Newsletter del 25 febbraio 2022

Vicariato di Galliera. "Così il cuore di madre matura nel quotidiano"

"Gesù scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini" (Lc 2, 51-52). Nella serata di martedì 15 febbraio, ci siamo ritrovati per partecipare all’appuntamento programmato all’interno dell’iniziativa della Festa della famiglia. Ha aperto don Luigi Gavagna, parroco di San Giorgio di Piano, richiamando l’incontro svolto lo scorso anno dal titolo "Cuore di padre", sottolineando l’importanza delle due funzioni, paterna e materna, nella crescita dei figli.

L’incontro è proseguito con le testimonianze toccanti di tre mamme, Alessandra, Ylenia e Alba, che con grande generosità hanno raccontato cosa vuol dire per loro essere cuore di madre e con le riflessioni di Marco Tibaldi, teologo e di Luisa Leoni Bassani, neuropsichiatra infantile. La prima testimonianza apre con la domanda, molto intensa: “Ma io sono un cuore di madre?” La vita, per continuare ad esistere, ha bisogno di essere accolta nel cuore di qualcuno e il denominatore di tutte le mamme è l’amore per i propri figli. Talvolta non nasce necessariamente dall’avere o meno un istinto materno, ma ciò che lo rende possibile è guardare i figli come doni particolari. Ogni madre, quando incontra un figlio, si confronta con un mondo che non conosce e da lì inizia ad entrare in quel mondo dando a ciascun figlio la possibilità di esprimersi per quello che è. Ogni figlio arriva con il suo “fagotto” per insegnarci qualcosa e renderci più attente al suo cuore e alla sua unicità. Essere cuore di madre significa anche incontrare paure, dubbi, fatiche e dolori, che vanno accolti, ascoltati e che generano quella forza che rende possibile la cura anche di ferite e cicatrici, che fa diventare ancora più prezioso il cuore che ospita. “E’ nell’esperienza vissuta ogni giorno che matura un cuore di madre”, afferma Bassani (tratto dagli appunti dell’incontro). “Anche Maria, la madre di Gesù, si è dovuta districare in mezzo ad una realtà che l’ha fatta crescere di giorno in giorno e dal momento dell’annuncio ricevuto dall’Angelo (Rallegrati piena di grazia, il Signore è con te), quel sorriso Maria non lo ha mai perso”-commenta Tibaldi (tratto dagli appunti dell’incontro). “Maria ospita, guarda, raccoglie tutto: sta ad aspettare che senso ha quello che sta accadendo dentro a questo figlio che è lì davanti a lei. La vita del figlio le è affidata ma sa che, affinché il figlio cresca, è fondamentale lasciarlo andare”- dice Bassani (tratto dagli appunti dell’incontro). Una mamma ha parlato della libertà della verità: nessuno può dire dentro di sé di essere all’altezza di questo compito, di dare senso alla vita dell’altro. Perché il figlio cresca è fondamentale che ci sia questa consapevolezza: che lui può camminare. Maria ha concepito un figlio per l’eternità, per la resurrezione di Lui e di tutti: è la grande scoperta di Maria che nasce dal coraggio di aver detto quel sì.

L’incontro è stato molto ricco e ci ha donato tanti spunti per continuare a riflettere sul cuore di madre che, come ha detto la dott.ssa Bassani, è per ciascuno di noi “certezza dell’origine, certezza di appartenenza, certezza del legame amoroso.”

Coordinamento pedagogico FISM Bologna


Giornata dei calzini spaiati. Quando la diversità non fa più scandalo

Il tradizionale appuntamento è stato celebrato il 4 febbraio. E' nato una decina di anni fa su iniziativa di una maestra della provincia di Udine, per sensibilizzare sull'autismo e altre diversità. Il messaggio che vuole lanciare è di solidarietà. I calzini spaiati indicano la volontà di celebrare la diversità come ricchezza. Vi raccontiamo le esperienze di due scuole dell'infanzia federate FISM: "Sacro Cuore" di Toscanella e "Beata Vergine di Lourdes" di Zola Predosa.

