Newsletter del 3 dicembre 2021

Natale. Don Luigi Gavagna:"Anche Gesù ha avuto bisogno di una famiglia"

Siamo già entrati nei giorni che ci preparano alla festa del Natale. Per sentimento comune, il Natale è una festa da vivere nel contesto della famiglia: infatti un vecchio proverbio recita “Natale con i tuoi”. E mai come in questi tempi, la famiglia assume una grande importanza. Questo il punto di partenza della riflessione proposta dall'assistente ecclesiastico diocesano FISM

Anche Gesù ha avuto bisogno di una famiglia, di un padre, di una madre, di un paese, di un popolo, di una cultura, di una tradizione, per sviluppare e far maturare la sua umanità.
In sintesi, la persona di Gesù, che pure ha un’origine soprannaturale, ha seguito la legge naturale per raggiungere la sua maturità umana. Se questo dato vale per Gesù, ciò significa che è un fatto irrinunciabile anche per ogni persona che nasce in questo mondo.
Anche Gesù ha condiviso in tutto la vita di una famiglia, ha obbedito a una madre e a un padre, è stato dentro la vita di un popolo, è appartenuto ad una storia.
E proprio attraverso la figura di S. Giuseppe che, come padre, ha accolto la vicenda di Gesù, Papa Francesco ci ha aiutato quest’anno a confrontarci sulla figura del padre.
“Padri non si nasce, lo si diventa. E non lo si diventa solo perché si mette al mondo un figlio, ma perché ci si prende responsabilmente cura di lui. Tutte le volte che qualcuno si assume la responsabilità della vita di un altro, in un certo senso esercita la paternità nei suoi confronti.
Nella società del nostro tempo, spesso i figli sembrano essere orfani di padre. Anche la Chiesa di oggi ha bisogno di padri…
Essere padri significa introdurre il figlio all’esperienza della vita, alla realtà, non trattenerlo, non imprigionarlo, non possederlo, ma renderlo capace di scelte, di libertà, di partenze. Forse per questo, accanto all’appellativo di padre, a Giuseppe la tradizione ha messo anche quello di “castissimo”. Non è un’indicazione meramente affettiva, ma la sintesi di un atteggiamento che esprime il contrario del possesso. La castità è la libertà dal possesso in tutti gli ambiti della vita.
Solo quando un amore è casto, è veramente amore. L’amore che vuole possedere, alla fine diventa sempre pericoloso, imprigiona, soffoca, rende infelici. Dio stesso ha amato l’uomo con amore casto, lasciandolo libero anche di sbagliare e di mettersi contro di Lui. La logica dell’amore è sempre una logica di libertà, e Giuseppe ha saputo amare in maniera straordinariamente libera. Non ha mai messo stesso al centro, ha saputo decentrarsi e mettere al centro della sua vita Maria e Gesù.
La felicità di Giuseppe non è nella logica del sacrificio di sé, ma del dono di sé. Non si percepisce mai, in quest’uomo, frustrazione ma solo fiducia. Il suo persistente silenzio non contempla lamentele, ma sempre gesti concreti di fiducia. Il mondo ha bisogno di padri, rifiuta i padroni, rifiuta cioè chi vuole usare il possesso dell’altro per riempire il proprio vuoto; rifiuta coloro che confondono autorità con autoritarismo, servizio con servilismo, confronto con oppressione, carità con assistenzialismo, forza con distruzione. Ogni vera vocazione nasce dal dono di sé, che è la maturazione del semplice sacrificio". (Francesco, Patris corde, n.7).

Don Luigi Gavagna

Galliera. Lavori al "Sacro Cuore". E i papà si rimboccano le maniche

A scuola c'era bisogno di sistemare alcuni giochi, ristrutturare il giardino e ripensare il suo utilizzo. Come fare? L'idea delle insegnanti è stata vincente: coinvolgere i padri, quelle figure un po' meno presenti, anche perché di solito a scuola si vedono le mamme. Vi raccontiamo come è andata

Perché la proposta ai padri? Spiega Enrica Scazza, coordinatrice della Scuola dell'infanzia Sacro Cuore di Galliera: "Sicuramente perché hanno qualche competenza in più. In secondo luogo, perché era un modo originale di coinvolgerli e farli incontrare. Un'occasione per rinsaldare il filo della comunità, dopo due anni di pandemia. Sono stati una quindicina i padri che hanno aderito, impegnati a turno in quattro pomeriggi e un sabato. Ci ha stupito il loro entusiasmo, la praticità, la facilità di fare le cose insieme. Merenda compresa".
Di seguito le testimonianze di tre papà che hanno partecipato all'iniziativa.

