Newsletter del 26 febbraio 2021

La sfida dell'integrazione. Crescono i bambini con disabilità certificate

Nelle scuole dell’Infanzia in provincia di Bologna (statali, comunali e paritarie) erano 205 nell'anno scolastico 2016/2017, cresciuti a 289 nel 2019/2020. Nelle scuole dell’Infanzia associate alla FISM di Bologna, nello stesso periodo si è passati da 62 a 83 bambini, distribuiti in 48 scuole.

Senza affrontare qui le ragioni di tale incremento, vogliamo segnalare il tema della non adeguata crescita delle risorse a disposizione, per supportare i progetti e le azioni di sostegno per l’accoglienza e l’integrazione di questi bambini.
Questa carenza di risorse riguarda tutte le scuole, ma in particolare il settore delle scuole paritarie: i contributi ministeriali sono ancora nettamente insufficienti per sostenere le spese per i docenti di sostegno, che ricadono quindi sugli Enti gestori delle scuole.
La normativa nazionale (legge 104/92) e gli Accordi Metropolitani per l’integrazione, stabiliscono il dovere dei Comuni di farsi carico del “sostegno educativo”. Questo sostegno educativo è un diritto del minore, a prescindere dalla scuola frequentata.
Sul nostro territorio è concordata e diffusa una duplice modalità, particolarmente applicata per le scuole paritarie: i Comuni possono assegnare il personale educativo (in appalto a Cooperative) o assegnare un contributo economico equivalente.
Sono sempre più frequenti i casi di bambini con Diagnosi impegnative (es. casi di autismo) per i quali sarebbero necessarie 25/30 ore settimanali, a cui vengono riconosciute anche meno di 10 ore settimanali (2 al giorno…). Così come si registrano, sempre più numerosi, casi con assegnazione di 4/5 ore settimanali, sempre troppo distanti dalle reali necessità.
Riteniamo necessario e urgente un adeguamento delle risorse, per rendere effettivo il diritto dei bambini certificati all'accoglienza, all'integrazione e all'istruzione. Lo chiediamo innanzitutto ai Comuni, a cui la normativa affida questo dovere di sostegno; lo chiediamo anche alla Regione, in analogia con gli interventi di supporto e potenziamento che sta attuando per l’accesso ai nidi.
Facciamo queste richieste non in funzione di un particolare settore di scuole e servizi, ma innanzitutto per tutti i bambini che ne hanno diritto e quindi per tutto il sistema integrato.
Nonostante questa situazione, le scuole federate non vengono meno all'impegno per l’accoglienza e l'integrazione dei bambini con difficoltà, mettendo in campo comunque quelle azioni di cura personalizzata che ha ricadute positive sulla complessiva qualità dell’attività educativa.
Rossano Rossi, presidente FISM Bologna

Le Ceneri. Così i bambini imparano il significato della Quaresima

Impegni, attesa, gentilezza, ascolto, rispetto. Il racconto dei parroci e quella "polvere" sulla testa che aiuta anche i più piccoli a stare di fronte alla grandezza della Pasqua. Documentiamo le esperienze di tre scuole dell'infanzia: "San Severino" e "Corpus Domini" di Bologna, e "Sacro Cuore" di Toscanella di Dozza.

"In accordo con il parroco don Raffaele Guerrini, siamo riusciti ad andare in chiesa, rispettando ovviamente tutte le regole di distanziamento. Due i turni con 16-17 bambini ciascuno.
Per i bambini l’uscita dalla sezione ha assunto un valore particolare. E tutto questo ha dato al rito delle Ceneri una connotazione importante e preziosa.
E’ stato un momento di condivisione, in cui abbiamo riflettuto sul significato dei segni al centro del rito, ma anche l’occasione per dare qualche spunto su cui lavorare in questo periodo.
Tutti si sono fatti carico di qualche impegno: prima di tutto prendersi cura della Casa di accoglienza che è sotto la scuola. I bambini prepareranno alcuni disegni da consegnare agli ospiti per far sentire loro la nostra vicinanza, anche se non possiamo andare a trovarli. E ancora, fare meno capricci e cercare di venirsi incontro gli uni con gli altri.
L’occasione delle Ceneri è stato uno spunto per riprendere la nostra quotidianità segnata da piccoli cartelli che ricordano a tutti gli impegni presi."
Lorenzo Stivani, insegnante, Scuola dell’infanzia "San Severino" - Bologna.

