Newsletter del 17 aprile 2026

Coordina…menti: uno spazio di compagnia, di confronto e di sostegno

Giovedì 9 aprile, presso il teatro don Giuliano Gaddoni della parrocchia di San Martino, si è concluso il percorso “Coordina…menti”. L’ultimo appuntamento con le Coordinatrici si è configurato come un momento intenso e profondamente partecipato, grazie al desiderio di ritrovarsi insieme per rispondere ad un’esigenza reale di confronto, di unità e di rinnovata consapevolezza del proprio ruolo educativo

L’incontro si è aperto con un momento di preghiera guidato da Suor Vincenza (Polo Oasi Santa Teresa - Imola), che ha orientato verso una dimensione profondamente umana e spirituale. Le parole condivise – un’invocazione a essere “coreografi della speranza”, “ricercatori infaticabili della sapienza” e “artefici credibili di bellezza” – hanno offerto una chiave simbolica e identitaria del lavoro educativo, richiamando tutti i presenti ad un compito che va oltre la gestione quotidiana, per abbracciare una visione più ampia e generativa. In un quotidiano spesso dominato dalla fretta, dalle scadenze e dalla molteplicità delle richieste, il rischio percepito è quello di perdere il senso profondo dell’agire educativo. Fermarsi, alzare lo sguardo, interrogarsi sul significato di ciò che si fa, è stato indicato come un passaggio necessario per ritrovare direzione e autenticità.
Lara Vannini (responsabile del coordinamento pedagogico FISM Bologna), ha sottolineato il valore strategico del ruolo delle coordinatrici all’interno delle scuole: una funzione che oggi appare sempre più complessa e sfidante ma, proprio per questo, ancora più centrale per garantire qualità, coerenza e continuità del lavoro educativo.
È emersa con forza la convinzione che l’unità non sia un dato acquisito, ma una costruzione continua che necessita di tempi e spazi dedicati. In questo senso, il percorso che ogni anno viene proposto alle coordinatrici, si pone come uno di quei luoghi preziosi in cui non si trasmettono semplicemente indicazioni, ma si co-costruiscono significati, orientamenti e prospettive.
Si è inoltre ribadita l’importanza, attraverso il Piano Azioni FISM, di mantenere una proposta formativa che non sia solo un insieme di opportunità, ma che custodisca e rilanci un’identità educativa precisa, radicata in una storia e capace di interpretare il presente. Le caratteristiche che hanno contraddistinto finora i percorsi proposti da FISM – la centralità della formazione in presenza, la scelta di mantenere gruppi poco numerosi per valorizzare la partecipazione attiva delle corsiste – sono state riconosciute come elementi di valore ma, allo stesso tempo, si è aperto uno spazio autentico di confronto su ciò che può essere rinnovato, trasformato o approfondito.
A seguire l’intervento di Suor Vincenza, che ha offerto una rilettura appassionata della Lettera Apostolica “Disegnare nuove mappe di speranza” di Papa Leone XIV. Il suo contributo ha aiutato a riportare al centro alcuni fondamenti spesso dati per acquisiti ma che, nella fatica quotidiana, rischiano di essere dimenticati. Tra questi, l’idea dell’educazione come processo che riguarda l’intera persona – corpo, mente, relazioni e spirito – e la consapevolezza che nessuno educa da solo, ma sempre dentro una comunità viva e corresponsabile.
È emersa con chiarezza l’urgenza di non ridurre la formazione ad un insieme di corsi, ma di riconoscerla come un atteggiamento interiore, un cammino che richiede profondità, disponibilità a mettersi in discussione e, soprattutto, il coraggio di uscire da quella posizione rassicurante del “Si è sempre fatto così”. In questo senso, il passaggio dall’“io” al “noi” è stato riconosciuto come uno snodo decisivo: non solo una questione organizzativa, ma un cambiamento di sguardo, che permette di sentirsi parte di una costellazione più ampia, dove ciascuno contribuisce con la propria luce, ma trova senso solo nella relazione con gli altri.
L’immagine della “costellazione educativa”, richiamata più volte, ha accompagnato tutto l’incontro come metafora di una comunità fatta di luci e ombre, di individualità diverse ma orientate verso una direzione comune. Una costellazione che non si limita a guidare, ma che è chiamata a orientare verso ciò che dà senso: la verità che rende liberi (cfr. Gv 8,32), la fraternità che consolida la giustizia (cfr. Mt 23,8), la speranza che non delude (cfr. Rm 5,5).

