Newsletter del 7 maggio 2021

"Prima i bambini". La petizione promossa dalla FISM ha messo il turbo

Il 19 aprile è partita la mobilitazione dei nidi e delle materne paritarie no profit: obiettivo per tutti gratuità e parità scolastica. Anche a Bologna si registra nella raccolta delle firme un coinvolgimento straordinario. Oggi vi proponiamo le esperienze delle scuole dell'infanzia di Bubano ("Sacra Famiglia" di Mordano) e "San Giuseppe" di Casteldebole (Bologna).

Carmen Falconi, consultrice della scuola dell'infanzia di Bubano, ci racconta la sua esperienza di mobilitazione sulla petizione della FISM.
"Quando è arrivata la comunicazione, come Consiglio della scuola abbiamo giudicato ottima l'iniziativa. Ci siamo mossi subito per farla conoscere in primo luogo ai genitori. Abbiamo pubblicizzato l'evento attraverso mail e WhatsApp; poi abbiamo fatto stampare un bellissimo striscione, l'abbiamo appeso al cancello della scuola e lì resterà, in modo tale che le persone che si trovano a passare possano farsi qualche domanda.
I genitori hanno risposto via mail sottoscrivendo la petizione in massa. Poi, per due fine settimana consecutivi, c'è stato un grosso lavoro in parrocchia. Alla fine di ogni celebrazione il parroco don Antonio Commissari ha invitato la segretaria o gli insegnanti a presentare l'iniziativa e le ragioni che hanno spinto la FISM a lanciarla. Sono stati raccolti molti fogli con firme a mano".
Prosegue la Falconi. "Una mobilitazione necessaria perché è ora, dopo ventuno anni, che la parità arrivi. Perché la situazione è molto pesante, le scuole chiudono, nessuno dice niente e non si percepisce il gravissimo danno e la grande povertà che, da queste situazioni, deriva. Quindi è importante far sentire la nostra voce perché in ballo c'è una questione di giustizia.
In questi giorni il ministero ha comunicato che un bimbo che frequenta le scuole dell'infanzia comunali costa allo Stato più di 6.000 euro quando, invece per ogni bimbo che frequenta la scuola paritaria lo Stato eroga una somma di 630 euro. Chi dice che le scuole paritarie sottraggono soldi alle scuole statali non dice il vero e bisogna farlo sapere".

Racconta Lara, mamma di una bimba che frequenta l'ultimo anno della Scuola dell'infanzia "San Giuseppe" a Casteldebole:
"Siamo stati informati della petizione dalla responsabile del Coordinamento della scuola. E' stata fatta partire la petizione su WhatsApp spiegando che prima di tutto era a favore dei bambini e delle famiglie. Sono stati affissi cartelloni con lo slogan della petizione all'ingresso e alle finestre delle aule. Tutte le mamme anche grazie alle mail si sono mobilitate. Anche perché il senso della petizione ci è sembrato giusto. Perché la libertà di scelta delle famiglie deve essere salvaguardata. Nel periodo della pandemia, infatti, noi genitori siamo stati abbandonati, gli unici a dover pagare quasi completamente la scuola diversamente dalle scuole comunali. La sensibilità per la petizione è stata registrata anche tra le mamme che l'anno prossimo non avranno più i figli alla materna".

FISM. Coordinatrici resilienti in cammino: il bilancio di un percorso

Si è svolto giovedì 29 aprile l’ultimo incontro del percorso "Coordina... menti", con a tema ‘Dalla cura di sé alla cura del Collegio docenti’, rivolto a tutte le coordinatrici delle scuole federate. Protagoniste le domande raccolte dal lavoro emerso in questo anno scolastico, rivolte alla neuropsichiatra Luisa Leoni Bassani con la quale si era iniziato il cammino a novembre.

