
Che cosa intendiamo quando parliamo di “Ambientamento compartecipato?” Per rispondere a questa domanda FISM Bologna ha inserito, all’interno del Piano delle Azioni per gli anni educativi 2024-2025 e 2025-2026, un percorso formativo dedicato a questa tematica
Siamo stati accompagnati dalla Dott.ssa Simona Vigoni, che ci ha permesso di approfondire il significato e le caratteristiche dell’ambientamento compartecipato, offrendo alle educatrici e alle insegnanti spunti di riflessione e nuove pratiche da sperimentare.
Questo approccio prevede, nei primi giorni di frequenza (solitamente tre) del nido o della scuola dell’infanzia, la presenza dei bambini insieme alle loro figure di riferimento, per l’intero arco della giornata educativa. Educatrici, insegnanti, bambini e famiglie condividono, così, un tempo lungo e significativo all’interno di un nuovo contesto educativo, nel quale tutti sono protagonisti.
L’ambientamento diventa, quindi, un processo di conoscenza reciproca durante il quale educatrici, insegnanti e genitori costruiscono gradualmente una relazione di fiducia, condividendo informazioni e osservazioni utili a sostenere il benessere del bambino. Il genitore non entra nel servizio attraverso un semplice “mordi e fuggi”, ma ha la possibilità di “respirare” la quotidianità e di vivere in prima persona il normale svolgersi delle giornate, partecipando attivamente a tutte le ruotine del servizio. Può esplorare gli spazi, osservare il proprio bambino in relazione con gli altri bambini e con le educatrici e insegnanti, può conoscere gli altri genitori e condividere l’esperienza di stare al nido o alla scuola dell’infanzia insieme al proprio figlio. Ha, inoltre, la possibilità di iniziare a elaborare il momento della separazione esprimendo dubbi, domande o preoccupazioni, che vengono accolte e accompagnate dal personale educativo. Questa compartecipazione tra scuola e famiglia permette di compiere i primi passi verso la costruzione di un’alleanza educativa con le nuove famiglie e favorisce in loro il sentirsi parte attiva nel percorso educativo del proprio bambino.
Per i bambini, l’ambientamento compartecipato significa vivere il nuovo ambiente con maggiore gradualità e sicurezza. Possono costruire progressivamente una relazione di fiducia con le educatrici o le insegnanti, esplorare il nuovo contesto partendo da una “base sicura” rappresentata dalla propria figura di riferimento e sperimentare gradualmente la separazione, senza viverla come una rottura brusca e improvvisa. Allo stesso tempo, incontrano gli altri bambini e le diverse figure adulte presenti nel servizio e iniziano a sperimentare il processo di decentramento. Tutto questo avviene all’interno di un tempo lento e disteso, maggiormente rispettoso dei tempi di ciascuno.
Anche per le educatrici e le insegnanti l’ambientamento compartecipato rappresenta una preziosa opportunità di conoscenza. Permette di conoscere il bambino in modo più approfondito, non soltanto attraverso le informazioni raccolte dalla famiglia, ma anche osservandolo direttamente nel suo modo di stare in relazione, esplorare e comunicare. La presenza del genitore consente di raccogliere informazioni significative sulle abitudini, i rituali, gli interessi, le modalità di consolazione e i bisogni del bambino. Attraverso l’osservazione della relazione genitore-figlio, inoltre, le educatrici e le insegnanti possono comprendere quali siano i riferimenti affettivi del bambino e in che modo egli cerchi sicurezza e vicinanza. L’ambientamento compartecipato, quindi, permette di non “ricevere” semplicemente un bambino da ambientare, ma di entrare in relazione con lui insieme alla sua famiglia. La presenza del genitore diventa, così, una risorsa conoscitiva e relazionale: permette di osservare il bambino in un contesto per lui conosciuto e, progressivamente, l'educatrice o l'insegnante diventa lei stessa una nuova figura di riferimento.
Alcune scuole federate, dopo aver partecipato alla formazione condotta dalla Dott.ssa Simona Vigoni, hanno deciso di sperimentare l’ambientamento compartecipato all’interno dei propri servizi. In particolare, seguiranno due articoli che riportano l’esperienza della Scuola dell’Infanzia San Luigi di San Pietro in Casale e del Polo dell’Infanzia Sacro Cuore di Budrio.
Chiara Canella, pedagogista FISM
Nell'immagine un momento della formazione

Nella scuola dell’infanzia San Luigi di San Pietro in Casale, già da due anni abbiamo adottato la modalità dell’ambientamento partecipato. La decisione è nata da una convinzione pedagogica profonda: il benessere dei bambini è condizione essenziale per ogni apprendimento significativo. Non a caso, il benessere rappresenta anche il traguardo prioritario che abbiamo individuato nel Piano di Miglioramento del nostro RAV per il prossimo triennio
Nei primi giorni di frequenza i bambini hanno avuto la possibilità di esplorare il nuovo ambiente scolastico accompagnati da una figura familiare, "base sicura" per loro, che ha favorito un approccio più sereno alla scoperta di spazi, routine e relazioni. I bambini hanno potuto avvicinarsi gradualmente a noi insegnanti e ai compagni, e hanno poi vissuto il distacco con maggiore tranquillità.
Questa modalità richiede certamente un notevole impegno da parte del personale docente: lavorare in presenza dei genitori significa esporsi ad uno sguardo attento e continuo, mettere in campo varie competenze professionali, disponibilità all'ascolto e capacità di costruire una relazione di fiducia fin dal primo incontro.
Nonostante la fatica organizzativa ed educativa, i primi riscontri sono stati positivi. Durante i colloqui individuali, numerosi genitori ci hanno riferito di averci affidato i loro bambini con serenità fin da subito. In particolare, una mamma che si era mostrata molto apprensiva, ci ha confidato che quelle tre mattine trascorse a scuola accanto al suo bambino, le sono state molto utili per superare dubbi e preoccupazioni.
