
Le “Linee guida regionali per la promozione dell’educazione all’aperto dalla nascita ai sei anni, nei giardini educativi e scolastici e nelle aree dedicate a bambini e famiglie, in città e nel territorio”, riconoscono e valorizzano il ruolo degli spazi all’aperto come luoghi di incontro, gioco, socialità e apprendimento, integrandoli nella progettazione educativa e didattica dei servizi per l’infanzia.
Il documento è frutto di un lavoro collettivo multidisciplinare (Regione Emilia-Romagna, Università di Bologna, Arpae, Ufficio Scolastico Regionale, Comuni e Unioni di Comuni, con la Consulenza di Azienda USL di Bologna), e intende rappresentare un'opportunità concreta per connettere e integrare diverse dimensioni – culturale, educativa, sanitaria, sociale, pedagogica, tecnica, ambientale e politica – nella progettazione e valorizzazione delle aree verdi. Il testo porta a sintesi le esperienze già attive sul territorio regionale, sostiene l’utilizzo di materiali naturali, la biodiversità e la responsabilità condivisa fra tutti gli attori coinvolti nelle progettazioni e realizzazioni di spazi educativi all’aperto, nei giardini dei servizi educativi e delle scuole.
In occasione della presentazione delle Linee, la Regione Emilia-Romagna ha lanciato un’iniziativa, invitando scuole e servizi educativi a promuovere eventi all'aperto nella giornata del 25 marzo.
Alcune realtà federate hanno accolto la proposta; tra queste, il Polo dell’infanzia “Figlie di Sant’Anna” di Bologna. Racconta la pedagogista Lisa Giarola: "Nel nostro progetto "Continuità" rientra il laboratorio di inglese che i bambini della scuola dell'infanzia svolgono con l'insegnante della primaria. Quindi, nella giornata del 25 marzo, abbiamo pensato di proporre l'attività di inglese nel nostro grande giardino. I bambini sono stati molto contenti di questa novità. Ai bambini della scuola dell'infanzia si sono aggiunti quelli della sezione "Primavera" che, pur non seguendo la lingua inglese, hanno reagito con molto entusiasmo. Un'esperienza sicuramente da ripetere".
Nella foto il Polo dell'infanzia "Figlie di Sant'Anna"

Sabato 18 aprile si è svolta a Budrio l’inaugurazione del Nido d’Infanzia Colibrì, un traguardo importante per l’Istituto delle Suore Serve di Maria SS. Addolorata e per i servizi all’infanzia sul territorio. Il nuovo Nido si unisce ed integra la scuola dell’Infanzia Paritaria Sacro Cuore, attiva sul territorio dal lontano 1940, diventando così Polo per l’Infanzia. Questo nuovo investimento segna un passo importante che rafforza la presenza educativa dell’Istituto, già presente sul territorio di Budrio da oltre ottant’anni, che ha creduto profondamente in questo ampliamento
La Madre Generale Suor Simona Goretti, insieme al Consiglio Generalizio e alla Dirigente Suor Rosangela, ha sostenuto con convinzione la proposta della Coordinatrice Manuela Licitra, investendo risorse e energie per dare una risposta concreta alle esigenze delle famiglie.
Oltre alla partecipazione sentita e convinta di numerose famiglie e del personale dell’Istituto, abbiamo condiviso questo evento con tante istituzioni: la Madre Generale Suor Simona Goretti, la Coordinatrice del Polo Infanzia Dott.ssa Manuela Licitra, la Sindaca di Budrio Debora Badiali, l’Assessora ai Servizi Educativi e Scolastici Franca Martinelli, il parroco Padre Sergio, il Comandante Maresciallo dei Carabinieri Fabio Accurso ed ambedue le coordinatrici FISM, pedagogica Cinzia Mazzoli e gestionale Alessandra Lo Giudice.
La loro presenza ha dato voce al valore sociale, culturale e umano di questo progetto che attraverso l’apertura del Nido Colibrì e nella visione del Polo Infanzia Sacro Cuore, vuole offrire un percorso educativo che accoglie bambini dai 12 mesi ai 6 anni, abbracciando un arco di tempo prezioso in cui si gettano le basi della personalità, delle relazioni e della curiosità verso il mondo. Un progetto che vuole sottolineare la forza della continuità educativa, quel filo che unisce i primi passi dei nostri bambini e si traduce in un percorso che cresce insieme a loro. Il passaggio dal Nido alla Scuola dell’Infanzia diventa così un’evoluzione naturale, preparata con cura e vissuta con serenità. Un luogo dove gli educatori e le insegnanti lavorano insieme, affinché ogni bambino sia accompagnato con uno sguardo unitario e le famiglie trovino un punto di riferimento stabile, un luogo che conosce i loro figli e li segue nel tempo, costruendo fiducia reciproca. Questa continuità vuole creare un clima di sicurezza e di appartenenza in ambienti che parlano i medesimi valori, con una metodologia unitaria – non frammentata - che collega e accompagna la crescita di ciascuno.
