Newsletter del 29 gennaio 2021

Scuole dell’Infanzia FISM. Religione Cattolica: percorso per l'idoneità

Sabato 23 gennaio è iniziata, in modalità on line, la seconda annualità del Corso “L’IRC nella scuola dell’infanzia paritaria cattolica: valore e strumenti”, per coloro che avevano già frequentato lo scorso anno. Don Paolo Marabini, don Fabio Quartieri e Giordana Cavicchi hanno introdotto le partecipanti nel mistero dell’Incarnazione, passando attraverso il tema della terra e del corpo. Il percorso continuerà nei prossimi mesi per permettere il conseguimento dell’idoneità all'insegnamento.

L'Insegnamento della Religione Cattolica (IRC), è una materia scolastica e, come tutte le altre, necessita della professionalità che le si compete. Ma è anche una “materia confessionale in ambito culturale”, così la definisce don Marabini, e deve quindi essere proposta solo da chi professa la fede cattolica nella propria vita.
Nel momento in cui lo Stato, nella sua laicità, si dichiara incompetente in materia religiosa e si rivolge alla Chiesa cattolica per svolgere un insegnamento di carattere religioso, questa può far valere criteri di valutazione che si vanno ad aggiungere a quelli ordinari, per la selezione e la certificazione della competenza del personale docente.
L'Idoneità è quindi un istituto tutto interno all'ordinario canonico, che produce effetti in ambito civile solo per accedere al IRC. “L’Ordinario del luogo si dia premura che coloro i quali sono deputati come insegnanti della religione nelle scuole, anche non cattoliche, siano eccellenti per dottrina, per testimonianza di vita cristiana e per abilità pedagogica” (Codice Diritto Canonico, canone 804, 2).
Una volta dimostrato di possedere queste tre caratteristiche, il docente è quindi autorizzato a insegnare religione nelle scuole. La titolarità dell’IRC spetterà dunque a uno o più docenti presenti nella scuola; tuttavia in una scuola cattolica ogni insegnante, ogni membro della comunità educante, deve sentirsi chiamato in causa nel costruire l’identità della scuola cattolica. Identità che si sostanzia in una visione vera della persona umana e di ogni sua dimensione, quale riceviamo dalla grande Tradizione della Chiesa, nella convinzione che il bambino è in senso pieno una persona umana: con gli stessi desideri di verità, di bene, di amore proprio di ogni persona umana (cfr. C. Caffarra, Carta Formativa della Scuola Cattolica dell’Infanzia, 2009).
Ogni insegnante educa usando come strumento se stesso, ponendosi come esempio davanti al bambino, perché è nella relazione che si cresce e, come ha detto don Paolo Marabini esemplificando l’incarnazione, “Dio non lavora da remoto… è venuto in presenza!”.

Daniela Pozzana - Coordinamento pedagogico FISM Bologna

Alla ricerca di nuove strade. Dalle scuole dell’infanzia ai Poli 06

FISM Bologna in questo periodo si sta confrontando con diversi gestori e coordinatrici di scuole dell’infanzia, sulle opportunità e sui requisiti necessari all’apertura di servizi educativi per la prima infanzia (Nidi o Sezioni Primavera). A partire da alcune considerazioni sulle ultime normative statali e regionali (Decreto 65/2017, Delibera regionale per l’abbattimento delle rette dei nidi, Legge Finanziaria 2019), sui movimenti demografici della società contemporanea (in primis il fenomeno della denatalità) e sull’andamento delle iscrizioni nelle scuole dell’infanzia (in diminuzione in diverse zone della nostra provincia).

Il confronto all’interno della rete FISM cerca di condividere e sostenere i molteplici tentativi che in questo periodo stanno portando diverse esperienze federate a riflettere sulla possibilità di aprire servizi per bambini da 0 a 3 anni.
Abbiamo invitato alcune scuole che hanno servizi 03 ad esprimere la loro opinione e sottolineare il guadagno di questa esperienza.

Alfredo Loreti (Imola): "Nel 1996 abbiamo aperto il primo nido, convenzionato con il Comune di Imola, che è tra le prime convenzioni che abbiamo avuto in Italia, merito della giunta comunale di quel periodo. Oggi abbiamo due poli 06, ed è un grande valore aggiunto perché viene permessa la continuità educativa e la facilitazione del passaggio verso la scuola dell’infanzia".

Gabriele Ravaglia (Castel San Pietro): "Per noi il nido è la linfa di tutto il settore. I bimbi entrano da noi a 1 anno ed escono a 11 anni. E' fondamentale avere il nido perché ci dà la possibilità di seguire il percorso educativo ed evolutivo del bimbo. Un’altra cosa importante è, per le famiglie, avere lo stesso interlocutore: le famiglie si interfacciano con me e ogni volta che c’è un passaggio di grado di scuola, non devono pensare di riprendere la storia del bimbo con un’altra figura. Questo per le famiglie è un aspetto, loro dicono, molto apprezzabile; e anche per noi lo è, perché riusciamo a tranquillizzare le famiglie e ad avere anche una visione più ampia, soprattutto quando si parla di alcune problematiche del bambino".

