Newsletter del 3 giugno 2022

Bambini ucraini. Storie di accoglienza nelle scuole dell'infanzia FISM

Di fronte al dramma della guerra piccole fiammelle, nonostante tutto, continuano a illuminare tracce di solidarietà che coinvolgono bambini, insegnanti e famiglie. Oggi ci soffermiamo sull'esperienza di due realtà educative: ce ne parlano le coordinatrici della "Santo Spirito" (Imola) e della "Damiani" (Marano di Castenaso).

Quando dal Comune di Imola, a metà marzo, ci è arrivata la proposta di dare la nostra disponibilità ad accogliere alcuni bambini ucraini nella nostra scuola, ci siamo dimostrati subito disponibili ad intraprendere questa nuova esperienza, consapevoli della complessità della situazione dalla quale provenivano, ma senz'altro pronti a fare la nostra parte. Dopo qualche rallentamento dovuto alla burocrazia, finalmente l'11 aprile è iniziata la nostra avventura!
Le prime bambine ad arrivare sono state Elina e Sofia, due sorelline, che sono state accolte nella sezione blu.
Abbiamo iniziato l'inserimento nel giardino della scuola: abbiamo fatto le bolle di sapone, giocato all'aria aperta e le bambine hanno scartato un piccolo regalo di benvenuto. Avevamo spiegato agli altri bambini della sezione che sarebbero arrivate due sorelline che non parlano la nostra lingua, ma che cercavano una scuola in cui andare e noi, fortunatamente, il posto lo avevamo.
Da subito, e nella maniera più spontanea possibile, come solo i bambini sanno fare, hanno giocato insieme e si sono presi per mano e, osservandoli, ho capito ancora meglio quanto vera sia la frase che dallo scorso anno scolastico campeggia nella sezione: "I bambini sanno qualcosa che la maggior parte della gente ha dimenticato".
Sono poi arrivate Veronika, Viktoria, Veronika, Sofia e Anhelina e domani, dopo sette meravigliose principesse, arriverà anche un bel maschietto: Danilo. Siamo davvero felici e, come abbiamo detto ai genitori, si sta rivelando una bellissima esperienza di accoglienza, condivisione e fratellanza per tutti!
E quando, dopo appena un mese di scuola, Elina ha cantato tutta "La bella lavanderina"... ci siamo sentiti immensamente grati!

Maria Elena - coordinatrice scuola dell'infanzia Santo Spirito di Imola

Simona Borea (coordinatrice Scuola Damiani) racconta l'esperienza a Marano di Castenaso. "Noi abbiamo accolto 5 bambini ucraini che ci sono stati segnalati dal Comune. Come scuola ci siamo poi messi in contatto con le famiglie ospitanti. I bambini frequentano mezza giornata, dalle ore 9 alle 13. Vengono accompagnati a scuola da un gruppo di volontari con un pulmino della parrocchia e poi riportati a casa. Per fare fronte a questa accoglienza, abbiamo iniziato la collaborazione con due mediatrici culturali che si alternano e ci aiutano a supportare il rapporto con i bambini". Reazioni? "Le famiglie dei nostri iscritti"- ricorda Simona - "sono state molto contente dell'iniziativa e sono protagoniste di questa integrazione: infatti hanno invitato i nuovi arrivati alle feste di compleanno, per aiutarli ad entrare nella vita comunitaria della scuola. Da parte loro i bambini si sono integrati bene. Noi, vista la situazione drammatica da cui provengono, eravamo un po' preoccupati. In realtà ci siamo accorti che il bisogno principale di questi bambini è quello di stare insieme agli altri, divertirsi e socializzare, un bisogno confermato dal loro sorriso e dalla loro serenità. Giocare insieme, abbiamo scoperto, non ha bisogno di mediazioni linguistiche".

Nella foto, l'accoglienza dei bambini ucraina nella scuola "Santo Spirito".

Medicina. La scuola dell'infanzia "San Mamante" compie 50 anni di storia e promozione della cultura dell'infanzia

La nostra scuola ospita, in molti casi, i figli di genitori che a loro volta l’hanno frequentata e che si sentono accolti con il medesimo affetto ed attenzione, riconoscendo e apprezzando l’innovazione della proposta didattica attuale. "Tutti noi"- ricorda la coordinatrice- "siamo orgogliosamente custodi della tradizione e al contempo attenti al rinnovamento".

