
Il 27 e 28 novembre 2025 abbiamo accolto a Bologna una delegazione della FISM di Reggio Calabria. Questa visita ha rappresentato un’opportunità importante per incontrare volti e desideri che ci permettono di scoprirci uniti anche se distanti, parte di un’unica storia.
La Nuova FISM di Reggio Calabria sta avviando una significativa azione di ri-costruzione del coordinamento pedagogico della loro rete e, anche grazie ad un progetto finanziato dalla Fondazione di FISM Nazionale, ha chiesto una collaborazione a FISM Bologna, per conoscere un’esperienza consolidata da anni all’interno del nostro territorio.
Abbiamo accolto con piacere questa richiesta, proponendo un incontro pomeridiano nella nostra sede con tutto il Coordinamento pedagogico FISM di Bologna. Il momento non poteva non partire dalla proposta di una danza meditativa iniziale, diventata negli anni il segno di un nostro “stile formativo”: l’incontro con l’altro coinvolge tutta la nostra persona (corpo, mente e cuore).
È stata un’occasione preziosa per ripercorrere i tanti passi e i numerosi progetti avviati nel tempo all’interno della nostra associazione, proprio grazie alla costituzione del nostro coordinamento di rete: i percorsi con le Coordinatrici interne, la Valutazione della qualità, lo Sportello d’Ascolto, il Progetto BES, il Centro di Documentazione… ecc.
Nella mattinata successiva i nostri ospiti, divisi in sottogruppi, sono stati accolti in alcuni Poli per l’infanzia FISM della città di Bologna, per entrare nel vivo della quotidianità educativa.
Dopo un ultimo momento di condivisione tenutosi in FISM, come da tradizione il tutto si è concluso con un momento conviviale: un piccolo buffet con degustazioni locali!
Ringraziamo in modo particolare le coordinatrici dei servizi che si sono rese disponibili ad accogliere le colleghe di Reggio Calabria: Maria Domenica e Viviana (Polo San Severino), Roberta (Polo Cerreta), Angela (Polo Corpus Domini) ed Elena (Polo Minelli Giovannini).
E chissà… magari in futuro ricambieremo la visita!
Lara Vannini-responsabile coordinamento pedagogico FISM
Gemellaggio Bologna Reggio Calabria: foto di gruppo

Nelle nostre aule vediamo ogni giorno i riflessi di una società in rapida trasformazione: famiglie che cambiano, culture che si incontrano, nuove domande di senso. Come disse papa Francesco, «Si può dire che oggi non viviamo un’epoca di cambiamento quanto un cambiamento d’epoca». È proprio per abitare questo tempo nuovo che la Conferenza Episcopale Italiana ha pubblicato la Nota pastorale «L’insegnamento della religione cattolica: laboratorio di cultura e dialogo». Non un manuale di regole, ma un invito a riscoprire l'educazione come "scommessa" di speranza e relazione. Non si tratta solo di celebrare un anniversario (i 40 anni dall’Intesa del 1985), ma di rispondere ad una necessità urgente: ricomprendere il compito dell’IRC per poterlo rilanciare con forza
In un contesto segnato sempre più da indifferenza religiosa o da un approccio materialista, l'insegnamento della religione cattolica (IRC) non vuole porsi come un'appendice del passato; al contrario, “la dimensione religiosa è intrinseca al fatto culturale, concorre alla formazione globale della persona e permette di trasformare la conoscenza in sapienza di vita. Per questo motivo, con l’IRC la scuola e la società si arricchiscono di veri laboratori di cultura e di umanità”.
Per i nostri bambini, l'IRC è l'occasione per interiorizzare il valore di ogni persona e per vivere la scuola come luogo di dialogo: la presenza di alunni di altre religioni non è un ostacolo, ma un'opportunità per educare all'accoglienza “Nella scuola di oggi, l’Irc va inteso come un laboratorio di confronto, di convivenza e integrazione, in cui le differenze possono dialogare e crescere insieme, alimentando una cultura della pace e della fraternità.” La Nota però sottolinea anche che i valori che la nostra cultura trasmette da una generazione all’altra, affondano le radici nella nostra tradizione: “La doverosa apertura verso culture e fedi religiose diverse non può sminuire la conoscenza della cultura e della tradizione del nostro Paese che, proprio grazie alla condivisione diffusa dei principi del cattolicesimo, ha saputo mantenere e tramandare ideali di libertà, di pace, di giustizia, di umanesimo, di dialogo e di democrazia”.
