Newsletter del 9 dicembre 2022

Servizio civile universale. Il 16 dicembre la festa dell'InCoscienza"

News. È stata pubblicata, in Gazzetta Ufficiale dello scorso 25 novembre (n. 276), l’assegnazione della delega al servizio civile universale (SCU) al Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. Nello stesso tempo è avvenuto il cambio al vertice del Dipartimento per le Politiche giovanili e il SCU, con l’arrivo di Michele Sciscioli che subentra come Capo Dipartimento a Marco De Giorgi (in coda all'articolo altre informazioni).

Si terrà a Bologna, in piazza Verdi n° 2, presso “Scuderia - Future Food Living Lab”, il 16 dicembre, una giornata di festa, incontro, confronto, racconti e musica dal titolo "InCoscienza - 50 anni di obiezione per la pace". Si vuole testimoniare l’attualità del Servizio Civile Universale a partire dal 50mo della prima legge che ne istituì le fondamenta: la legge n. 772 del 15 dicembre 1972, che concedeva la possibilità dell'obiezione di coscienza al servizio militare per motivi morali, religiosi e filosofici.
Pietro Pinna fu il primo obiettore di coscienza che diede il via alla lotta per il riconoscimento giuridico dell’obiezione al servizio militare fin dal 1948. Desideriamo non solo celebrare il lungo cammino che fu intrapreso dal dopoguerra e culminato nella prima legge delle Stato italiano, ma vogliamo anche testimoniare cosa questo ardore, questa nuova umanità, ha contribuito a far germogliare e sbocciare fin dentro i nostri territori, le nostre scuole, le nostre famiglie e le nostre coscienze: un modo nuovo di costruire la pace, attuale, tangibile e al passo con le esigenze di questo periodo storico.
Il link dell’evento, che ci vede co-organizzatori, in costante aggiornamento è:
https://sites.google.com/view/incoscienza/home
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Con Decreto del Capo del Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale n. 1134 del giorno 23 novembre 2022, è disposto il finanziamento di 567 programmi di intervento di servizio civile universale da realizzarsi in Italia e all’estero, per un impiego complessivo di 71.741 operatori volontari. FISM Bologna ha visto riconoscere con questo Decreto il suo programma di intervento, che prevede la messa a disposizione di 172 giovani volontari nelle scuole della provincia di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Reggio Emilia e Piacenza. Il Bando giovani per potersi candidare, uscirà nelle prime settimane di dicembre.

Davide Briccolani (responsabile SCU per FISM BO)

Nella foto la locandina dell'evento

Collegati alla stella cometa, il nostro cuore si apre alla luce

In un tardo pomeriggio di novembre un piccolo gruppo di insegnanti, coordinatrici ed una giovane ragazza che sta svolgendo il servizio civile presso una scuola federata FISM, hanno accolto l’invito di partecipare alla pillola formativa "Pregare con il corpo". Il filo conduttore è stata la Luce in preparazione al periodo dell’Avvento e del Santo Natale.

“Dio esulterà per te cantando canti di gioia…
Dio si rallegrerà per te
Danzando con grida di gioia,
come nei giorni di festa” [Sof 3,17-18]

Abbiamo danzato in cerchio alcune danze di preghiera, in silenzio, proprio per rimanere a contatto con il nostro intimo che dialoga con Dio e permetterci di entrare nel significato simbolico di ciascuna danza. Con il corpo possiamo pregare: ci siamo così mosse lentamente sulla musica che ha accompagnato gesti, passi, movimenti per danzare innanzitutto il rispetto nei confronti di Dio da cui proviene la Luce che si diffonde in tutto ciò in cui la vediamo e percepiamo, all’esterno e all’interno di noi. Con un’altra danza siamo andate simbolicamente verso la Luce, richiamando come riflessione un passo del vangelo di S. Giovanni: “Io sono la luce del mondo, chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.”
La narrazione di un breve racconto dell’angelo che indossa un mantello blu intessuto di silenzio e di pace ed arriva sulla terra la prima domenica di Avvento per abitare nel cuore degli uomini, invitandoli a prepararsi per il Santo Natale, ci ha permesso di danzare una danza collegata proprio alla Luce angelica a cui ci affidiamo con fiducia in questo tempo dell’attesa.
L’angelo canta: «Il cielo viene sulla terra, Dio viene ad abitare nel cuore degli uomini. Siate desti! Apritegli la porta!». È oggi che questo angelo passa e parla a tutti gli uomini. E coloro che lo sentono si mettono a preparare il Natale cantando canzoni e accendendo candele…
Infine abbiamo danzato per condividere la Luce divina con gli altri, come messaggeri di luce che possiamo portare al mondo con piccoli gesti che testimoniano presenza e vicinanza. A Natale festeggiamo la nascita di Dio anche in noi, la discesa dentro di noi della sua luce. Come un’onda, lentamente, come un cuore che respira, abbiamo danzato per ben due ore, fianco a fianco, immaginando la via delle stelle e guardando alla Stella di Betlemme che ci indica la direzione per andare verso la grotta ed accogliere, con cuore aperto e disponibile, il Gesù bambino che nasce per noi.
Collegati alle stelle e in particolare alla stella cometa, il nostro cuore si apre e guardiamo il cielo nell’attesa del Natale.
Prendiamo dentro di noi la luce delle stelle.

