Newsletter del 21 maggio 2021

Assemblea provinciale FISM/1. Solo cose belle: "La Rete siamo noi"

Il tradizionale appuntamento della Federazione bolognese si è svolto sabato 8 maggio al Cinema Tivoli. Tra gli intervenuti: Giampietro Saccon, per parlare dell'“Accordo di Rete Veneziano” (esperienza di una rete fra scuole consolidata); don Gabriele Porcarelli, referente per le scuole parrocchiali della diocesi di Bologna; l'avvocato Marco Masi. Al presidente FISM Bologna Rossano Rossi abbiamo chiesto un bilancio.

Sabato 8 maggio si è svolta l’assemblea provinciale delle Scuole e Servizi associati a FISM Bologna. Due sono state le espressioni che ben sintetizzano i contenuti proposti: cose belle e fare rete.
Nonostante le difficoltà vissute negli ultimi due anni, abbiamo voluto dare evidenza delle tante “cose belle” realizzate: il consolidamento, anche con nuove modalità, delle relazioni e del confronto fra i gestori; la cura della formazione e del rapporto con le coordinatrici; i corsi online sulla sicurezza; le nuove aperture di servizi 03; la formazione IRC; l'esperienza del Servizio Civile… Le principali esperienze positive sono state presentate in un video “Solo cose belle” disponibile al seguente link
https://www.fism.bo.it/federazione-italiana-scuole-materne/Notizia-120@462.html
Non significa che non siamo consapevoli delle difficoltà, che non vediamo le preoccupazioni, che non cogliamo i segnali di pericolo; semplicemente abbiamo voluto segnalare, innanzitutto a noi stessi, che il bene c’è, che il bello è presente, che il buono può ancora essere fecondo…
Lavorare per un NOI può essere una possibile via per dare soluzione alle difficoltà che ciascuna singola scuola vive; il NOI è già di casa nella nostra Federazione. Il NOI può essere un obiettivo da approfondire per il futuro delle scuole: fare RETE. Nel concreto può significare ad esempio che un gruppo di scuole (due, tre, quattro…) decide di condividere la gestione di servizi e personale, per una maggior qualità e unità sul territorio, e una possibile efficienza economica.
Abbiamo potuto ascoltare l’esperienza di cinque scuole parrocchiali della provincia di Venezia che da un paio di anni hanno avviato un progetto di rete mettendo in comune: segreteria, coordinatrice didattica, consulente del lavoro e commercialista, Rspp... Un percorso innovativo, non privo di difficoltà (lavorare insieme non è immediatamente semplice) che ha bisogno di gradualità e attenzioni alle diverse realtà. Un percorso che comunque è sempre più avvertito come una reale risposta alle fragilità delle singole scuole e ancor di più come progetto in grado di qualificare la proposta formativa delle scuole cattoliche sul territorio di riferimento.
Anche a Bologna sono presenti e si stanno avviando alcune esperienze di Rete. La collaborazione tra scuole può essere un modo per perseguire meglio lo scopo educativo della scuola. Il legame con altre realtà scolastiche esprime meglio l’orizzonte ideale grande dell’educazione, più grande del singolo tentativo, meglio di un certo campanilismo che il più delle volte è il contrario dell’educazione.

Rossano Rossi, presidente FISM Bologna

Assemblea provinciale FISM/2. Mettersi insieme, una sfida culturale

Dopo l'importante appuntamento promosso dalla Federazione di Bologna abbiamo raccolto alcune reazioni tra le scuole presenti. C'è un comune sentire sull'importanza del lavoro in rete e non solo per i risvolti economici. La percezione che in questa opportunità storica le scuole della FISM possano diventare protagoniste nelle voci di alcuni partecipanti.

“Solo cose belle” e “lavoro in rete”. Queste le espressioni-chiave dell'assemblea FISM.
La prima espressione ci riporta al senso profondo delle nostre motivazioni educative e del nostro operare: al di là delle difficoltà, delle paure, dei cambiamenti di questo tempo di pandemia, ciò che resta inalterato è la bellezza di educare, di vedere che la vita dei bambini cresce e si sviluppa, anche mediante il lavoro di riflessione, di progettazione, di azione che quotidianamente si svolge nelle nostre scuole. Questa è una realtà “bella”, è una linfa che ci regala vita autentica, che, per fortuna, neppure l’emergenza sanitaria ha potuto cancellare.
La seconda espressione-chiave ci aiuta ad allargare gli orizzonti, ricordandoci che insieme è più facile ottimizzare risorse, ma soprattutto superare ostacoli, maturare un pensiero resiliente e creativo. Che non sia proprio questo il “segno profetico”, il “germe di speranza” che le nostre scuole sono chiamate ad essere e a far fruttificare nell’oggi?
Suor Giusi Rudelli - Coordinatrice ed insegnante
Scuola dell’Infanzia Parrocchiale “Sacro Cuore” di Altedo (Malalbergo)