Facciamo un passo indietro di 50 anni e ripercorriamo la storia della scuola, mettendo in evidenza come negli anni si sia dato, via via, sempre maggiore attenzione e riconoscimento alla cultura dell’infanzia.
A Medicina l'Asilo per l'infanzia ha origini remote: fin dagli inizi del ‘900 esisteva l’Opera Pia Asilo infantile gestita dall'Amministrazione dell'Ospedale e del Ricovero in cui, dalla fine degli anni venti, hanno svolto la loro opera le suore dell'Istituto “Figlie di S. Anna”.
Nel 1971 l'Amministrazione Comunale chiese l'istituzione di due sezioni di Scuola Materna Statale e, ottenendo l'approvazione e il finanziamento dal Ministero, decise di utilizzare il fabbricato, di proprietà comunale, in cui operava l'Asilo Infantile.
L’ Opera Pia Asilo Infantile, non potendo più svolgere la propria attività per mancanza di locali, fu costretta a chiudere. Il parroco Don Natale Piazza, su richiesta della comunità parrocchiale, decise di mettere a disposizione i locali di Villa Maria per ospitare la scuola materna, che fu regolarizzata con il permesso del Provveditore agli Studi di Bologna, per l'apertura di due sezioni, il 29/02/1972.
Nell'ottobre 1998, per mancanza di suore, venne assunto il personale laico e dall’1/1/2000 la PARROCCHIA "S. MAMANTE" assunse la piena titolarità della gestione della Scuola Materna, che nel 2001 venne riconosciuta come “scuola paritaria”.
Il 01/09/2003 la Parrocchia di San Mamante ha affidato la gestione della Scuola dell’Infanzia alla Cooperativa Sociale Lavoratori Cristiani. Dal 1/09/2016 la gestione della Scuola, in seguito ad un Atto di Fusione per incorporazione, è passata dalla Cooperativa Sociale Lavoratori Cristiani alla Solco Idapoli, Società Cooperativa Sociale, un’organizzazione ONLUS con sede a Budrio che opera a livello territoriale perseguendo l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini, attraverso la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi. La scuola è federata alla FISM (Federazione Italiana Scuole Materne), in quanto si riconosce nella concezione cristiana dell’educazione e della vita.
I genitori ci dicono che ciò che ci contraddistingue è il sorriso, un sorriso che ogni mattina accoglie i bambini e le famiglie, il sorriso con il quale esprimiamo la gioia di vederli ogni mattina, ma soprattutto la felicità di far parte del loro percorso di crescita.
Tutto il personale educativo e ausiliario crede fortemente che, prima di tutto, un bambino deve sentire di essere amato da chi lo accoglie ogni mattina, perché questo amore gli permetterà di sentirsi importante, di vivere la giornata educativo-didattica in modo sereno e ogni progetto, ogni piccolo o grande scalino da salire verso la conquista delle autonomie, sarà affrontato con la sicurezza che c’è un adulto al suo fianco che crede che ce la farà!
Il 12 Giugno festeggeremo il traguardo dei cinquant'anni con tutti coloro che ci accompagnano quotidianamente nel nostro operato e con le varie generazioni di famiglie, con le quali abbiamo condiviso il percorso di crescita dei loro bambini. Ci auguriamo che possa essere un bellissimo momento di festa.

Letizia Romero, coordinatrice

L'esperienza. Atelier racconta: perché aprire i giardini alle famiglie

Per noi è sempre sembrato naturale che i genitori potessero attardarsi un po’ nei giardini dell’Atelier dopo aver preso i loro bambini, in un momento di scambio e chiacchiere tra adulti. Il nostro spazio verde è nato insieme alla struttura, progettata da subito come continuità e fruizione di laboratori e giochi liberi, di pranzi e merende e di attività con i genitori.

Ogni volta che è possibile facciamo l' accoglienza fuori e lì incontriamo i genitori al mattino, così come le merende e le riconsegne del pomeriggio, gli inserimenti di inizio anno e gli scambi con le altre realtà. Diventa quindi uno spazio molto conosciuto, sicuro e amichevole, dove poter sperimentare serenamente ad arrampicarsi, fare le pappe di fango o correre senza preoccupazioni.
Ma anche uno spazio dove fare attenzione all’altro, rispettare le piante attendendone i frutti, raccoglierne solo un po’ perché siamo tanti. Dove rilassarci leggendo una storia, fare piano piano perché è venuto a trovarci un amico cane, controllare se il cancello è aperto o chiuso e quale attività si sta svolgendo dall’altra parte…
Crediamo sia questa sensazione di “casa” che tanto piaccia ai bambini e ai genitori, ai nonni o anche alle baby sitter, che si fermano dopo le ore 17, magari organizzando una seconda merenda!
Questo stare senza dover organizzare nulla, abbassando un po’ la guardia perché i bambini sanno muoversi nello spazio e tra loro ha regole condivise, tra nido e materna, che sono ben collaudate.
Inoltre, questo facilita i ritiri da parte di un altro genitore che può intanto prendere anche l’amichetto del figlio aspettando l’arrivo della mamma o del papà.
Nel tempo, però, abbiamo dovuto dare alcune regole per problemi di gestione dello spazio, di chiusure e responsabilità, essendo un giardino privato e non ultimo dividerci tra l’uso da parte delle famiglie e quello da parte delle dade per formazioni, riunioni e altro.