Newsletter del 12 giugno 2026

FISM Bologna 2026-2027: una costellazione educativa che cresce

L'anno scolastico 2026-2027 si aprirà per FISM Bologna sotto il segno della corresponsabilità educativa, della partecipazione e dell'investimento sulla qualità professionale di chi ogni giorno opera nelle realtà educative federate. Il programma delle iniziative previste dalla Federazione disegna un percorso ampio e articolato che coinvolge gestori, volontari, coordinatrici, educatrici, insegnanti, ausiliarie, famiglie e comunità locali, nella convinzione che l'educazione sia sempre un'opera condivisa

Non a caso il tema scelto per l'incontro inaugurale dell'anno, che si terrà giovedì 3 settembre dalle 18.00 alle 19.30, è “Nessuno educa da solo”, ispirato alla Lettera Apostolica Disegnare nuove mappe di speranza. Un titolo che richiama la necessità di rafforzare le alleanze tra scuole, servizi e famiglie di cultura diversa, Chiesa e territorio, promuovendo il dialogo, la cura delle relazioni e la costruzione di comunità aperte, accoglienti e orientate alla pace.
Il 2026-2027 rappresenta un anno particolarmente significativo anche per la vita associativa della Federazione. L'Assemblea Congressuale di sabato 12 dicembre 2026 sarà chiamata a rinnovare gli organi direttivi di FISM Bologna, mentre le Assemblee territoriali offriranno occasioni diffuse di partecipazione e confronto per raccogliere proposte, individuare priorità e costruire insieme il futuro della rete associativa.
All’interno dell’ampio ventaglio di proposte rimangono stabili i percorsi sulla sicurezza, gli incontri di “confrontiamoci”, lo sportello d’ascolto rivolto alle famiglie e il progetto BES.
Grande rilievo assume il piano formativo, costruito per accompagnare le scuole nelle sfide culturali, pedagogiche e organizzative contemporanee, alla luce dell’appartenenza alla tradizione cristiana. Tra i temi centrali emergono l'approfondimento delle nuove Indicazioni per il curricolo, la progettazione educativa partecipata, la valorizzazione del gioco come esperienza fondamentale di apprendimento e il dialogo tra spiritualità, arte ed educazione religiosa.
Particolare attenzione viene dedicata alla cura delle persone che operano nei servizi educativi. Percorsi dedicati al benessere delle équipe, alla consapevolezza professionale, alla postura educativa e alla dimensione corporea e spirituale, testimoniano la volontà di sostenere chi educa nella propria crescita personale e professionale. La qualità delle relazioni educative passa, infatti, anche attraverso il benessere degli adulti che abitano quotidianamente i contesti educativi.
Un'altra direttrice strategica riguarda il rapporto tra scuola e famiglia. Le iniziative dedicate al dialogo con i genitori mirano a rafforzare la fiducia reciproca e la corresponsabilità educativa, elementi indispensabili per accompagnare la crescita dei bambini in una prospettiva condivisa.
L'inclusione continua a rappresentare una priorità qualificante dell'azione di FISM Bologna. Attraverso percorsi formativi dedicati ai bisogni educativi speciali, al confronto con la neuropsichiatria infantile e allo sviluppo di competenze inclusive, la Federazione sostiene scuole e servizi nella costruzione di contesti sempre più accoglienti e capaci di valorizzare le differenze.
Non mancano, inoltre, proposte dedicate ai linguaggi espressivi, alla musica, alla letteratura per l'infanzia, alla lingua inglese, all'educazione all'aperto e all'utilizzo consapevole delle tecnologie digitali, nella consapevolezza che i bambini apprendono attraverso molteplici forme di esperienza e di comunicazione.
Uno sguardo particolare è rivolto infine allo sviluppo del Sistema integrato zerosei e ai Poli per l'infanzia. Attraverso percorsi di ricerca, formazione e scambio pedagogico realizzati anche in collaborazione con FISM Emilia-Romagna e l'Università di Bologna, la Federazione continua a promuovere una cultura educativa capace di integrare e valorizzare l'intero percorso di crescita dei bambini dalla nascita ai sei anni.
Nel suo insieme, il programma 2026-2027 conferma l'identità di FISM Bologna come comunità professionale ed educativa che investe nella formazione continua, nella partecipazione associativa e nella costruzione di reti di collaborazione. Un impegno che guarda al futuro con responsabilità e speranza, mettendo al centro i bambini, le famiglie e la qualità dell'educazione come bene comune per l'intera comunità.

