
Sabato 9 maggio 2026: evento di restituzione della ricerca-formazione “Ascoltare le famiglie… e ascoltarsi”, che ha coinvolto circa 100 realtà educative FISM provenienti da 16 regioni italiane. Il Polo dell’infanzia “Oasi Santa Teresa” di Imola, afferente a FISM Bologna, ha partecipato al percorso formativo condotto dalla professoressa Monica Amadini. La parola alle educatrici e insegnanti presenti al Convegno, insieme alla coordinatrice educativo-didattica, suor Vincenza Benfante
Lorena: “I relatori di oggi sono riusciti a cogliere appieno l'essenza e la complessità del ruolo di noi educatrici e insegnanti, ricordandoci che costruire una relazione non è un atto immediato, ma un processo che richiede tre ingredienti fondamentali: tempo, intenzionalità e coraggio.
Il tema affrontato è quello dell'ascolto: strumento indispensabile per la costruzione della relazione tra scuola e famiglia, per generare fiducia e per accogliere bisogni e fragilità.
L' aspetto che ho trovato più significativo è che l'ascolto da solo non basta: serve anche una certa dose di coraggio. Aprirsi alle famiglie significa mostrarsi autentici, onesti e consapevoli delle proprie imperfezioni; è proprio attraverso questa umanità che riusciamo a stabilire una connessione profonda con l'altro.
In conclusione, ritengo che questo incontro sia stato estremamente formativo. È vero, spesso agiamo per "buon senso" o intuizione educativa, ma fermarsi a riflettere su questi meccanismi — come è successo oggi — è ciò che trasforma l'esperienza in consapevolezza professionale. Dare un nome a ciò che facciamo "implicitamente", ci permette di farlo meglio e con più intenzione.
Giulia: l’incontro di oggi ci ha ricordato quanto, nel nostro lavoro educativo, sia fondamentale partire prima di tutto dall’ascolto di sé stessi, per poter costruire relazioni autentiche, basate sulla stima e sulla fiducia reciproca con le famiglie.
Uno dei concetti che porto a casa con più forza, è che non sempre serve trovare una soluzione immediata: spesso ciò di cui le persone hanno davvero bisogno è sentirsi comprese.
Perché il rischio, a volte, è proprio questo: parlare senza ascoltare, oppure ascoltare senza comprendere.
Questa esperienza mi lascia una riflessione importante: serve equilibrio personale, serve pensarsi come gruppo e non come singolo.
Le famiglie hanno bisogno di sentirsi accolte davvero. E per farlo non basta essere empatici: serve volontà, presenza e intenzione autentica.
Silvia: è stata una giornata piena di parole. Alcune mi hanno particolarmente colpito perché le uso nella mia quotidianità, ma non le avevo mai associate al mio ruolo di educatrice.
Assumono un significato ben più profondo i seguenti termini:
- Soglia: rappresenta la bellezza del far entrare le parole dell’altro dentro di te, scacciando le nostre barriere.
- Àncora: il mio essere educatore pronto all’ascolto è un appiglio per le famiglie con cui sono a contatto ogni giorno.
- Giudizio: non deve essere ciò che guida l’ascolto e il nostro essere educatori.
- Navigare: non avere paura di tuffarci in acque sconosciute.
In questa giornata le diverse esperienze riportate non mi hanno fatto sentire sola: abbiamo tanti valori condivisi, le stesse emozioni, gli stessi dubbi, le stesse fatiche, ma anche le gioie.
Un educatore non deve mai smettere di mettersi in discussione. Deve crescere ogni giorno insieme ai propri bambini e alle famiglie.
L’ascolto è crescita.
Alice: mi sento grata per questa mattinata trascorsa insieme a chi condivide con me la stessa passione educativa e torno a casa "piena " di cose belle.
Ascolto, confronto, condivisione di sguardi verso i bambini, "stare" per conoscere e conoscersi, relazioni vere da costruire giorno per giorno.
Cercare di essere presenti trattenendo i giudizi e ringraziare sempre le famiglie che continuano a sceglierci.
Una sfida quotidiana da affrontare non come singolo, ma insieme al mio gruppo di lavoro, per non sentirsi soli di fronte alle difficoltà.
Un momento di profonda riflessione e scoperta per la mia crescita professionale e umana.
Suor Vincenza: ringrazio la FISM per questa possibilità formativa in collaborazione con l’Università Cattolica Del Sacro Cuore CeSPeFI e per la presenza del Presidente nazionale delle Associazioni Familiari. In particolare la nostra pedagogista Lara Vannini e Monica Amadini, per aver pensato ad una ricerca qualitativa che ha aiutato a riflettere su se stessi e ci ha arricchito con i risultati presentati con passione educativa, oltre che professionalità.