Diverse le questioni poste: dallo scopo dell’opera che è la scuola, all’ascolto, allo sguardo, alla ‘correzione’, alla relazione, e alla conduzione dei Collegi docenti, fino alla preoccupazione di fare emergere la personalità di ciascun insegnante e di sostenere il team educativo anche nelle situazioni, a volte critiche, di gestione del gruppo/sezione, per condividere con le colleghe difficoltà e risorse.
Non sono state date ricette, né risolti problemi, ma le parole della dottoressa Leoni Bassani hanno rimesso in cammino, hanno rilanciato ipotesi per continuare un lavoro innanzitutto su di sé, di consapevolezza, ragioni e ‘sguardo’ per un lavoro comune.
“La questione non è che io giudico la persona, ma che facciamo un lavoro insieme. La correzione non è sulla tua persona, ma è mettere a tema il lavoro. Come Coordinatore non ho il compito di farti la morale o di fare la psicologa, ma di mettere a tema il lavoro che stiamo facendo. Più vai dentro alle ragioni, più devi allargare lo sguardo e non stringerlo. La correzione non è: hai fatto bene o hai fatto male. L’orizzonte è molto più largo. La diversità è compatibile con il lavoro, anzi può essere una fatica, ma un utile diverso sguardo” (dagli appunti dell’incontro).
Ma cosa rende tanto resiliente un gruppo affezionato di Coordinatrici, che ancora dà e si prende tempo per collegarsi per gli incontri?
Sicuramente da una parte un bisogno: bisogno di non essere soli, di essere aiutati a dare priorità e ordine al lavoro, di ‘ricentrare il punto’ e lo scopo; dall’altra parte un’attrattiva, per chi è più avanti nel cammino, perché un momento come questo spalanca il desiderio, fa usare la ragione nel senso di collegare sempre il particolare con il tutto, riconoscendone il nesso, e dà un metodo, una strada, non certo facile, né in discesa, ma ricca di imprevisti e di ‘pezzi’ di realtà che fanno crescere e desiderare di continuare il viaggio.
“Avere consapevolezza di sé è uno degli aspetti chiave del rapporto con la realtà. Cosa realmente desidero e in che direzione voglio andare: senza questo la vita non avrebbe senso. Invece, accettare la sfida del rapporto con la realtà delle cose, non per sancire la mia vittoria o sconfitta, ma il mio cammino. La tentazione, di fronte ai propri limiti, è vederli come la damnatio eterna, invece quei limiti sono ciò che possiamo guardare e da cui possiamo partire per lasciarci correggere. Non è che non sono nessuno perché non sono tutto: sono me stesso” (dagli appunti dell’incontro).

A cura del Coordinamento Pedagogico FISM Bologna

Sistema Integrato 0-6. Linee guida pedagogiche: una grande sfida

La "Commissione nazionale per il Sistema integrato di educazione e di istruzione" ha definito le "Linee pedagogiche per il sistema integrato “zerosei”". Il testo si presenta come un documento corposo, che intende riassumere e rilanciare gli aspetti principali che caratterizzano il sistema dei servizi e delle scuole rivolte ai bambini da 0 a 6 anni.

Nella prima parte, dedicata ai diritti dei bambini, viene sottolineato il passaggio culturale da una visione assistenzialistica dei servizi per l’infanzia ad una visione educativa.
La seconda parte, intitolata “Un ecosistema formativo” richiama le caratteristiche principali dell'odierno contesto socio-culturale: la pluralità delle culture, la diversità dei modelli familiari e dei progetti di vita, la pervasività dei media e dei dispositivi tecnologici, e le difficoltà legate al mondo del lavoro.
La terza parte, che insieme alla quarta e quinta costituisce il cuore pedagogico del documento, riconosce la centralità del bambino: unico, irripetibile, competente e protagonista del proprio percorso di crescita. Si ribadisce che l’infanzia non è un’età in preparazione dell’età adulta, ma è di per sé un valore e come tale va vissuta. Vengono inoltre sottolineati alcuni tratti caratterizzanti la fascia d’età che va dalla nascita ai sei anni: la corporeità e la sensorialità come veicolo principale di relazione; il gioco come canale d’espressione privilegiato; la cura come pratica educativa che permea tutti i tempi della quotidianità; l’apprendimento come scoperta ed elaborazione dei significati, che si fonda sulla naturale curiosità dei bambini verso la realtà; il rapporto con i pari come fondamentale opportunità di crescita socio-cognitiva.
In questo contesto gli adulti sono chiamati ad assumere una serie di responsabilità (capitoli 4 e 5). A fianco dei bambini occorrono adulti “accoglienti”, “incoraggianti”, “registi”, “responsabili” e “partecipi”. Adulti capaci di definire un percorso curricolare unitario e continuo che, partendo da scelte valoriali e dall’identificazione di finalità educative esplicite, si realizza attraverso l’organizzazione di spazi, tempi, gruppi di apprendimento, ed esperienze finalizzate a promuovere la crescita globale dei bambini.
Nell’ultimo capitolo, infine, vengono richiamati gli interventi strategici per la costruzione e la tenuta del sistema integrato e per il superamento dell’attuale split system tra servizi 0-3 e scuole dell’infanzia. In particolare per lo sviluppo del sistema 0-6: l’estensione dei Poli per l’infanzia, la stabilizzazione delle Sezioni Primavera, il coordinamento pedagogico territoriale e la formazione continua del personale.
Una cornice di elementi comuni che sfidano scuole e servizi alla costruzione di un percorso educativo e di istruzione unitario, capace di valorizzare le specificità dei singoli segmenti, ma all’interno di un “continuum" inteso come condivisione di riferimenti teorici, coerenza del progetto educativo e scolastico, intenzionalità di scelte condivise” .

Lara Vannini
Responsabile Coordinamento pedagogico FISM Bologna e membro aggregato della "Commissione nazionale 0-6"