Lara Vannini, responsabile coordinamento pedagogico FISM Bologna

Nell’immagine Joan Mirò, Costellazioni sabbiose, 1940-1941

Si chiude la fase di selezione del Servizio Civile Universale: 382 candidati, 304 colloqui, oltre 150 volontari pronti a partire

Dal 27 aprile al 5 giugno, l'ufficio Servizio Civile ha condotto una maratona di colloqui in sette città: Bologna, Piacenza, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Cesena e Catania. Un'operazione straordinaria che registra numeri senza precedenti nella storia di FISM Bologna ETS

La risposta dei giovani: una partecipazione straordinaria
382 domande per 192 posti a bando: quasi il doppio rispetto ai posti disponibili. 304 colloqui effettuati in sette città diverse. La partecipazione è stata massiccia soprattutto a Modena, Reggio Emilia e Ferrara, dove la risposta ha superato le aspettative, seguita da una buona partecipazione a Bologna, Piacenza e Romagna. Persino Catania, dove FISM sbarcava per la prima volta con il progetto Grandi Domani, ha registrato un'adesione significativa. Questo dato racconta quanto il Servizio Civile, oggi, sia percepito dai giovani non come semplice volontariato, ma come un vero investimento nel proprio futuro personale e professionale, e quanto la reputazione della rete FISM abbia raggiunto il territorio regionale in profondità.
Le graduatorie e i prossimi passi
Dal 15 giugno saranno pubblicate le graduatorie provvisorie. Il Dipartimento delle Politiche Giovanili e del Servizio Civile procede alla verifica della correttezza formale, secondo la prassi dei bandi pubblici. Successivamente, FISM contatterà gli idonei non assegnatari chiedendo disponibilità a subentrare come volontari nelle sedi rimaste sprovviste. Contando almeno il 50% dei posti vacanti coperti, avvieremo circa 162-175 volontari entro settembre.
Un record storico
Superare i 150 volontari vuol dire raggiungere il numero più alto mai avuto di avvii. Non è solo un dato numerico: è la dimostrazione che l'investimento sulla qualità della selezione — attraverso centinaia di ore di colloqui in sette città diverse — porta frutti concreti. Per le scuole e i servizi della rete, il 18 settembre segna l'inizio di una rinascita. Nuove energie, nuovo entusiasmo, nuove prospettive che rinvigoriranno il senso del nostro operato educativo.
Grazie ai 382 candidati che hanno creduto in noi, ai nostri assegnatari, agli enti della rete e al nostro ufficio Servizio Civile per questa operazione straordinaria.

FISM Bologna ETS | Via Alfredo Calzoni 6/D, 40128 Bologna | scu.fism.bo.it | 3401074916 (Telegram) | scu@fism.bo.it

Piccoli gesti crescono: il valore dello straordinario nelle routine

Molte volte l’apprendimento di un bambino a questa età può sembrare banale: si allaccia una scarpa, si veste, spalma la marmellata, ci pone domande su tutto, si stupisce per un seme che cresce, scopre la sua ombra, travasa l’acqua con la serietà di uno scienziato, si interroga sul movimento degli ingranaggi, si preoccupa di accudire chi è più piccolo, compone eserciti in battaglia utilizzando le ghiande...

“Desideriamo, infatti, che i bambini imparino a vivere dentro tutta la gamma di sfaccettature che la vita pone anche ad un bambino. Sfaccettature che sono di sorpresa, di curiosità, di dolore, di rabbia, di lite, di pace... Il concetto di apprendere a vivere mette in contatto con la possibilità di interagire con la vita”. (Rosi Rioli)
Ciò che educa è l’ordinario, il giorno per giorno, la normalità, non lo straordinario (Curricolo del quotidiano, pag 26 in Indicazioni Nazionali per il curricolo Scuola dell’infanzia - 2025).
Allora le routine che avvengono ogni giorno e che occupano più della metà del tempo che i bambini trascorrono a scuola, diventano occasione per scoprire questo ordinario. Occorre lasciarsi interrogare dalla quotidianità per guardare cosa accade.