Cosa mi sono portata a casa dall’assemblea?
Intanto un bellissimo senso di condivisione. La FISM è la nostra Rete. Per essere rete nella rete bisogna provare la sensazione di camminare insieme, non soltanto di non essere soli.
In secondo luogo mi sono portata a casa anche un nuovo modo di fare assemblea, con temi e interventi mirati. L’avere chiaro di che cosa si vuole parlare e qual è la direzione nella quale si vuole andare, trasmette una grande sensazione di chiarezza, di un futuro e di un cammino insieme. Questa modalità un po’ nuova di fare assemblea mi è sembrata produttiva: tanti semi lanciati che prima poi germoglieranno in chi ha partecipato.
Infine devo dire che ho avvertito un senso di protezione: grazie alla FISM mi sono sentita in buone mani. Nel cammino verso un nuovo modello la FISM ci accompagna con un’idea chiara, un "vestito" che può cambiare a seconda dei luoghi, delle scuole. Un vestito ideato e pensato che va poi misurato addosso a ciascuno.
Michela Prando - coordinatrice
Scuola dell'infanzia “Sant'Anna” di Sabbiuno (Castel Maggiore)

Dopo l'assemblea si torna a casa con l'idea che mettersi in rete è ormai un'esigenza non solo economica ma quasi valoriale. Negli interventi non si è ragionato solo in termini economici. E' vero, se le scuole si mettono in rete c'è anche un risparmio, ma il motivo principale che deve suggestionare le scuole è un altro: unirsi, avere una unità di intenti, mettere in comune e in circolo idee, valori, persone e ovviamente anche buone pratiche.
Questo stimolo, che la FISM ha seminato in tutti quelli che hanno seguito l'assemblea, mi sembra in piena sintonia con la "Fratelli tutti" di papa Francesco e quindi credo che ci sia anche un respiro ecclesiale in quello che è stato detto. Il discorso non è solo "stiamo affondando, diamoci una mano", ma soprattutto "facciamo tesoro di quello che il Papa ci sta chiedendo e cominciamo a lavorare insieme".
Gian Mario Benassi - direttore
Scuola “Sacro Cuore” (via Bombelli - Bologna)

Scuola dell'infanzia "Sacro Cuore" di Budrio. In festa per le suore

Venerdì 14 maggio, presso la chiesa di San Lorenzo a Budrio, è stata celebrata la Messa per ricordare la presenza nel nostro territorio negli ultimi ottant’anni delle “Serve di Maria Santissima Addolorata” di Firenze, fondatrici della nostra scuola. Parallelamente, grazie all’iniziativa di alcuni adulti che da bambini hanno frequentato la scuola dell’infanzia, è stata allestita una mostra storica emozionante.

All'evento hanno presenziato: una rappresentanza di suore da Firenze, accompagnate dalla Madre Superiore attuale, Suor Simona, e dalla precedente, Suor Paola; le suore della scuola dell’Infanzia “Sacro Cuore” di Budrio con la direttrice Suor Bertha; le insegnanti e il personale non docente; tutte le famiglie ed i bambini attualmente iscritti nell’Istituto; e le autorità locali con il Sindaco di Budrio, Maurizio Mazzanti.
La Messa è stata accompagnata da un ballo di ringraziamento al Signore, preparato da alcune suore indiane in costume tipico, e dal canto alla Vergine Maria preparato dai bambini della sezione Gufetti ("grandi") insieme alla loro insegnante Anna Mengoli.
Al termine della celebrazione ha preso la parola il signor Claudio Stagni, al quale va il nostro ringraziamento per aver organizzato la mostra "I bambini del “Sacro Cuore”: la storia delle Suore Serve di Maria Santissima Addolorata", che sarà aperta al pubblico fino al 13 giugno nella chiesa di S. Agata (via Marconi 35 - Budrio).
A seguire sono intervenuti il curatore della mostra Leonardo Arrighi e la Madre Superiora Suor Simona, che ha ricordato la missione educativa e di servizio delle suore della Congregazione, mossa dall’impegno verso i bambini e le famiglie del territorio.
Poi, il Sindaco di Budrio Maurizio Mazzanti ha raccontato i suoi anni come genitore all’interno della scuola dell’infanzia, sottolineando l’identità cristiana e laica dell’educazione proposta dalla scuola ed i valori sociali ed umani trasmessi da tutto il personale scolastico.
Infine, come portavoce del corpo docente, ho ricordato il valore profondo della Scuola dell’Infanzia “Sacro Cuore” come comunità educante che si propone come servizio educativo aperto al territorio, caratterizzato da una sinergia tra insegnanti, suore e famiglie.
La mostra ospita una carrellata storica di questi ottant’anni di vita, caratterizzata da foto e da oggetti che testimoniano il percorso e la presenza forte e radicata delle suore e di tutto il personale scolastico che si è succeduto nel tempo, fino ai giorni nostri.
Un segno dell’opera e della presenza delle suore sul territorio e un’importante memoria storica per tutta la comunità budriese.

Erica Zarri, insegnante