Newsletter del 9 aprile 2021

Open Day servizi educativi 0/3. Famiglie: la sfida dell'accoglienza

Aprile: tempo di iscrizioni per la prima infanzia. Pur nella situazione emergenziale, i nostri servizi educativi 0/3 anni guardano al futuro, pronti ad accogliere nuove famiglie da accompagnare nella crescita dei loro figli. Le esperienze dei Poli dell'infanzia "Cavani" di San Lazzaro di Savena e "San Giuseppe" di Casteldebole-Bologna. In copertina: Mary Cassatt, Bébé dans un costume bleu, regardant par dessus l‘épaule de sa mère

Nidi e sezioni primavera federati non accolgono bambini ma
famiglie: questo è un tratto caratteristico di chi riconosce nell’educazione una preziosa opportunità di crescita in primis per noi adulti che, come comunità educante, abbiamo il compito
di introdurre i bambini alla realtà, consapevoli che è necessario “innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi… per non ferirli” (Janusz Korczak).
La progettazione educativa per la prima infanzia si basa sull’accoglienza, la relazione di cura, la vicinanza fisica, il contatto, lo scambio e la condivisione di esperienze. A noi adulti il privilegio di poter assaporare il mistero che avvolge i bambini, definiti da Pennac “enigmi luminosi”.

"Nella nostra realtà"- racconta Paola Parma, coordinatrice del Polo dell'infanzia "Cavani" (Cooperativa "Al girotondo"), "la situazione degli Open day è meno penalizzante rispetto all'anno scorso. Stiamo lavorando mettendo in campo tutte le nostre risorse.
Abbiamo preparato dei video che metteremo nel sito della Cooperativa: in questo modo presenteremo le due strutture di nido che abbiamo nel territorio di San Lazzaro e le educatrici spiegheranno tutte le attività e le proposte rivolte ai bambini e alle loro famiglie.
In più ci rendiamo disponibili per incontri a distanza con i genitori.
L'obiettivo è quello di accogliere e di dare tutte le informazioni possibili alle famiglie che, in questo momento delicato, hanno bisogno di rassicurazioni".
"Nel nostro territorio - prosegue la coordinatrice - siamo agevolati perché c'è una spinta politica che porta a rendere gratuito il servizio educativo 0/3, un esperimento iniziato l'anno scorso in convenzione con il Comune. L'ente locale stila delle graduatorie in base all'Isee e noi diamo la disponibilità dei nostri posti. Un aiuto prezioso per le famiglie che sono incoraggiate a fare domanda potendo scegliere, diversamente dal passato, tra nidi a gestione comunale e nidi privati".

Come presentare il nido in tempi così difficili?
"A Casteldebole - racconta Roberta Cuna (coordinatrice della Sezione Primavera e della Scuola dell'infanzia "San Giuseppe") - "cerchiamo di fare una scuola in presenza non tanto con gli Open day on line, ma incontrando le famiglie individualmente.
La scuola è piccola e ce lo possiamo permettere. Iniziamo con un veloce tour degli ambienti; poi dialoghiamo con i genitori: li ascoltiamo e rispondiamo alle loro domande.
Tra i primi temi che sollecitano l'interesse delle famiglie, oggi più che un tempo, c'è quello economico. Noi, inseriti nel sistema educativo integrato, abbiamo attivato una convenzione con il Comune di Bologna che garantisce alcuni vantaggi. Le famiglie che iscrivono i bambini alla Sezione Primavera possono infatti usufruire di numerosi sconti.
L'interesse dei genitori per gli aspetti organizzativi ed educativi è sempre presente. Infine io cerco di spiegare cosa significa per noi fare attività educativa, che possiamo riassumere così: con la relazione e lo stare insieme.
Questo è il nostro modo di accompagnare le famiglie e i bambini per costruire una piccola comunità. Una sfida che ha ancora più valore in una realtà di confine come la nostra, che accoglie bambini anche dai comuni limitrofi".

LEAD. Anche nella scuola a distanza, squarci di magia e tenerezza

Due testimonianze: dalla scuola "Maria Ausiliatrice e San Giovanni Bosco" di Bologna e dalla scuola "Sacro Cuore" di Minerbio, che racconta l'esperienza di un piccolo gruppo di bambini che, insieme ad un bambino disabile, hanno continuato a recarsi a scuola durante la sospensione delle attività in presenza.

