Newsletter del 11 novembre 2022

Rinnovo dello Statuto. La FISM Bologna ha detto sì

I gestori delle scuole associate, riuniti in assemblea sabato 5 novembre, all’unanimità hanno espresso il loro consenso alla scelta di darsi un’organizzazione più adeguata alle nuove sfide e alle opportunità del Terzo Settore. Diamo la parola ad alcuni dei presenti.

Sottolineo con soddisfazione l'impegno costante della FISM nell'essere sempre attiva e creativa nelle diverse proposte per le scuole dell'infanzia. Un plauso sentito a Stefano Cecchin (Presidente FISM Veneto) per la passione che ha manifestato e trasmesso nell'offrire prospettive di futuro all'esperienza Educativa delle scuole paritarie. Ha dato un respiro di sollievo per il presente, spesso difficile e arduo, ma che solidifica il solco del futuro.
[suor Carla Raggini-Maestre Pie dell'Addolorata, Bologna]

Partecipo spesso ad incontri formativi organizzati da FISM su diversi temi di carattere pedagogico e gestionale, ma avere l’opportunità di concorrere insieme alle altre scuole associate ad un momento fondamentale di vita dell’Ente, mi ha dato la consapevolezza di essere, attraverso la mia scuola, una parte attiva di FISMBO. Abbiamo avuto l’opportunità di presentarci, conoscere i volti di possibili rappresentanti del direttivo e ascoltare l’intervento del Presidente di FISM Veneto, Stefano Cecchin, occasione preziosa di riflessione e testimonianza di realtà. Sentirsi parte di FISMBo è sentirsi parte di una grande famiglia e di una rete di sostegno vitale per le scuole che, come la mia, condividono la stessa passione per l’educazione.
[Valentina Bressan – Giardino d’Infanzia, Imola]

Durante l’assemblea ho a lungo pensato con gioia ai defunti don Niso Albertazzi e a Mons. Zini promotori e sostenitori, negli anni ‘70 e ‘80, dell’allora “giovane FISM” rispettivamente per le scuole di Bologna e di Imola. Amo collegare il passato con il presente, per apprezzare appieno quanto il tempo e la volontà degli uomini hanno realizzato dal 1997 a oggi, cioè in 25 anni di attività. L’adozione di un nuovo statuto che permette di diventare ETS (Ente del terzo settore), vuol dire essere attenti alle nuove leggi e cogliere le opportunità che l’Associazione e le scuole ad essa aderenti possono godere.
Fa poi bene a tutti rispolverare e, magari, ampliare le finalità educative, organizzative e gestionali di ogni soggetto partecipe al fine di non cadere nel “si è sempre fatto così”, ma avere gli occhi e il cuore aperti a una realtà che cambia in modo vertiginoso.
Quando chiude una scuola paritaria cattolica, si “uccide” la storia di una comunità che in tempi lontani è stata attenta e ha risposto ai bisogni della gente. L’assemblea di sabato, che ha visto la partecipazione e la comunione di tanti gestori, è stata sicuramente anche un momento di sostegno e incoraggiamento per cercare di superare le difficoltà e confermare sempre più che “siamo dalla parte giusta” per l’umanità, la formazione e la crescita, insieme alle famiglie dei “piccoli”.
[Carmen Falconi – Sacra Famiglia, Bubano]

È stata un'occasione preziosa per cogliere, con i miei occhi di nuovo entrato, non condizionato dall’abitudine e dalla routine, le caratteristiche e la cultura che contraddistinguono la vita della federazione. Ho apprezzato lo stile di attenzione personale ai partecipanti, concretizzatosi in un “giro di parola” che ha coinvolto tutti i presenti. Mi ha catturato il riferimento alla dimensione motivazionale che caratterizza l’azione degli aderenti, a cui ha richiamato con energia e autenticità il presidente di FiSM Veneto, Stefano Cecchin, nella sua relazione. Il D.L. 117 pone forte attenzione al fatto che le organizzazioni di Terzo settore agiscano nell’ambito civile, per la promozione di finalità di interesse generale. E che cos’è, se non un’attività di interesse generale, la cura e l’educazione delle giovani generazioni nella prima fase della loro crescita? Le 25 attività di interesse generale elencate dalla legge, non sono di certo esclusivo appannaggio delle organizzazioni della pubblica amministrazione. Anche le organizzazioni del terzo settore possono adeguatamente svolgerle, soprattutto se si dotano di criteri organizzativi che ne valorizzino la specifica identità. E le scuole d’ispirazione cattolica hanno le carte in regola per potersi assumere un tale compito.
[Sandro Stanzani – scuola Lamma, Casalecchio di Reno]


Nella foto un momento dell'assemblea

Scuola dell’Infanzia M. L. Gallassi. Un “tuffo” nella natura!

Ottobre è un mese autunnale che regala giornate miti e secche da vivere nel giardino della nostra scuola, “abitato” dai tigli e ricco di fogliame dorato. Appena fuori dalla porta, la possibilità di fare una passeggiata e incontrare cose che meritano d’essere viste e sentite.