Quest’anno fondamentalmente faccio il ‘pomeriggio’: pranzo, gioco, igiene, riposo, igiene, merenda, ricongiungimento. Non propongo attività, esperienze didattiche, o cose straordinarie…Tutto si gioca lì, in momenti fatti di piccoli gesti: condivido il pranzo con i bambini sedendomi a tavola con loro, li accompagno in giardino e gioco con loro, scopro che la piantina di fragole che avevamo piantato è cresciuta, mi stupisco per una chiocciola trovata, rido per una frase buffa, consolo un bambino che è caduto e si è sbucciato un ginocchio; li accompagno in bagno, li rassicuro nell’addormentamento e nel risveglio, chiacchiero con loro durante la merenda e all’uscita parlo con i loro genitori.
Piccoli gesti: eppure accade tanto.
Fra le varie routine, quella che mi stupisce di più è il momento prima del riposo: una volta tornati dal bagno, non si entra nel dormitorio in maniera casuale o disordinata, ma ci prendiamo un momento per ricordarci cosa sta per accadere. Davanti alla porta del dormitorio, chiedo di mettersi in fila utilizzando una canzone. A questo punto ognuno sa cosa deve fare: i grandi devono togliersi le ciabatte e lasciarle nei propri armadietti lì di fianco, i piccoli vanno a prendere, nel proprio armadietto, chi il peluche, chi il ciuccio; chi ha sete, beve, chi deve soffiarsi il naso, prende il fazzoletto, chi deve togliersi la felpa, lo fa, mettendola nell’attaccapanni, chi ha la ferita procuratasi in giardino, va dalla ‘bidella’ a farsi mettere il cerotto, chi è molto sudato, chiede che gli sia fatta una ‘passata di phon’.
Poi chiedo il silenzio, perché occorre fermarsi e rilassarsi (fino a cinque minuti prima erano in giardino a correre). Apro la porta. C’è penombra, una ninna nanna sta già suonando.
E’ il momento del rito: la polverina magica che fa addormentare chi entra. Dalla tasca del grembiule tiro fuori la mano ‘a pugno’, che rimetto dentro di tanto in tanto per rifornirmi, e distribuisco (per finta) la polverina sulla testa di ogni bambino che passa davanti a me. In silenzio tutti entrano e si posizionano nei lettini. Io passo a sistemare ciascuno, poi mi siedo per terra in mezzo a due letti e, man a mano che si addormentano, mi sposto da altri bambini.
Una routine semplice, banale. Eppure imparano e/o mostrano tante competenze e apprendimenti: fare la fila, prendere le proprie cose o ciò di cui hanno bisogno, fare silenzio, ‘stare al gioco della polverina’, trovare il proprio letto, togliersi le ciabatte, attendere che io arrivi vicino a loro, addormentarsi.
Cosa può accadere? Cosa apprendono o quali competenze mostrano?
Che un bambino pianga perché ha dimenticato a casa il pupazzo, e un altro gli presti il suo (competenza a riconoscere i sentimenti altrui); che un bambino metta in ordine le ciabatte di tutti mettendo quella destra di fianco alla sinistra nella giusta posizione (lateralità); che la borraccia perda acqua per terra e che un bambino grande vada subito a prendere le salviette in bagno per asciugare (quando si bagna - si asciuga: le cose si possono riparare); che si sia incastrata la testa nella felpa…e si ride (ad essere ironici con se stessi); che si trovi una felpa per terra e che occorre riconoscerla e metterla nell’attaccapanni del proprietario (esiste un ordine della realtà e ogni cosa ha il suo posto); che c’è chi supera la fila e inizia la discussione tra chi era il primo, il secondo o il terzo (a negoziare, confrontarsi e numeri ordinali); che c’è chi si incanta a guardare il cartellone della ‘Striscia della giornata a scuola’ e mette il ciappetto nell’immagine del ‘momento del riposo’ (che c’è un prima e un dopo nella giornata ); che c’è chi inizia a contare tutte le foto dei bambini dentro al calendario di Natale (foto di classe) o a dire i loro nomi toccandoli con il dito indice (corrispondenza biunivoca); che un bambino ‘schivi la polverina’ abbassandosi con il corpo (controllo del proprio corpo); che un bambino inciampi tra i letti (cadere e rialzarsi); che un bambino debba assolutamente raccontarti una cosa prima di addormentarti (condividere è bello)…

Fanno tutto questo da soli? No, vivono con un adulto presente, testimone e compagno, che sta con loro. Non essendo presa da ‘altre cose ’ da organizzare, gestire, preparare, da fargli fare appunto… se non ‘stare’ alle routine, mi accorgo che li osservo molto di più, entro in relazione con ciascuno di loro, mi accorgo di piccoli ma importanti particolari di ognuno, carpisco segreti che mi raccontano o scopro abilità e competenze che mi mostrano.
Non insegno loro cose: li accompagno, sto con loro, vivo io. E i bambini apprendono me, come sto io con loro e davanti alla realtà che è data da vivere in quei momenti, come sto di fronte ai loro litigi, a chi fatica a fare da solo, a chi finalmente riesce in una conquista… ha chi ‘fa’ i dispetti o all’imprevisto che accade.
Cosa occorre da parte dell’adulto? Lo stupore e il desiderio di accorgersi della novità, nonostante la ripetitività e la consapevolezza dell’importanza delle routine e di quello che accade.
E allora può capitare che un bambino di 3 anni, mentre si sta mettendo in fila, ti guardi e ti ponga una domanda per cui capisci che anche nell’ordinario… qualcosa passa: “Maestra, perché tu sei sempre contenta?” Un seme è stato messo.

Claudia Ventura – insegnante e pedagogista FISM