"Quando le maestre ci hanno chiesto di fare alcuni lavori per migliorare il giardino della scuola, abbiamo formato un gruppo di papà che avevano disponibilità e, in alcune giornate di lavoro, abbiamo realizzato delle cucine giocattolo con pallet, delle capanne di bambù, un piccolo percorso ad ostacoli e abbiamo fatto alcuni interventi di manutenzione. Tutto il materiale era di riciclo e a costo zero; abbiamo usato anche un po'di inventiva. Mentre si lavorava ci siamo anche conosciuti e divertiti; non sono mancate merende e un pranzo sontuoso, offerto dalle maestre per festeggiare la conclusione dei lavori".
Matteo

"Sono il papà di un bambino che ha iniziato quest’anno la Sacro Cuore.
Per me è stata un’esperienza bella e divertente per tre motivi:
il primo è che abbiamo progettato e creato, con materiali per lo più riciclati, i giochi da giardino per i nostri figli, seguendo le richieste delle maestre.
Il secondo è aver conosciuto gli altri papà, lavorando con loro fianco a fianco, scambiandoci idee su come procedere nei progetti, creando i giochi e cercando di renderli sicuri e belli.
Terzo aver conosciuto le insegnanti che, con tanta pazienza e passione, seguono i nostri piccoli.
L’integrazione tra papà nella scuola e la collaborazione con persone che non conoscevo, mi hanno divertito molto".
Paolo

"Ecco cos’ho visto durante i lavori nella nostra scuola, insieme ad altri genitori: divertimento, voglia di fare gruppo, entusiasmo anche durante la fase operativa vera e propria. Insomma, si può dire che noi papà e le maestre abbiamo creato la miscela perfetta per ottenere questo piccolo grande successo.
Mi piace pensare che anche noi genitori abbiamo dato il nostro piccolo contributo, per rendere ancora più bello il percorso che i nostri figli hanno intrapreso, insieme alle loro eccezionali maestre e nutro un piccolo sogno: spero che un giorno i nostri bambini diventino gli adulti che effettueranno, a loro volta, dei lavori nella scuola dei loro figli". Marco




Imola. Oasi Santa Teresa: i padri scendono in campo.

Tutto nasce da una condizione comune a molte scuole dell'infanzia paritarie: il fatto che la pandemia non permette di coinvolgere i genitori come accadeva un tempo. Il team dei docenti si è trovato d'accordo sulla necessità di trovare una modalità per far sentire, soprattutto i papà, parte integrante della scuola.

Racconta Luca Pausini, insegnante della scuola dell'infanzia Oasi Santa Teresa di Imola: "Attraverso un confronto con le insegnanti, si è deciso di coinvolgere i genitori con una modalità che prevedesse l’utilizzo dello spazio esterno. Il laboratorio outdoor ci è sembrato una modalità giusta per il periodo che stiamo vivendo, che preclude ai genitori la possibilità di entrare negli spazi interni della scuola". Prosegue l'insegnante: "Grazie al supporto dei rappresentanti dei genitori, abbiamo iniziato un percorso volto a valorizzare la nostra pineta. In questa prospettiva, abbiamo chiesto la disponibilità ai genitori a coinvolgersi in questo progetto. C'è stata, soprattutto da parte dei papà, una grande adesione. Sono arrivati al nostro laboratorio portando moltissimo materiale. I papà hanno iniziato a costruire una cucina giocattolo utilizzando elementi di recupero e un bancone per fare esperienza con materiali naturali". C'è un fermo immagine che sintetizza il successo dell'iniziativa? "Sicuramente" conclude Pausini. "La collaborazione dei genitori di sezioni diverse, che insieme costruivano qualcosa per i loro bambini. Dato che l’adesione è stata molto alta e l’esperienza è stata sicuramente valida, pensiamo di continuare questa attività durante l’anno scolastico, compatibilmente con la situazione".

Nella foto un momento dei lavori.