siamo fermati alle limitazioni imposte dall'emergenza sanitaria.
Le due sezioni hanno realizzato un suggestivo calendario per portare i sorrisi dei bambini nelle case di tanti nonni, zii e paesani.
Abbiamo costruito insieme un presepe che abbiamo installato in chiesa per poterlo condividere con tutta la comunità.
Ci siamo ricordati dei nonni della casa di riposo, bisognosi dei sorrisi e della gioia dei più piccoli: abbiamo recapitato loro un video e dei bigliettini con i nostri auguri.
Infine abbiamo voluto interpretare i personaggi del Natale e nel nostro spettacolo non potevano certo mancare le mamme e i papà, i ragazzi del coro… e allora eccoci qui a montare un video in cui c’è il contributo di tutti. Nei panni di Gesù Bambino Agata, una bimba disabile che, con la sua fragilità, ci mostra ogni giorno il volto di Gesù: saperla accogliere, amare e aiutare è per tutti noi, grandi e piccoli, un dono prezioso.
E poi non dimentichiamoci che è Natale e come dice Papa Francesco: “Non c’è pandemia, non c’è crisi che possa spegnere questa luce, lasciamola entrare nel nostro cuore”".
Scuola dell'infanzia parrocchiale di Marmorta - Molinella