Newsletter del 12 febbraio 2021

Alleanza scuola-famiglia: i genitori a lezione di prassi virtuose

Il tema è sempre stato uno dei pilastri delle Scuole FISM e quest’anno ha trovato nuovo slancio e forza, nonostante le difficoltà. Due le esperienze che vi raccontiamo. Lo Sportello d'ascolto, promosso dalla Federazione, e la forma di accompagnamento dei genitori avviata dalle scuole "Maestre Pie" di Bologna.

Lo "Sportello d’ascolto", promosso dalla FISM, è stato avviato nonostante la difficoltà degli incontri in presenza: alcune scuole hanno messo a disposizione l’ufficio del personale, o del gestore, altre le stanze della Congregazione, o della Parrocchia. La creatività non è certo mancata e in tanti si sono prodigati per dare gambe a questo servizio di aiuto e supporto ai genitori che, ad oggi, ha accolto le richieste di 17 famiglie. Alcuni genitori sono alla ricerca di un consiglio, un aiuto per leggere e affrontare in modo nuovo un preciso momento della vita personale o della propria famiglia; altri chiedono un supporto su come educare e crescere i propri figli. In particolare, molte richieste convergono nel cercare di capire come poter mettere regole, essere fermi e decisi, fornire quel “recinto sicuro” per i cuccioli, in un momento storico in cui le limitazioni e le regole imposte dalla pandemia fanno fare fatica anche ai grandi, e la voglia di trasgressione e di ribellione a volte fa capolino anche negli adulti.

Daniela Pozzana - responsabile "Sportello d'ascolto" FISM


Accogliere un bambino implica accogliere anche la sua famiglia. Per questo all’interno delle scuole "Maestre Pie" si è pensata una forma di accompagnamento per sostenere i genitori in questo anno particolarmente difficile. Si è scelta la voce di una professionista, Alessandra Farneti, psicologa e psicoterapeuta, per rispondere alle preoccupazioni condivise dai genitori. “I bambini"- ha ricordato la professoressa- "hanno bisogno di adulti che prima di tutto abbiano consapevolezza di ciò che loro stessi sentono e vivono, senza ipocrisia; adulti coerenti con il loro essere, sentire, dire. La cosa migliore nei confronti dei piccoli è mettersi in sintonia con i messaggi che lanciano, palesi o celati, attraverso il gioco, il disegno ed il comportamento”.
Il filo conduttore di ogni incontro è stata la conoscenza del bambino, dove la professoressa ha messo in evidenza l’osservazione e l’ascolto come regola fondamentale. Ai genitori ha dato tante risposte e suggerimenti preziosi, tra cui una sorta di elenco di buone prassi per comunicare nel modo migliore:
1. Dire solo la verità necessaria, evitando di suscitare ansie.
2. Mantenere vivo il senso di meraviglia dei bambini.
3. Proteggere i bambini allontanandoli da situazioni incomprensibili a loro.
4. Trasmettere ottimismo: preservare dalla paura del domani e infondere fiducia nel futuro.

Scuola dell'infanzia "Maestre Pie"

Imola. Giornata diocesana della scuola paritaria: le testimonianze

Il tradizionale appuntamento per famiglie, insegnanti e gestori si è svolto domenica 31 gennaio. Un appuntamento, giunto alla nona edizione, che, ha ricordato il vescovo Giovanni Mosciatti nel messaggio ai partecipanti, è da sempre caratterizzato da una appassionata apertura alla verità e alla bellezza.