Il Piano LEAD (Legami educativi a distanza) era stato pensato, progettato, preparato, mentre in cuor suo ognuna di noi sperava di non doverlo usare. Consapevoli che il mezzo digitale non sia il più adatto alla fascia 0-6, la nostra etica ci ha spinte ad offrire comunque un servizio che fosse il migliore possibile.
Così, i nostri LEAD non sono attività che si possono trovare ovunque, ma sono le insegnanti e le educatrici conosciute dai bambini che si mettono in gioco, ad esempio con scimmie, tucani e gufi "parlanti".
Durante i LEAD eravamo sempre a scuola, tutti i giorni, nonostante la paura, perché ai bambini abbiamo voluto far vedere che le nostre aule, il nostro giardino, il nostro nido non erano stati abbandonati. Ci siamo noi ad aspettarli e nel frattempo innaffiamo le piantine che abbiamo piantato insieme a loro nell’orto, curiamo le loro cose, sistemiamo i loro “capolavori” e i loro giochi.
Tanto cuore e un pizzico di magia, perché se ci crediamo noi, la magia arriva anche negli occhi di chi guarda insieme a noi, seppur a distanza.
Elisa Pizzocheri - Vice-coordinatrice
Nido e Scuola dell’Infanzia "Maria Ausiliatrice e San Giovanni Bosco" - Bologna

Quando è arrivata la notizia che si potevano accogliere i bambini disabili, abbiamo pensato subito al bambino che frequenta la nostra scuola. In quei giorni spesso mi sentivo con la mamma che mi esprimeva e confidava le tante difficoltà. Così, confrontandomi con le maestre, abbiamo deciso che era importante aiutare la famiglia e prenderci cura di lui.
Ci siamo organizzate, lo abbiamo accolto fin dalla prima settimana e tutto è proceduto per il meglio.
La settimana successiva arriva la comunicazione che potevamo aprire ad un piccolo gruppo di compagni. Abbiamo scritto alle famiglie proponendo un progetto specifico e queste hanno risposto con sensibilità e vicinanza.
Così il martedì sono arrivati a scuola altri quattro bambini. Non potrò mai dimenticare la tenerezza di questo incontro: verso le 8.30 il bambino arriva con la mamma, si accorge che nella sezione ci sono alcuni compagni, spalanca gli occhi, sorride ed emette un suono riferendosi al nome di una sua compagna che, sentendosi chiamata, gli va incontro. I suoi occhi esprimono un entusiasmo commovente, poi si gira verso la mamma e con la manina le fa ciao.
Quel semplice incontro ci ha testimoniato come la relazione sia fondamentale per i bambini e ancora di più per quelli con qualche difficoltà.
Caterina Selva - Coordinatrice
Scuola dell'infanzia "Sacro Cuore" - Minerbio

Sancto Thoma Magistro: educare alla felicità. Una grande provocazione

Il 16 e 17 aprile si svolgerà su questo tema un Convegno on line, promosso da Sita e Istituto San Domenico-Farlottine, con il patrocinio di Uciim e FISM Bologna. L’iscrizione al Convegno è richiesta per i docenti che necessitano dell’attestato di partecipazione e può essere effettuata online su www.sitaroma.com Il Convegno sarà trasmesso in diretta sul canale YouTube “Istituto Farlottine” e visibile anche sui siti internet: sitaroma.com sitabologna.it farlottine.it circolosantommaso.org ospitalitasantommaso.com e rispettive pagine Facebook.

Al centro del Convegno c'è una grande provocazione, attualissima in tempi così difficili: l'educazione alla felicità.
Spiega Mirella Lorenzini, dirigente scolastico dell'Istituto San Domenico-Farlottine:
"Sì, è vero. Quella della felicità è una sfida importante. D'altra parte gli educatori non possono rinunciare a guardare questo orizzonte. Perché abbiamo, come compito, quello di aiutare i nostri piccoli ad essere delle persone intere. Stiamo parlando della felicità come pienezza di vita. Per san Tommaso non è semplicemente l'aldilà, ma investe tutta la vita a cominciare da quella terrena.
L'educatore ha questa come traiettoria; poi sappiamo che, se si semina bene, c'è una eredità che raccogliamo anche nella vita futura. La missione degli educatori, sia genitori che insegnanti, si caratterizza per una grande speranza e una grande responsabilità.
In questo contesto ci è sembrato interessante mettere a confronto, nel corso del Convegno, alcuni spunti della filosofia e della teologia di san Tommaso con gli studi sull'educazione e la pedagogia".
Non poteva mancare una riflessione su Assunta Viscardi, fondatrice dell'"Opera di san Domenico per i figli della Divina Provvidenza". "Una donna speciale" -commenta Lorenzini- "che amava la concretezza del quotidiano, puntando alla felicità dei piccoli bisognosi. Si spendeva per i suoi alunni a scuola, e nel pomeriggio raccoglieva i bimbi che incontrava per strada. Dava risposte ai loro bisogni materiali, ma nello stesso tempo aveva a cuore la loro nobiltà umana. L'obiettivo era di portarli alla pienezza di libertà, cioè a saper scegliere".
"Il Convegno si rivolge in particolare agli educatori, ai genitori e a tutte le persone che sono interessate all’educazione e al pensiero di san Tommaso, con questa particolare e attualissima connotazione: l’Aquinate è un cantore della natura, di cui anche l’essere umano è parte, e oggi sappiamo, dopo la "Laudato sii", quanto sia essenziale recuperare questa attenzione".