Cinzia Mazzoli (pedagogista FISM)


Scuola dell’Infanzia Sacro Cuore di Minerbio. La bellezza di un incontro

"Quando ero bambina" - racconta maestra Serena - "e mio nonno mi portava in paese per le sue quotidiane colazioni al bar, salutare chi incontravamo per la strada e scambiare due chiacchiere con chi conoscevamo, era un’abitudine a dir poco imprescindibile! In quello scambio di parole gli attori erano attivi: occhi vividi, corpo eretto, gesti decisi e veloci, tono della voce alto. C’era come una sorta di energia che scorreva tra i corpi, fluiva, si contaminava per restituirsi al mittente più ricca, più vivida, rinnovata".

Ogni tanto mi domando se ancora oggi, in questo strano periodo storico ricco di eventi più o meno stravolgenti e su cui tanti hanno qualcosa da dire nei salotti pubblici e privati (solitudini, insicurezze, mancanza di prospettive …), ci sia ancora quell’energia…
Una mattina ho alzato lo sguardo e ho trovato la risposta, anzi l’ho vista! In una giornata come tante, nelle sezioni all’aria aperta della scuola dell’Infanzia Sacro Cuore di Minerbio, i bambini hanno interrotto improvvisamente il loro gioco e si sono diretti, correndo, verso la rete che separa il nostro spazio dal giardino condominiale confinante. Ho alzato lo sguardo e mi sono accorta della presenza di tre signore: una vicino alla rete e due sul balcone. I bambini erano entusiasti e hanno iniziato a fare tante domande: “Come ti chiami?” “Cosa fai?” “Perché sei vestita così?” “Mi dai la mano?” “Sei una nonna?” … e così hanno continuato a chiacchierare per buona parte del loro tempo che solitamente dedicavano al gioco, gettando le basi di un’amicizia che sarebbe durata l’intero anno scolastico.
Da quel giorno, ogni volta che uscivamo, l’appuntamento con le signore del condominio (o con “le nonne” come le chiamavano i bambini) era d’obbligo. In quell’incontro fatto di sguardi, in quel contatto di mani aggrappate alla rete, io adulta vedevo tanta bellezza: quella negli occhi dei bambini bramosi di saggezza, sicurezza, affetto che solo i nonni sanno trasmettere e quella negli occhi delle nonne desiderose di tempo, di spensieratezza, di gioia che solo i bambini sono capaci di regalare.
Per tutto l’anno i bambini e le nonne hanno chiacchierato, si sono presi per mano, si sono scambiati doni (i bambini regalavano foglie e rametti; le nonne caramelle e storie), si sono aiutati a vicenda, come quella volta in cui nonna Carla era andata in cerca di more e i bambini l’hanno aiutata a cercarle tra i rovi.
In questo meraviglioso scambio, io ho visto la scuola come parte della comunità cui appartiene e ho visto il paese come parte della scuola. Mi sono accorta che i bambini, ancora una volta, possiedono tutte le risposte e che siamo sempre noi adulti che abbiamo il dovere di saperle cogliere per poter fare di loro cittadini del mondo, rispettosi dell’altro e desiderosi di conoscenza.
Ringrazio nonna Tina, nonna Carla e Marcella per avermi ricordato e trasmesso quell’energia.

Maestra Serena

Nella foto la rete che separa la scuola dal giardino delle "nonne"