La cerimonia simbolica del taglio del nastro da parte della Madre Generale dell’Istituto e della Sindaca è stato il momento culminante ed emozionante, vissuto con gioia festosa da parte di tutti i partecipanti.
Un ringraziamento particolare va a tutte quelle speciali famiglie di Budrio che, negli anni, hanno accompagnato la scuola con fiducia, partecipazione ed affetto, contribuendo a costruire la comunità educante che oggi trova nel Polo Infanzia 0/6 la sua forma più completa.
Manuela Licitra, coordinatrice educativo-didattica del Polo infanzia “Sacro Cuore” di Budrio
Nella foto un momento dell'inaugurazione

I bambini, qualche giorno prima della Festa, facendo una camminata per il paese per andare a vedere dove si sarebbero esibiti, osservando le locandine hanno esclamato: “Ma allora siamo famosi!” Il loro entusiasmo era palpabile: negli occhi brillava la curiosità e nelle loro voci si percepiva l’emozione di prepararsi ad un momento speciale
Anche per le insegnanti l’attesa è stata intensa, fatta di cura dei dettagli, di prove, di piccoli gesti pensati per rendere quella giornata davvero “primaverile” fuori e dentro i cuori dei bambini e dei genitori, nella speranza di lasciare uno sguardo pieno di colore nelle persone. Effettivamente la giornata è stata carica di gioia condivisa.
Quando finalmente, il 18 aprile, la festa ha preso vita, ogni emozione è sbocciata insieme alla primavera. I bambini sono stati i veri protagonisti, esprimendosi con spontaneità e creatività: hanno cantato con entusiasmo brani come “Volare” e “Gesù bambino come noi”, e si sono lasciati andare con gioia al ritmo coinvolgente di “Tu vuo’ fa’ l’americano”. Attraverso il canto e la danza, hanno condiviso non solo musica, ma anche sorrisi, complicità e senso di appartenenza, vivendo un’esperienza che ha nutrito il loro sviluppo emotivo, relazionale e creativo.
La presenza delle famiglie ha reso tutto ancora più intenso. Non solo una festa ma anche un momento di crescita condivisa. In quell’incontro tra scuola e famiglia si è rafforzato un legame prezioso, fondato sulla fiducia e sulla corresponsabilità educativa. Gli adulti, con la loro presenza affettuosa, hanno contribuito a creare un clima accogliente, in cui ogni bambino si è sentito valorizzato.
La giornata ha avuto anche un profondo significato cristiano. Il canto di “Gesù bambino come noi” ha richiamato con dolcezza il messaggio di un Dio vicino, che si fa piccolo tra i piccoli. È stato un momento semplice ma ricco di significato, capace di trasmettere valori fondamentali come l’accoglienza, la tenerezza e l’attenzione verso l’altro.
La festa di paese è stata un’occasione per aprire le porte della scuola, per invitare la comunità stessa ad avere a cuore questa bellissima realtà. Anche nella Messa del sabato e della domenica si è pregato per i bambini e per tutte le persone che a scuola si prendono cura di loro (le insegnanti, la cuoca, l’ausiliaria) e le offerte raccolte verranno utilizzate per sostenere alcune spese della scuola.
Questo allargarsi al paese ha dato all’evento un valore ancora più grande: ha trasformato una celebrazione scolastica in un’esperienza comunitaria, in cui relazioni, tradizioni e valori si sono intrecciati, rafforzando il senso di appartenenza e di identità.
La Festa di Primavera si conferma così molto più di un semplice evento: è un’esperienza educativa completa, che unisce apprendimento, espressività, emozioni, valori umani e cristiani. Un momento che resta nel cuore dei bambini, delle famiglie e delle insegnanti come un ricordo prezioso, capace di raccontare la bellezza del crescere insieme, giorno dopo giorno, all’interno di una comunità viva e accogliente.
Polo dell’infanzia “San Giacomo” di Pianoro Vecchio
Nella foto l’invito alla Festa di primavera preparato dai bambini
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