"Noi"- racconta Daria Galluccio, insegnante della scuola dell'infanzia Sacro Cuore di Toscanella -"abbiamo celebrato la giornata come avviene ormai da molti anni, facendo venire tutti i bambini e gli insegnanti con i calzini spaiati. Abbiamo preparato dei cartelloni che riportavano frasi come "La diversità è una ricchezza", "Diverso è bello". Abbiamo poi raccontato ai bambini una storia per trasmettere loro il messaggio della Giornata: per partecipare non serve altro che indossare due calzini diversi, più colorati e stravaganti possibili. E infine abbiamo condiviso tutto questo nella pagina Facebook della scuola". Per quanto riguarda le reazioni dei bambini, l'insegnante le sintetizza così: "Sono sempre meravigliose, come avviene di fronte ad ogni iniziativa particolare. Si sono divertiti molto a fare i cerchi per terra unendo i pedini con tutti i calzini spaiati. Avendo anche dei bambini affetti da autismo, con questa esperienza abbiamo sensibilizzato ancora di più i compagni". Conclude Galluccio: "Dopo il Covid, nella Giornata dei calzini spaiati oltre alle diversità abbiamo pensato anche a chi è rimasto solo: è un po' il simbolo del calzino rimasto senza suo fratello gemello".
Elisabetta Romagnoli, insegnante di religione alla scuola dell'infanzia BVL di Zola Predosa, ricorda che quella celebrata il 4 febbraio per loro è stata una "prima" assoluta. "Abbiamo saputo per caso dell'iniziativa grazie a una collega della primaria di Bazzano che l'ha condivisa con noi. La cosa ci è piaciuta e alla vigilia abbiamo mandato una mail ai genitori. Il giorno dopo tutti i bambini avevano i calzini spaiati. Abbiamo colto l'occasione per leggere una storia dal titolo "La cosa più importante" che parla degli animali e del fatto che ognuno ha la sua caratteristica". Aggiunge Romagnoli: "Noi la giornata della diversità la viviamo tutti i giorni, tra noi colleghi, con le dade. Per noi la diversità è la cifra del nostro modo di lavorare. E' prima di tutto unicità: ciascuno, proprio perché è unico, ha le sue potenzialità, le sue bellezze, i suoi talenti. Nell'insegnare religione cerco di trasmettere questo non solo con la mia persona (per la mia disabilità ho bisogno degli altri, ma la stessa diversità è una ricchezza per tutti), ma punto a trasmettere il valore da cui parte tutto: Gesù ci guarda con uno sguardo diverso e unico".

"Il Pellicano". Incontro ravvicinato con l'assessore alla scuola Ara

L'invito è maturato in occasione del Concerto di Natale promosso dalla Cooperativa per raccogliere fondi in favore della disabilità. Alla serata, animata nella cattedrale di San Pietro dai canti del gruppo napoletano Damadakà, ha presenziato anche l'assessore alla scuola del Comune di Bologna, coinvolto nell'iniziativa dal consigliere comunale Nicola Stanzani

"In occasione del concerto" - conferma Lucia Fanfoni, coordinatrice dell’attività didattica ed educativa delle scuole dell’infanzia Minelli Giovannini e Cristo Re - "è nata l'idea di far conoscere all'assessore Daniele Ara la realtà delle nostre scuole paritarie: quelle dell'infanzia e la primaria. E così una ventina di giorni fa, presso il "Pellicano", ha avuto luogo un incontro informale tra i responsabili della Cooperativa e l'assessore". Conferma Fanfoni: "E' stata una chiacchierata di largo respiro sulle scuole paritarie. Si è parlato delle tematiche che sono al centro dell’attenzione: l’aiuto alle famiglie, la disabilità, le convenzioni del Comune per le scuole dell’infanzia. Da parte dell’assessore c’è stata disponibilità ad ascoltare la vita di queste realtà, che peraltro conosce attraverso i tavoli di lavoro dedicati in particolare a tutti servizi 0-6 che sono di competenza diretta del Comune". Aggiunge la coordinatrice: "Si è parlato anche di come possa essere aiutata la famiglia in una scelta eventuale di scuola paritaria. Questo anche dal punto di vista dei contributi economici che già ci sono, ma che possono essere ulteriormente migliorati nella prospettiva di una effettiva libertà di scelta. Un altro punto toccato è la possibilità di estensione dei contributi per la disabilità, già presenti nello 0-3, anche alla scuola dell'infanzia. Al termine, si è convenuto sul fatto che il sistema scolastico integrato 0-6 possa essere una risorsa preziosa".