Newsletter del 12 marzo 2021

Scuole dell'infanzia. A tutte le famiglie: "manteniamo il contatto"

“Maestra, ci vediamo sul computer!” Questo l’arrivederci che i bambini lo scorso venerdì 5 marzo hanno dato alle insegnanti, consapevoli di ciò che sta accadendo in questo momento. Volti tranquilli, di bambini certi che nonostante le scuole siano chiuse, rivedranno amici e maestre per parlare, cantare, giocare insieme.

Scuola dell'infanzia: in questo momento di sospensione dell'attività didattica, "l’aspetto più importante è mantenere il contatto con i bambini e con le famiglie. Le attività, oltre ad essere accuratamente progettate in relazione ai materiali, agli spazi domestici e al progetto pedagogico, saranno calendarizzate evitando improvvisazioni ed estemporaneità nelle proposte, in modo da favorire il coinvolgimento attivo dei bambini.
Diverse possono essere le modalità di contatto: dalla video-chiamata, al messaggio per il tramite del rappresentante di sezione o anche la videoconferenza, per mantenere il rapporto con gli insegnanti e gli altri compagni. Tenuto conto dell’età dei bambini, è preferibile proporre piccole esperienze, brevi filmati o file audio. È inoltre opportuno attivare una apposita sezione del sito della scuola, dedicata ad attività ed esperienze per i bambini della scuola dell’infanzia".
Questo lo scritto nell'Allegato A del Decreto recante “Adozione delle Linee guida sulla Didattica digitale integrata, di cui al Decreto del Ministro dell’Istruzione 26 giugno 2020, n. 39”.

Negli “Orientamenti pedagogici sui Legami Educativi A Distanza. Un modo diverso per ‘fare’ nido e scuola dell’infanzia” troviamo “... per la fascia d’età da zero a sei anni proponiamo di definire 'Legami Educativi a Distanza' (LEAD), perché l’aspetto educativo a questa età si innesta sul legame affettivo e motivazionale. È quindi esigenza primaria, in questo inedito contesto, ristabilire e mantenere un legame educativo tra insegnanti e bambini, insegnanti e genitori, insegnanti tra di loro, bambini tra di loro, genitori tra di loro...”

I LEAD sono in questo momento la risorsa che le nostre scuole possono offrire in un ambiente virtuale, che però ha la pretesa di essere comunque presenza e compagnia a casa. Un’altra occasione per ‘entrare’ nelle famiglie, per scoprire ‘scampoli’ di vita domestica e nello stesso tempo per mostrare la relazione che le insegnanti hanno instaurato con i loro bambini.
Ritorna quindi vivo il tema del rapporto e della corresponsabilità educativa con i genitori, in un’apertura all'accoglienza, all'ascolto e al dialogo, dove si entra ‘in punta di piedi’ per esserci e per continuare a fare scuola.
Una possibilità offerta, quella dei LEAD, cercando di arrivare a ‘tutti’, grazie a diverse modalità: telefonate, mail, video-chiamate, filmati, audio, materiale condiviso, chiedendo anche, dove si riesce, un feedback, per rilanciare le proposte affinché siano adeguate nei tempi, nella frequenza, nei modi, rispetto all'età, ai bisogni e agli interessi dei bambini e delle loro famiglie.
Si riparte, quindi, come sempre, dal lavoro del Collegio docenti, dalla riflessione e consapevolezza del valore della persona, dal rimettere al centro l’essenziale, i legami e la cura.
Cura, parola ormai cara; perché in questo momento storico, dove è evidente il limite umano, la fragilità, l’impotenza e la dipendenza, ciò che ci resta da fare, oltre che affidare a San Giuseppe la nostra vita e quella dei nostri cari, è collaborare all'opera di un Altro, prendendoci cura, senza risparmiarci, del compito educativo che è affidato a ciascuno di noi, compito a cui, anche in questa circostanza ci è chiesto consapevolmente di rispondere, prendendoci cura degli altri.

Il Coordinamento pedagogico FISM Bologna

Bambini disabili e Bes. Attività in presenza: scuole FISM in campo

Nonostante la pandemia e la sospensione delle attività, le scuole dell'infanzia federate non mollano di un centimetro sul fronte dell'inclusione scolastica. "San Mamante" (Medicina), "Beata Vergine di Lourdes" (Zola Predosa) e "Sacra Famiglia" (Bologna), con modalità diverse, hanno avviato un progetto che è allo stesso tempo una sfida e un servizio alle famiglie. Ecco le loro storie.

Partiamo con Letizia Romero, coordinatrice della Scuola dell'Infanzia "San Mamante" di Medicina, gestita da "Ida Poli" - Società cooperativa sociale.
"La nostra scuola si è organizzata su binari paralleli, ma per noi strettamente connessi dalla volontà di realizzare l’inclusione per tutti i nostri bimbi.
Per questo ha progettato una programmazione speciale, proponendo degli incontri da remoto per mantenere le relazioni tra bambini e insegnanti, ma anche tra genitori e insegnanti, e soprattutto tra i bambini.
Contemporaneamente si è attivata subito l’importante rete di coloro che a vario titolo partecipano al progetto di vita dei bambini con bisogni educativi speciali, per garantire loro l’opportunità di frequentare in presenza.
Dopo pochi giorni dall'inizio di questo progetto riscontriamo, nell'ottica della inclusione, una valenza positiva. Ai bambini con bisogni educativi speciali proponiamo esperienze specifiche rispetto agli obiettivi del Piano Educativo Individualizzato. Al lavoro per favorire l'autonomia dei bambini si affiancano anche momenti di scoperta in giardino, di gioco libero e di gioco semi strutturato.
L’obiettivo principale è quello di essere partecipi attivamente al percorso di crescita dei bambini con bisogni educativi speciali condividendo con la famiglia anche questo periodo difficile. In questo progetto inclusivo di frequenza in presenza tutte le componenti della scuola sono coinvolte".