Aver potuto conoscere da vicino gli ambienti della scuola, osservare le interazioni e incontrare le persone che si prendono cura dei loro figli, ha contribuito in generale a creare un clima di fiducia e questo era proprio ciò che desideravamo.
L'ambientamento partecipato si è rivelato così un prezioso tempo di incontro tra scuola e famiglia: un investimento iniziale che pone solide basi per un percorso educativo condiviso, nel segno del benessere e della crescita di ogni bambino.
Stefania Cacciari, coordinatrice educativo-didattica.

Al Polo dell’infanzia Sacro Cuore di Budrio è iniziato un nuovo anno educativo/scolastico e, con esso, abbiamo scelto di sperimentare una nuova modalità di accoglienza: l’ambientamento partecipato. Questa scelta nasce da un percorso di formazione promosso da FISM Bologna e condotto dalla pedagogista Dott.ssa Simona Vigoni, che ci ha offerto nuovi spunti di riflessione sul significato dell’ambientamento e sull’importanza di costruire, fin dai primi giorni, una relazione di fiducia tra bambini, famiglie ed educatrici/insegnanti
La proposta è stata successivamente condivisa e discussa nel collegio delle educatrici e delle insegnanti. Quando è stata portata la proposta di attivare questa nuova modalità di inserimento, ci sono state domande e perplessità sull’organizzazione e la possibile difficoltà di condividere luoghi e momenti della quotidianità con le famiglie. Ci siamo chieste come sarebbe stato lavorare con una presenza così importante e attiva dei genitori e se saremmo riuscite a mantenere il nostro ruolo educativo, lasciando spazio anche alle loro modalità.
Abbiamo deciso di provare a metterci in gioco, sperimentando una modalità diversa dal consueto inserimento, con l’obiettivo di accompagnare bambini e genitori nel delicato passaggio verso il nuovo ambiente, rispettando i tempi e le modalità di ciascuno.
Per il Nido abbiamo scelto di iniziare questo percorso già il giorno precedente all’avvio dell’ambientamento, proponendo alle famiglie una gioco-merenda. È stato un primo momento semplice, ma per noi molto significativo: bambini e genitori hanno potuto vivere insieme uno spazio della scuola, conoscersi e iniziare a familiarizzare con le educatrici. Abbiamo letto insieme il libro “Il fatto è” di Gek Tessaro, una storia che ci è stata presentata proprio dalla Dott.ssa Vigoni durante il percorso di formazione e che abbiamo scelto come filo conduttore per accompagnarci durante l’anno. Al termine della lettura, abbiamo condiviso con le famiglie un piccolo augurio per il nuovo anno e proposto la realizzazione di una paperella, protagonista della storia, che i bambini potevano poi dipingere e completare nelle settimane successive.
Già durante questo primo incontro abbiamo avuto la possibilità di osservare le prime dinamiche relazionali, di cogliere le diverse modalità di stare insieme e di iniziare a conoscere meglio bambini e genitori. È stato un primo passo per creare quel clima di fiducia che desideravamo costruire.
Nei primi tre giorni di apertura, i bambini del nido e della scuola dell’infanzia hanno vissuto l’intera mattinata insieme ai propri genitori. Mamme e papà sono stati invitati a partecipare alla quotidianità, collaborando con educatrici e insegnanti e condividendo con i figli i primi momenti nel nuovo ambiente. L’obiettivo non era semplicemente quello di “accompagnare” il bambino nel distacco, ma di permettere a ciascuno di conoscersi reciprocamente, osservando modalità relazionali, tempi, bisogni e piccoli segnali all’interno del nuovo contesto. Per accogliere le famiglie nel modo migliore, abbiamo cercato di rendere gli spazi piacevoli e rassicuranti. L’ingresso è stato allestito con musica e messaggi augurali per un buon inizio, mentre all’interno del refettorio abbiamo predisposto uno spazio relax dedicato ai genitori, dove potersi concedere una pausa caffè o un dolcetto, leggere qualche articolo pedagogico e, soprattutto, iniziare a conoscersi e a confrontarsi tra loro.
Oggi, a distanza di qualche settimana, possiamo dire che proprio questa apertura ci ha permesso di scoprire nuove possibilità. Abbiamo osservato un ingresso più sereno dei bambini, una maggiore gradualità nell’avvicinarsi al nuovo ambiente e la possibilità, per noi educatrici e insegnanti, di conoscere meglio ciascun bambino attraverso la presenza e lo sguardo dei genitori. Anche per le famiglie è stata un'occasione preziosa: i genitori hanno potuto conoscersi, confrontarsi, condividere emozioni e piccole difficoltà e iniziare a costruire relazioni tra loro.
Ci auguriamo che questi primi incontri possano aiutarli, nel corso dell’anno, a sentirsi parte di una comunità e a costruire un vero gruppo di famiglie. Dopo le prime resistenze e qualche inevitabile difficoltà, sentiamo che questa esperienza ci ha insegnato qualcosa di importante: accogliere una famiglia significa fare spazio, non soltanto fisicamente, anche alle sue domande, alle sue emozioni, alle sue modalità di relazione.
L’ambientamento partecipato ci ha permesso di mettere al centro il benessere del bambino e, allo stesso tempo, di rafforzare quella che consideriamo fondamentale: l’alleanza educativa tra scuola e famiglia.
Diletta Colucci (educatrice) e Cecilia Gentilini (insegnante) - Polo infanzia Sacro Cuore di Budrio
© 2004-2026 FISM Bologna ETS (Partita IVA 00916140379)