Il documento si sofferma anche sull’esperienza dell’IRC nelle scuole di ispirazione cattolica. Si potrebbe pensare che in una scuola cattolica, dove l'ispirazione cristiana permea già l'ambiente, l'ora di religione specifica sia meno necessaria. La Nota chiarisce il contrario: l'identità complessiva della scuola non sostituisce l'IRC. Questa disciplina mantiene una posizione importante in quanto sintesi tra «cultura, fede e vita». Si distingue dalla catechesi (fatta in parrocchia) ma ne è complementare: l'IRC è un servizio culturale che la Chiesa offre alla scuola per la crescita integrale dell'alunno.
L'obiettivo di questa Nota è rilanciare l'IRC non come un dovere formale, ma come un progetto educativo appassionato. È un invito a tutti noi a custodire e trasmettere quel «patrimonio di valori spirituali, culturali ed educativi» che è prezioso per il futuro dei bambini che ci sono affidati. “Una sana laicità, infatti, non si declina con la cancellazione del fatto religioso, ma con il suo riconoscimento e la sua piena valorizzazione quale patrimonio sociale e culturale, e non solo come espressione di una sensibilità individuale più o meno tollerata”.
Sugli insegnanti di religione, il documento ricorda che “competenza e testimonianza sono due elementi che qualificano ogni docente dal punto di vista educativo e culturale. Per l’insegnante di religione, essere competente significa risultare preparato tanto dal punto di vista teologico quanto da quello pedagogico-didattico”.
Gian Mario Benassi-direttore dell'ufficio diocesano per l'insegnamento della religione cattolica di Bologna
Nell'immagine il logo del Servizio nazionale per l'IRC

L’anno scolastico 2025/2026 si è aperto con una novità significativa per due scuole dell’infanzia del territorio imolese. “Maria Immacolata” di Casalfiumanese e “San Bartolomeo” di Borgo Tossignano, entrambe realtà educative parrocchiali, da quest’anno intraprendono un nuovo cammino sotto la guida di un’unica figura di riferimento: la coordinatrice Silvia Bendanti
Un cambiamento importante che nasce dalla volontà di mettere in dialogo due comunità scolastiche vicine per territorio e valori, avviando un percorso condiviso che favorisca sinergie e collaborazioni. La scelta di un coordinamento comune è stata pensata per costruire un ponte tra due scuole, che da anni lavorano con passione e dedizione per offrire ai bambini un ambiente sereno, stimolante e fondato su relazioni autentiche. La possibilità di condividere riflessioni educative, proposte didattiche e momenti formativi, rappresenta un’occasione di crescita per tutti coloro che operano nella scuola. Durante l'anno si avvieranno laboratori rivolti ai bambini e percorsi di formazione per le insegnanti, pensati in un’ottica di collaborazione tra le due realtà. Non si tratta solo di “fare cose insieme”, ma di costruire una visione educativa comune, capace di rinnovarsi senza perdere le radici. «Credo fortemente nel valore del lavorare in rete – spiega la coordinatrice – perché permette di allargare lo sguardo, scoprire nuovi punti di vista e sentirsi parte di un cammino condiviso. La relazione è il cuore dell’esperienza educativa, e creare connessioni tra scuole, insegnanti e famiglie è oggi più che mai fondamentale». L’iniziativa ha trovato il sostegno delle due parrocchie e delle comunità locali, consapevoli dell’importanza di una scuola capace di mettersi in gioco e di affrontare le sfide del presente con apertura e responsabilità. In un tempo che spesso richiede risposte rapide, questa nuova collaborazione rappresenta una scelta di fiducia nel valore del processo, del confronto e del camminare insieme. Il nuovo coordinamento vuole essere un’occasione per rafforzare i legami non solo tra le due scuole, ma anche tra tutte le persone che vivono quotidianamente la comunità educativa: bambini, genitori, insegnanti, personale e volontari. Un’opportunità per continuare a costruire una scuola attenta, accogliente e capace di crescere restando fedele alla propria vocazione: accompagnare i più piccoli nei loro primi passi nel mondo, con cura, rispetto e amore.
Elisa Minnella - insegnante Polo per l’infanzia Maria Immacolata di Casalfiumanese
Nella foto, il primo Pigiama Party a tema (Dame e cavalieri) organizzato insieme dalle due scuole
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