Auspico altre occasioni formative e di ricerca simili e fatte in rete, coinvolgendo magari tutti gli attori del meraviglioso mondo educativo, per pensare e pensarsi come comunità. Affinché sempre più, e a tutti i livelli, si possa realizzare il miglior benessere di ogni bambino e del clima relazionale che lo circonda quotidianamente.
Polo dell’infanzia “Oasi Santa Teresa” Imola
Nell’immagine, il personale educativo che ha presenziato al Convegno

Il Progetto è stato proposto dalla FITP (Federazione Italiana Tennis e Padel) e dalla FITeT (Federazione Italiana Tennistavolo). L’Area pedagogica di FISM Nazionale è stata coinvolta nella condivisione delle linee progettuali e metodologiche, valutando positivamente il rispetto e l’attenzione riservata alla fascia d’età dei bambini che frequentano le nostre scuole dell’infanzia. Particolarmente degna di nota la cura rivolta all’inclusione di bambini e bambine con bisogni educativi speciali e con disabilità
La scuola dell’infanzia “Calzolari” di Mascarino (Bologna), quest’anno ha aderito al progetto Racchette in classe. Si tratta di un’esperienza già sviluppata in molte realtà, che intende promuovere un’educazione di qualità incentrata su giochi di movimento. Il progetto, totalmente gratuito, ha visto coinvolti tutti i bambini della scuola, in 4 incontri mattutini, insieme ad un maestro dell’associazione tennis “Esselon” di Castello d’Argile. I bambini, nello spazio adiacente al giardino della scuola, hanno partecipato con entusiasmo e divertimento a semplici giochi di conoscenza dell’uso della pallina e della racchetta da tennis. La proposta, che riconosce la centralità di ogni bambino nei suoi peculiari bisogni formativi e la fondamentale importanza del gioco come strumento di apprendimento e di sviluppo personale, è stata accolta favorevolmente anche dalle famiglie che, visto il riscontro positivo dei propri figli in termini di coinvolgimento, oltre che per la gratuità dell’iniziativa, hanno chiesto la possibilità di poter partecipare anche il prossimo anno. Anche noi insegnanti speriamo che questa esperienza possa essere replicata.
*Benedetta Meluzzi, insegnante scuola dell’infanzia Calzolari di Mascarino
Una piacevole passeggiata ci ha condotti verso un luogo ancora sconosciuto: un cammino fatto di attesa, meraviglia e curiosità nell’esplorare posti nuovi, accompagnato da chiacchiere vivaci, ordinate e da riordinare lungo la strada.
Poi, finalmente, eccoci arrivati al circolo tennis di Castenaso! Ad accoglierci una nuova maestra, campi da gioco pieni di colore, una rete che divide e un gioco tutto da scoprire… anzi due: la pallina “pelosa” e la racchetta, strumenti con cui condurre, mantenere l’equilibrio, colpire e sperimentare.
Rumori nuovi, profumi nuovi, movimenti nuovi. Un’esperienza ricca di emozioni e scoperte, che ha coinvolto i bambini con entusiasmo e gioia.
Felici di questa opportunità, speriamo davvero di poter vivere ancora questa esperienza anche nei prossimi anni!
Scuola dell’infanzia “Gallassi” - Castenaso
In questo anno scolastico il progetto Racchette in classe baby è stato aperto anche ai bambini di 5 anni della scuola dell’infanzia, offrendo loro la possibilità di avvicinarsi al mondo dello sport attraverso il gioco e il movimento.
Tra le discipline proposte, il tennis ha riscosso grande entusiasmo. Dopo aver ricevuto la comunicazione del progetto, la scuola ha deciso di aderire coinvolgendo il circolo di Castel Maggiore già presente nell’elenco delle associazioni partecipanti. L’iscrizione è stata fatta quasi allo scadere dei termini, “per il rotto della cuffia”, ma l’esperienza si è rivelata davvero positiva.
Sono stati quindici i bambini coinvolti in circa dieci incontri settimanali della durata di un’ora ciascuno. Gli istruttori, giovani ma già esperti nel lavoro con i più piccoli, hanno portato tutto il materiale necessario: racchette, palline e reti. Le attività si sono svolte in un clima ludico e divertente, permettendo ai bambini di imparare divertendosi.