Un affascinante attrezzo viene utilizzato con maestria per soffiare sulle foglie, spostandole tutte in un angolo. In questo scenario nasce la risposta al diritto di natura dei bambini e la proposta: UN TUFFO NELLA NATURA! Foglie da vedere e da sentire traendo vantaggio dall’esperienza del conoscere stando all’aperto, perché porti gioia, intraprendenza, risposta a quelli che sono i bisogni dei bambini. I bambini si tuffano immergendosi in un mare insolito, ridono, si chiamano, attraverso il corpo sperimentano la libertà d’azione. Ogni bambino è diverso e diverso è anche il suo apprendimento; la natura è diversa e diverso è anche il suo modo di porsi e di farsi conoscere. Dopo la pioggia, usciamo ancora e troviamo le foglie bagnate; non ci si tuffa ma si cammina con gli stivaletti di gomma ed ecco che… il suono prodotto dai nostri passi cambia, ma non cambia il piacere: si bagnano i pantaloni sulle ginocchia, si bagnano le mani che toccano, le foglie sono più pesanti ma i sorrisi sono sempre gli stessi, quelli dei bambini che fanno scuola in un modo differente!

Scuola dell’Infanzia M. L. Gallassi

Nella foto un esempio di "tuffo" nella natura

Scuole dell'infanzia e famiglie. La nuova frontiera della comunicazione

Oggi raccontiamo due esempi di ponti lanciati per favorire un dialogo sempre più serrato con le famiglie, anche in un tempo delicato come quello dell'accoglienza e dell'inserimento, avvalendosi di tutti gli strumenti tecnologici a disposizione. Significative, in questa direzione, le esperienze dell'Atelier dei piccoli e della BVL di Zola Predosa.

Alla riunione di giugno, dopo aver danzato con i genitori, ci siamo presi tempo per un cerchio di parole, confronti, dubbi e domande.
Un papà ha chiesto come poter avere più notizie della sua bambina che "cresce" mentre passa parte del suo tempo con noi al nido, come poter in qualche modo "far parte" un po' di più di questo tempo speciale in cui i genitori non la vedono. Ci ha colpito, in particolare, quando ha chiesto se potevamo fare dei video che raccontassero le emozioni, gli apprendimenti e le esperienze significative. La mia risposta è stata riportarlo al vissuto appena sperimentato della biodanza: in un cerchio, o meglio in uno spazio definito, noi adulti ci siamo mossi con intenzione, entrando in relazione gli uni con gli altri, con una formatrice che ci guidava andando dentro noi stessi per sperimentare la presenza, l'ascolto e l'incontro dopo anni di distanziamento a causa della pandemia. Se in quel momento qualcuno si fosse staccato, magari proprio chi conduce la proposta, per fare un video... ecco non sarebbe più stata la stessa cosa.
Da qui la nostra scelta di non riprendere i bambini troppo spesso, di cercare di fotografare attimi un po' rubati, di nascosto, di non rompere gli incantesimi che si creano. E così abbiamo scelto due modi per far arrivare almeno un po' di quello che i bambini vivono quando sono lontani dagli sguardi amorevoli e curiosi dei genitori: la pagina Facebook, in cui quotidianamente riportiamo alcune foto significative, accompagnate da frasi che cercano di trasmettere cosa abbiamo potuto osservare, e il nostro blog. Qui ci possiamo prendere un tempo più lungo per narrare una esperienza, magari riportando qualche dialogo tra bambini, domande e commenti curiosi, come hanno affrontato una sfida o una novità. In questo spazio cerchiamo anche di raccontare la nostra idea educativa e trasmettere le meravigliose conquiste di cui siamo testimoni ogni giorno. Il tutto accompagnato da qualche scatto fotografico, che molto spesso arriva al cuore più di tante parole.
Pamela Gioacchini – Atelier dei piccoli

“Cari genitori, volevamo condividere con voi queste prime settimane di scuola dell’infanzia BVL. Quest’anno, ad accogliere i vostri bambini, ci sono quattro simpatiche api (una per sezione) che stanno ronzando, volando, ballando dentro e fuori, facendo divertire bambini e maestre”. Inizia così la prima di una serie di mail (contraddistinte dall'oggetto "Api BVL news") inviate dalla scuola dell’infanzia “Beata Vergine di Lourdes” di Zola Predosa alle famiglie. “Come scuola” - spiega la coordinatrice didattica Elisabetta Romagnoli - “volevamo raccontare ai genitori, in modo leggero, quello che i bambini stavano vivendo nei giorni dell’inserimento. Per questo, una volta alla settimana, nella giornata del venerdì, abbiamo spedito una mail indirizzata ai genitori, ma a misura di bambino, con foto e descrizioni di quello che avevano vissuto durante la settimana, con l’obiettivo di condividere con le famiglie il tempo dell’accoglienza, con l’inserimento dei più piccoli e il ritrovarsi di chi già frequentava, ed anche tranquillizzare i genitori. E' questa una modalità, per noi insegnanti, di rinforzare il lavoro di squadra e non è un caso che abbiamo scelto, come soggetto, le api (impersonate da alcune maestre): le api lavorano insieme e sono instancabili.
Per quanto riguarda la risposta dei genitori, una mamma ci ha raccontato che, quando arrivava la mail, la leggeva al suo bambino ed era un modo per cominciare, anche in famiglia, un dialogo sulla scuola”.

Un'immagine dell'accoglienza alla BVL