Il coordinamento pedagogico FISM

Nella foto un momento dell'incontro

Servizio Civile Universale. Un successo di partecipazione per il futuro

Si è conclusa ufficialmente la fase di presentazione delle domande per il bando di Servizio Civile Universale 2026. Lo scorso 16 aprile, alle ore 14:00, dopo la proroga ministeriale che ha spostato la scadenza originaria dell'8 aprile, si è fermato il countdown per le candidature

Siamo entusiasti di condividere con la nostra comunità un dato estremamente positivo: la risposta dei giovani è stata straordinaria. Oltre 350 ragazzi e ragazze hanno scelto di mettersi in gioco, inviando la propria candidatura per i progetti promossi da FISM Bologna ETS. Questo numero di domande, che supera di gran lunga la disponibilità dei posti, testimonia quanto il Servizio Civile sia percepito oggi non solo come un atto di cittadinanza attiva, ma come un vero e proprio "investimento" per il proprio futuro personale e professionale.

I progetti in campo: 192 opportunità di crescita

FISM Bologna ETS ha messo a bando complessivamente 192 posti, distribuiti su sei progettualità che abbracciano diverse province italiane, dalla Romagna alla Sicilia:
EducA BO: il progetto più corposo, con 88 posti disponibili nelle scuole tra Bologna e Imola.
La cura da 0 a 100: dedicato alla provincia nord di Bologna e a Ferrara, con 32 posti a bando.
EducheREMo: che accoglierà 33 volontari tra le province di Reggio Emilia e Modena.
Grandi Domani: l’importante novità che sbarca in Sicilia con 15 posti nella città di Catania.
Ti prendo per mano a Piacenza: con 13 posti nelle realtà scolastiche piacentine.
EduchiAmo in Romagna: che attende 11 ragazzi in Romagna.

Perché scegliere FISM?

Mettere "la spilla" del Servizio Civile in una scuola FISM significa credere nel futuro. I giovani selezionati avranno l'opportunità di sviluppare competenze trasversali come il problem solving, il lavoro di squadra e l'empatia, entrando in contatto diretto con il mondo educativo "dall'altra parte".

Ricordiamo inoltre che l'impegno di questi mesi non finisce con l'anno di servizio: grazie alla normativa vigente, chi conclude il percorso senza demerito ha diritto a una riserva del 15% dei posti nei concorsi pubblici per il personale non dirigenziale.

Le prossime tappe

Con la chiusura del bando, si apre ora la fase delle selezioni. L'ufficio del Servizio Civile FISM Bologna ETS è già al lavoro per organizzare i colloqui, che rappresentano il primo vero momento di incontro e reciproca conoscenza, già a partire dal 27 aprile, in modo itinerante nelle diverse province coinvolte.

Invitiamo tutti i candidati a rimanere aggiornati consultando regolarmente il nostro sito web e i canali social. Un grande "in bocca al lupo" a tutti i giovani che hanno deciso di intraprendere questo viaggio con noi.

FISM Bologna ETS Via Alfredo Calzoni 6/D, 40128 Bologna Sito web: scu.fism.bo.it

Contatti: 3401074916 (Telegram) | scu@fism.bo.it



Poli per l'infanzia. Nuove avventure: dalle sezioni "Primavera" al nido

Per documentare la rivoluzione in atto in diverse scuole della FISM, raccontiamo come si è arrivati alla decisione sia sotto il profilo gestionale che pedagogico. Ne parliamo con i Poli "San Giuseppe” di Casteldebole, "Ramponi" di San Giorgio di Piano e "San Severino" di Bologna

Polo dell'infanzia "San Giuseppe"