Annalisa Ferriani (Crevalcore): "Abbiamo aperto la sezione Primavera a settembre del 2019. Abbiamo visto che la maggior parte dei bimbi che ha frequentato la Primavera ha poi continuato all’infanzia. Già da qualche anno avevamo il sogno di aprire la sezione Primavera perché c’erano le richieste da parte dei genitori. Siamo un team unico, unica coordinatrice, unica segreteria, i Collegi li facciamo insieme".

Concludendo, possiamo dire che il pensiero su altre possibili strade per rilanciare le nostre opere è sicuramente una riflessione strategica da attuare soprattutto in questo periodo, perché come ricorda il nostro Presidente Rossano Rossi: “E’ proprio nei momenti di difficoltà che occorre rilanciare”.

Coordinamento FISM Bologna

Open Day. Sfida antica che pur in tempi di pandemia si rinnova e cresce

Le esperienze delle scuole dell'infanzia di Altedo, Bazzano, Bologna-Casteldebole e del Polo 0/6 "Amici dei bimbi" di San Giovanni in Persiceto. Ascolto, attenzione alla persona, comunicazione dell'offerta formativa. Alcuni spunti interessanti per rinsaldare la fondamentale alleanza tra educatori e famiglie.

Ci è sembrato importante considerare che la persona porta in sé un insopprimibile bisogno di relazione umana non virtuale. Tale spazio può costituire una “zona franca” dove coltivare speranza, esprimere emozioni, redimere paure e confrontare idee.
Riflettendo sulle modalità organizzative dell’Open Day abbiamo allora deciso di garantire, ai genitori che lo desiderano, la possibilità di venire accolti singolarmente nella nostra scuola, assicurando loro un tempo e uno spazio personalizzati. Ci è sembrato un modo per porci in ascolto profondo delle loro domande e dei loro bisogni e, al contempo, poter presentare la nostra offerta formativa con calma, in totale sicurezza.

Suor Giusi Rudelli, Coordinatrice didattica
Scuola dell’Infanzia Paritaria Parrocchiale “Sacro Cuore” di Altedo


Aprire le porte della scuola per far conoscere la propria realtà educativa alle famiglie e ai bambini in questo squarcio storico particolare è una bellissima sfida. E noi l'abbiamo accolta
programmando un Open Day vivace.
Le famiglie prenotate sono state accolte in presenza. Dopo una breve presentazione si è fatto il tour degli ambienti, poi abbiamo invitato i genitori a vedere un video di presentazione del nostro fare scuola e, infine, la coordinatrice ha presentato le attività che danno vita alla scuola. I genitori hanno avuto modo di poter fare delle domande a cui abbiamo cercato di dare delle risposte in un clima sereno e aperto di conoscenza reciproca.
Il bello di questa giornata è stata la capacità di mettersi in gioco per testimoniare la bellezza del fare scuola! Grazie a tutte le persone che lavorano nella nostra scuola!

Rosa Maria Ducato, Coordinatrice Didattica
Scuola dell’Infanzia Paritaria parrocchiale “Santo Stefano” di Bazzano


La nostra è una piccola scuola di periferia. Quest’anno le visite si stanno svolgendo a scuola vuota e più spesso in remoto. E’ più difficile trasmettere quello che ci sta a cuore. Ma ci proviamo.
Non neghiamo l’importanza dell’apprendimento e delle abilità, ma se crediamo che prima di tutto il bambino debba imparare a ragionare e a rapportarsi alla realtà, non possiamo non considerare le altre dimensioni della persona: l’affettività, i sentimenti e le relazioni. La qualità della nostra scuola materna è nel ritmo di vita che si dà alla giornata. Questo fatto costituisce il nostro fondamento educativo. “Abbiamo apprezzato” hanno detto due genitori che poi ci hanno scelto come compagni di viaggio “la disponibilità con la quale il corpo docente ci ha accolto. Punto di forza è la dolcezza e la serenità di tutto il personale docente e delle collaboratrici”.

Roberta Cuna, Coordinatrice didattica
Scuola dell'Infanzia Paritaria “San Giuseppe” di Bologna (Casteldebole)


Sabato 9 gennaio le porte della grande palestra del Polo si sono aperte in occasione dell’Open Day per la Scuola dell’Infanzia.
I genitori hanno potuto visitare i diversi ambienti che costituiscono il Polo e guardare sul grande schermo il video realizzato ad hoc.
Al termine hanno avuto modo di interagire con il personale presente e ottenere informazioni sulla linea educativa del Servizio, sulle attività didattiche, sull’organizzazione della vita scolastica.
Questo Open Day è da considerarsi per noi come un tentativo di integrare la modalità in presenza delle persone con quella virtuale dei dispositivi digitali. Siamo già al lavoro, al fine di ottimizzare tale integrazione e proporla nell’Open Day dedicato al Nido, fissato per sabato 27 marzo.

Irma Crepaldi, Coordinatrice didattica
Polo 0/6 “Amici dei bimbi” (San Giovanni in Persiceto)