La scelta del tennis non è stata casuale: è uno sport moderno che insegna anche importanti valori educativi come il rispetto del turno, la capacità di aspettare e la collaborazione con il gruppo. Proprio questi aspetti hanno aiutato i bambini a partecipare con ancora più entusiasmo.
A conclusione del percorso, gli istruttori hanno organizzato una piccola dimostrazione presso il circolo di Castel Maggiore, accompagnata da una merenda, così che anche i genitori potessero vedere dal vivo i progressi fatti dai bambini durante gli incontri.
L’iniziativa è stata molto apprezzata dalle famiglie e dalla nostra scuola, tanto che l’auspicio è quello di poter partecipare nuovamente anche il prossimo anno.
Ilaria Maula, insegnante scuola dell'infanzia Benedetto XV Bologna
Nelle immagini alcuni momenti del Progetto

I valori cristiani che, nelle scuole cattoliche, sono parte integrante del Progetto Educativo, sono anche un vero motore che dà forza, motivazione ed energia, ma al contempo consentono con delicatezza e rispetto, a chi vi si avvicina con cautela (con particolare riferimento alle famiglie), di scoprirne la bellezza
La settimana appena trascorsa, molto particolare e preziosa, è stata organizzata già da tempo dal personale della scuola insieme alle Suore ed al parroco di Crevalcore don Simone Nannetti.
La figura di madre Antonia Maria Verna, fondatrice dell'ordine dell'Immacolata Concezione di Ivrea, di cui la comunità delle suore che vivono nella nostra scuola fa parte, è stata particolarmente presente grazie alla visita della sua Reliquia.
Madre Antonia Maria Verna (1773-1838) è stata una donna evangelicamente forte, dedita in particolare ai piccoli, agli ammalati ed ai poveri. Fu beatificata il 2 ottobre 2011 a Ivrea.
La sua spiritualità si basa su 3 pilastri chiave:
1. Abbandono fiducioso alla Provvidenza.
2. Carità gratuita sull’esempio di Maria Immacolata; nella regola scrisse innumerevoli volte la parola “gratis’”, come sintesi di uno stile evangelico: agire sempre e verso tutti gratuitamente, per onorare il disegno del Padre.
3. Fedeltà eroica nella prova.
Per accogliere la Reliquia, arrivata il 28 aprile alle ore 18,00, l’ingresso della scuola è stato addobbato a festa, con fiori e nastri bianchi. Un primo momento è stato dedicato agli adulti e, in particolare, al personale religioso e laico della scuola. E’ stato un incontro profondo con Madre Antonia, che non tutte le insegnanti conoscevano prima di questo evento.
E’ stata poi celebrata la Santa Messa, animata dal personale della scuola, alla quale la comunità di Crevalcore ha partecipato con gioia.
Due giorni dopo i bambini hanno incontrato la Reliquia, della quale già in sezione si era parlato a lungo: durante il circle time, si era riflettuto sui semplici grandi insegnamenti che Antonia Maria ci ha lasciato.
Per rendere più concreto il ricordo, ogni sezione ha realizzato un piccolo progetto ideato dai bambini stessi:
- un ARCOBALENO per portare i colori nel mondo;
- due LANTERNE per portare la luce al mondo;
- un QUADRO pieno di fiori per profumare il mondo di gioia;
- un MONDO circondato di cuori per portare al mondo l’amore.
Questi oggetti, insieme ad una poesia che li racconta e ad una grande immagine di Madre Antonia (realizzata da un’educatrice della scuola insieme alla volontaria del Servizio Civile e colorata e decorata dai bambini), sono poi stati portati in chiesa, insieme alla Reliquia, dai bambini in processione.
Il saluto alla Reliquia è avvenuto alle 15,30 di martedì 5 maggio: sono stati invitati a scuola genitori e familiari, insieme alla comunità parrocchiale, per salutare Madre Antonia.
Sacerdoti della Parrocchia, famiglie, personale della scuola, insieme ai bambini, hanno festeggiato Antonia Maria con il canto e la preghiera.
Momenti semplici che hanno riunito scuola, Parrocchia, comunità, e famiglie, attorno ad autentici valori che sostengono il cammino di crescita di ognuno, adulti e piccini insieme.
Per noi docenti Madre Antonia è un esempio di accoglienza, gratuità, fortezza, inclusione e sostiene con grande energia gli ideali dell’insegnamento.
Annalisa Ferriani, coordinatrice educativo-didattica della scuola dell’infanzia Stagni (Crevalcore)
Nell’immagine gli oggetti preparati dai bambini in sezione
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