"La Quaresima è un periodo dell’anno liturgico che a scuola curiamo con molta attenzione, anche per trasmettere il vero significato della Pasqua. Il giorno delle Ceneri è l’inizio di questo percorso.
Siamo usciti da scuola e siamo entrati in chiesa. Il parroco don Stefano Zangarini ha raccontato il senso della Quaresima, spiegando perché dura quaranta giorni. Ha parlato dei momenti di fatica di Gesù e li ha paragonati alla fatica quotidiana dei bambini in questo periodo di pandemia. E’ comunque una fatica che aiuta a crescere e a superare le difficoltà.
In questa prospettiva il parroco ha chiesto ai bambini un impegno generale: il rispetto delle regole e l’accettazione, con una maggiore decisione, della fatica di questo momento. A tutti è stato suggerito di ascoltare la mamma, l’insegnante, di stare vicini al compagno più in difficoltà e a chi soffre per le conseguenze della pandemia. Sono concetti difficili ma molto importanti per i bimbi.
A conclusione don Stefano ha messo le Ceneri sul capo di tutti i presenti."
Angela Zappia, coordinatrice, Scuola dell’infanzia "Corpus Domini" - Bologna.

"Il rito delle Ceneri è da sempre una tradizione della nostra scuola, che è parrocchiale (da settembre gestita da una cooperativa). Il parroco don Francesco Commissari aveva già incontrato i bambini per spiegare questo momento che dà inizio alla Quaresima, e che non è facilissimo da raccontare ai più piccoli.
Don Francesco li ha incontrati, sezione per sezione, e ha raccontato loro una storia per illustrare il senso della Quaresima.
Un periodo, lui diceva, in cui dobbiamo cercare di vedere il volto di Gesù negli altri, nei compagni di classe e nelle persone che ci stanno vicino. Cercando di avere degli atteggiamenti caratterizzati da gentilezza anche se gli altri ci fanno arrabbiare. Questo ci consente di vivere meglio tutte le nostre giornate.
A ciascun bambino ha poi distribuito le Ceneri, spiegando il gesto e vincendo qualche resistenza a ricevere la "polvere" sulla testa. Una cosa innocua, ha spiegato il parroco, che rappresenta un simbolo che ricorda a tutti l’inizio della Quaresima, che ci porterà alla Pasqua. Abbiamo visto Gesù nascere e, a Pasqua, lo vedremo risorgere."
Emmanuela Mongardi, insegnante, Scuola dell’infanzia "Sacro Cuore" - Toscanella di Dozza.

La scuola "Oasi Santa Teresa" tra i vincitori del "Carnevale dei Fantaveicoli" online

Anche quest’anno nelle nostre scuole sono state realizzate diverse iniziative per vivere l’atmosfera del Carnevale, pur distanti ma comunque uniti attraverso parole e immagini. La scuola ci racconta come è andato il tradizionale appuntamento di Imola (giunto alla sua 24esima edizione).

Il concorso del "Carnevale dei Fantaveicoli" di Imola quest’anno si è svolto in modalità “online”. Il tradizionale appuntamento del Carnevale imolese ha avuto luogo domenica 14 febbraio, in diretta streaming sui canali social di Facebook e Youtube del Comune di Imola.
Gli assessori Gambi (Cultura) e Spada (Ambiente e mobilità sostenibile) hanno premiato i vincitori del nuovo concorso “Fantaveicoli 24.0 – un video per Carnevale”.
A partecipare non erano i famosi carri, ma dei video autoprodotti con riferimenti ai temi che da sempre hanno caratterizzato il carnevale della città di Imola: riciclo e mobilità sostenibile, abbinati ovviamente al tema del carnevale.
Ad aggiudicarsi il primo premio della "categoria Scuole" è stata la scuola dell’infanzia "Oasi Santa Teresa", con il video “Curiamo il nostro mondo”.
Il video è stato trasmesso in diretta streaming ed è caricato sulla pagina Facebook del Carnevale dei Fantaveicoli e sui canali social del Comune di Imola. https://www.facebook.com/carnevale.deifantaveicoli/videos/1552227144961565/
Sensibilità, creatività e fantasia sintetizzano le qualità del video dell’"Oasi" dove, grazie alla regia di insegnanti entusiaste, i bambini hanno avuto l’occasione di trasmettere, in modo ludico, la loro visione del rispetto per l’ambiente.