Racconta Simona Autelitano, coordinatrice ed educatrice della scuola dell'infanzia "Beata Vergine di Lourdes" di Zola Predosa.
"Il gruppo di 6 bambini che sta frequentando in presenza arriva a scuola dalle 8 e rimane per 4/5 ore. Incontrano gli insegnanti e hanno il supporto delle dade. In questo modo riusciamo a portare avanti un lavoro individuale con un obiettivo prioritario: la socializzazione.
Partiamo con le nostre routine giornaliere: in questa maniera i bambini sanno cosa aspettarsi. Il gruppo ridotto consente un'attenzione e un ascolto più specifico, è più diretto, e l'ambiente silenzioso favorisce la tranquillità e la concentrazione per tutti i bambini. Tutto al fine di facilitare la comunicazione dei bimbi che ancora fanno fatica ad esprimersi.
Riteniamo che al momento sia una scelta vincente. Come lo è anche quella di strutturare alcune attività e alternarle ad altre più libere che lasciano spazio all'espressione di sé.
La mattina ci troviamo all'interno della sezione. Poi merenda con la frutta e ancora attività ludiche in giardino, letture di libri, giochi socio-sensoriali all'aperto.
L’esperienza è positiva, mangiamo insieme, non c'è una figura adulta unica che si prende i bambini a carico, ma collaboriamo tutte. I genitori sono soddisfatti".

L'ultima esperienza che proponiamo è quella della Scuola dell'infanzia "Sacra Famiglia" di Bologna.
Riferisce la coordinatrice Diana Patricia Marchetti: "Noi abbiamo quattro bimbi certificati e che frequentano in presenza già da lunedì 8 marzo. Ci siamo attivati immediatamente. Qualche dubbio lo avevamo, temendo che i bambini non si trovassero bene in una situazione così particolare. Invece ci hanno stupito molto in positivo.
Confrontandoci con le colleghe, poi, abbiamo colto aspetti che nel contesto scolastico normale facevano più fatica ad emergere. Come nel caso di un bimbo autistico che si è coinvolto con gli altri compagni. O in un altro caso, di un bimbo con difficoltà comportamentali, che è diventato leader scrupoloso nei confronti degli altri bambini, tenendoli "sotto la sua ala".
Tutte le insegnanti a rotazione stanno con i bimbi. Il servizio è offerto dalle 8.30 alle 13 con il pranzo. E questo è un grande aiuto per le famiglie che sono naturalmente felicissime per questa opportunità".

"Ti fidi di me?" Una storia semplice per il tempo della Quaresima

Parliamo di ‘Te lo prometto’ di Knister e Eve Tharlet – Edizioni Nord-Sud. E' la storia della marmotta Elisa che si sveglia dal letargo invernale e comincia ad esplorare il vasto mondo. Presto incontra un dente di leone e nasce una vera, reciproca amicizia. Elisa e il fiore vivono insieme felici giorno e notte, fino ad un mattino in cui la marmotta scopre che l’amico si è trasformato in un bianco, bellissimo soffione...

Imprevedibilmente il fiore chiese ad Elisa: “Ti fidi di me?”
“Ci mancherebbe altro!” rispose lei sorpresa.
“Qualunque cosa accada?” insistette il fiore.
“Qualunque cosa!” confermò Elisa.
“Allora soffia più forte che puoi. Non preoccuparti, andrà tutto bene. Te lo prometto”.

Il soffione sparisce immediatamente in una nuvola di piccoli ombrelli. Elisa è sconfortata, ma non perde la fiducia nella promessa fatta dal suo amico.
Infine, in autunno, presa dalla nostalgia, torna al prato dove aveva conosciuto il fiore e si costruisce una tana per svernare.
Dopo l’inverno, quando finalmente Elisa esce dalla tana, trova di fronte a lei un mare di denti di leone.

Semplice, geniale e ben illustrata storia che descrive la ‘nostra’ posizione in questo periodo di Quaresima dentro all'emergenza sanitaria.
In questo racconto è posta a tema l’amicizia (non essere soli), la capacità di fidarsi (fede e intelligenza morale), l’amore per il bello che c’è nel mondo (vivere l’umano secondo il desiderio del cuore), ed infine il futuro, come occasione, anche se incerta, buona per me (amore al Destino).
Quando tutto sembra buio, scuro, quando apparentemente la realtà sembra non promettere nulla di buono, quando la morte sembra avere l’ultima parola; di fronte alla croce, al sepolcro vuoto, la domanda posta dal fiore diventa ‘stringente’: ‘Ti fidi di me?’
Occorre non vacillare, perché il soffione, scomparso sotto forma di nuvola di piccoli ombrelli, ha fatto sì che il prato la primavera successiva si riempisse di bellissimi denti di leone, perché c’è Chi ha vinto la morte, risorgendo con la pretesa di essere presente per sempre, per fare compagnia all'uomo.
Con questa storia, aiutiamo i bambini in queste settimane di preparazione alla S. Pasqua a fidarsi di Colui che è per il Bene, perché la fatica, il dolore, il sacrificio, anche se a volte non compresi, valgono ‘la pena’ per il centuplo che è promesso a tutti.

Claudia Ventura, pedagogista FISM Bologna