“Ci siamo resi conto” spiega Paola Parma della Cooperativa Sociale Al girotondo, “che le famiglie hanno bisogno di aver un aiuto e un sostegno ancora prima dei tre anni. Il primo cambiamento è stata la scelta dell'apertura della sezione Primavera, anticipando l’iscrizione a due anni. Ben presto abbiamo capito che le famiglie sono sempre più sole, con nuclei molto piccoli e con la conseguente riduzione degli aiuti. Da qui è nata l’esigenza di estendere questo sostegno al primo anno di vita del bambino. In questo modo, con le famiglie organizzate già prima dei due anni, la sezione primavera diventa molto limitata. Con il nido diamo un aiuto forte alle famiglie e garantiamo, nello stesso tempo, un vivaio alla scuola dell’infanzia. L’obiettivo, all’interno di un lavoro ben coordinato, è puntare alla crescita del bambino in un ambiente protetto. Importante, in questo passaggio, cercare una modulazione efficace. Serve, in particolare, una programmazione che consenta al bambino di sperimentare il piacere della continuità”.


Polo dell'infanzia "Ramponi"

Racconta Claudia Ghedini, coordinatrice gestionale: “La decisione di puntare sul nido nasce dalla necessità di assicurare nuova linfa alla scuola dell’infanzia, perché iniziando dal nido i genitori conoscono e riconoscono la qualità della scuola e dei suoi principi ispiratori e questo spesso li porta a decidere di proseguire il percorso anche alla scuola dell'infanzia. L’altra motivazione che ci ha spinto a imboccare una strada nuova, è il fatto che nel nostro territorio il nido comunale non assorbe tutta l’utenza.

La difficoltà più grossa è stata quella di formalizzare le procedure di Autorizzazione al funzionamento e accreditamento. Il punto critico è l’imprevedibilità per quanto riguarda il futuro: soprattutto se l’Amministrazione comunale decidesse di non convenzionarsi più con la nostra struttura. Questo è il rischio d’impresa delle scuole a gestione privata. Ma in questo momento vale la pena correrlo anche perché c’è stato uno stop alla costruzione del nuovo nido comunale. Altra nota dolente è il flusso delle convenzioni che in questa zona non sono particolarmente consistenti. Considerando che eroghiamo un servizio attualmente necessario sul territorio, potrebbe essere interessante interloquire con l'Amministrazione per valutare diversamente i termini della convenzione in atto”.


Polo dell'infanzia "San Severino"

La Cooperativa “Educare e crescere” è il gestore del Polo dell’infanzia “San Severino”. Quali i motivi pedagogici del passaggio dalla “Primavera” al nido? Maria Domenica Biasco, coordinatrice pedagogica e vice presidente della Cooperativa: “La motivazione primaria è stata di tipo educativo- pedagogico. Il passaggio dalla Sezione Primavera al Nido, ha dato la possibilità di accogliere i bambini dai 9 mesi d’età e di poter quindi offrire a tutti bambini e alle loro famiglie un percorso unico di educazione che va da zero a 6 anni. Questo cambiamento ha comportato una necessaria riorganizzazione interna, che è partita dal riconoscimento dei differenti bisogni dei bambini di 9 mesi rispetto a quelli di età piú grande. Il lavoro principale è stato fatto con l’equipe di tutto il Polo, dal momento che nella “Sezione Primavera”, appendice della Scuola dell’Infanzia, si privilegiano soprattutto le autonomie del bambino, contrariamente al Nido in cui la “cura” risulta essere l’aspetto centrale. Una delle conseguenze positive di questo lavoro è stato il superamento della separazione dell’aspetto della cura da quello dell’apprendimento/autonomia, declinandoli in corrispondenza dei bisogni legati alle differenti età dei bambini”.

"Dal punto di vista gestionale", spiega Viviana Vita, Presidente della Cooperativa, “è stato necessario un importante investimento economico: c’è stato bisogno, infatti, di una ristrutturazione completa dei locali dell’intero Polo. Per accompagnare il progetto pedagogico, si è dovuto ripensare la riorganizzazione di tutti gli spazi. Il vantaggio, in termini economici, di questo progetto sarà apprezzabile a lungo termine, una volta rientrati dall’investimento. Una buona convenzione con l’ente locale e un’ottima risposta da parte delle famiglie che scelgono sempre più numerose il nostro Polo, stanno dando concretezza alle previsioni sulla base delle quali si è scelto di affrontare questo oneroso progetto, che porterà un vantaggio a tutta la Cooperativa”.


La Gallery: da sinistra i Poli San Giuseppe, Ramponi, San Severino