"Questo tempo di pandemia" ricorda Tearosa Tabanelli coordinatrice educativo-didattica delle Scuole "San Giovanni Bosco" di Imola "ha evidenziato la grande risorsa che un’esperienza di unità tra adulti rappresenta per l’affronto delle varie circostanze e per poter accompagnare i nostri bambini. Il lavoro insieme nell’estate, il cercare nuovi strumenti e nuove risorse, il confronto per vivere, anche dentro nuove regole e norme, in modo pieno il cammino educativo, hanno rafforzato questa consapevolezza".
Le insegnanti della Scuola Materna Paritaria "San Giuseppe" di Castel Bolognese raccontano: "Insegnare in una scuola paritaria cattolica è aiutare i bambini e i loro cari a trovare dei punti di riferimento positivi in una società che fatica a darne, trasmettere conoscenze ma puntare anche a costruire una relazione educativa con ciascun bambino che da me deve sentirsi accolto e amato per quello che è, con tutti i suoi limiti e le sue potenzialità! Quando sai che che ogni mattina puoi offrire e affidare la giornata al Signore allora ti porti Gesù nel cuore e puoi parlare di Lui liberamente".
Lorenzo Marfisi è un ex-studente dell’Istituto Professionale per il Commercio "Suore Visitandine", oggi cooperante in Bolivia. "Oggi riconosco che la scuola cattolica, come anche lo scoutismo cattolico, hanno formato cuore e testa. Non avrei mai intrapreso questa lunga avventura nel mondo della cooperazione per lo sviluppo senza rincorrere alti ideali cui è stato allenato il mio cuore".
"Finalmente", scrive un genitore della scuola "San Giuseppe" di Lugo "è divenuto chiaro a tutti quanto sia decisivo stare bene a scuola, obiettivo primo e fondante della scuola paritaria, dove l’attenzione alla persona prevale sul merito dell’allievo. L’insegnante che vuole perseguire un tale obiettivo dimentica di guardare l’orologio e non tiene conto delle ore che spende per i suoi "Gianni" e i suoi "Pierino", perché si appassiona lui stesso".
La giornata è stata preceduta da un partecipato incontro con il vescovo di gestori e coordinatrici. Monsignor Giovanni Mosciatti ha evidenziato la necessità che tutte le realtà siano parte del villaggio educativo globale. Pur in un tempo di grandi difficoltà, dal dialogo sono emersi segnali positivi: voglia di andare avanti e di mettersi in rete.

Nuove pratiche documentative per le famiglie. Esperienze a confronto

Su questo tema giovedì 10 dicembre 2020 si è svolto un incontro, con modalità a distanza. L'iniziativa rientrava nell’ambito delle “Pillole formative” messe in atto in quest’anno scolastico dalla FISM Bologna per rispondere ai bisogni delle Scuole federate. Un breve report racconta cosa è emerso.

Considerando che in questo periodo i genitori non sono “ammessi” dentro la scuola a causa della pandemia, è possibile restituire loro almeno una parte della vita che viviamo con i loro figli? Come poterlo fare?
Partendo da queste domande, l’incontro è stato l’occasione per mettere a tema il valore della documentazione e condividere alcune nuove pratiche attuate dalle scuole.
Nella direzione di creare e rafforzare una corresponsabilità educativa fra scuola e famiglia, una documentazione pedagogica è per le insegnanti uno strumento potente in grado di svolgere diverse funzioni: raccontare quel che si fa a scuola e condividerne il significato; socializzare valori e fare cultura; rafforzare il rapporto con le famiglie; favorire la partecipazione dei genitori alla vita della comunità educativa.
Alcune scuole federate, consapevoli di tale valore, stanno sperimentando nuove tipologie di documentazione per le famiglie e, durante la Pillola formativa, hanno illustrato nuove modalità di lavoro.
La scuola “Sacro Cuore” di Minerbio ha raccontato di come utilizza il “Padlet”, un’applicazione che consente di creare un “muro virtuale” personalizzabile (una sorta di “replica” virtuale del cartellone appeso a scuola). È uno strumento di facile creazione e di immediata fruizione, nel quale inserire contenuti di vario genere, per renderli visibili tramite password anche ai genitori sui loro dispositivi.
La scuola “Cavalier Foresti” di Ozzano ha invece presentato un quaderno che viene utilizzato con una nuova modalità. All’inizio di ogni settimana viene individuato un “tema” o un’attività che si vuole restituire ai genitori. Durante la settimana, parallelamente allo svolgimento di questa attività, ogni bambino partecipa alla documentazione contribuendo a costruire il proprio “quaderno” e ogni venerdì lo porta a casa per condividerlo con i genitori.
Quello che è emerso da entrambe le esperienze, è stato il piacere di documentare: insegnanti coinvolte nel loro lavoro con passione, che ci hanno testimoniato che l’attività di documentazione è un impegno sostenibile come carico di lavoro e che dà gusto e soddisfazione a chi lo fa.
Ma non solo: dopo la “Pillola formativa”, altre scuole si sono rimesse al lavoro sul tema della documentazione per le famiglie, anche utilizzando gli esempi mostrati durante l’incontro, nell’ottica di una contaminazione di idee e di pratiche virtuosa.

Paola Scalorbi – Centro di Documentazione FISM Bologna