Newsletter del 25 settembre 2026

FISM nazionale. Curricolo: un viaggio che vale la pena intraprendere

Mercoledì 9 settembre si è svolto il webinar organizzato da Fism Nazionale dal titolo: ‘Le Nuove Indicazioni per il curricolo: orientamenti e sfide”, rivolto alle scuole paritarie federate con l’obiettivo di accompagnare il personale docente in un percorso di conoscenza e comprensione unitaria del testo

Per le scuole federate alla FISM di Bologna, tale appuntamento è stato fortemente consigliato come avvio del percorso Coordina…menti che quest’anno avrà come tema: “Il Curricolo della scuola dell’infanzia nello 0-6: osservare e valutare le competenze chiave europee”. La plenaria iniziale rivolta alle coordinatrici si terrà sabato 24 ottobre, in modalità on line.
Nel webinar diversi gli interventi che si sono succeduti. Dopo l’introduzione di Previtali, presiedente del Consiglio Superiore della Pubblica Amministrazione, sono seguiti gli approfondimenti di esperti sulle principali tematiche culturali, pedagogiche, e didattiche introdotte dalle Nuove Indicazioni. In particolare, sono stati toccati il tema dei talenti, del rapporto scuola-famiglia, dell’ambiente di apprendimento, del gioco, dei Campi di esperienza, della valutazione e del dialogo interreligioso. Tanti gli spunti offerti non come ‘ricette’ da applicare, ma come ‘sguardi che aprono’ e che fanno porre domande al modo di essere e fare della scuola dell’infanzia oggi, senza dare per scontato i fondamenti dell’educazione.
Attraverso il Curricolo, si è parlato dell’apprendimento come cambiamento di sé, di incontro che porta con sé una dimensione di inatteso, di gratuito e non controllabile: un dono. Si è parlato dello stupore del talento come vocazione che viene data e si svela, fino ad arrivare alle implicazioni per la progettazione didattica, affinché tutto possa tradursi in buone prassi.
A partire dalla lettura di alcuni ‘pezzi’ delle Nuove indicazioni, il webinar ha offerto la possibilità di ‘mettere’ un pensiero, riflettere sul tempo, lo spazio, i materiali inclusivi, così come sull’importanza del gioco per il piacere della crescita, per la bellezza del giocare, fino all’attribuire “senso” attraverso la valutazione come ‘specchio’ che riflette e ‘bussola’ che orienta. E’ stato ripreso anche il compito dell’adulto come osservatore, testimone, incoraggiatore che educa valorizzando “[…] i talenti, persino le stramberie non come rilievi irregolari da piallare, ma come manifestazioni del proprio desiderio più autentico”, come ha sottolineato la Dott.ssa Vannini.
Riprendendo la lettera apostolica ‘Disegnare nuove mappe di speranza’ di Leone XIV e altri documenti della Chiesa, sono stati fatti diversi affondi sul concetto di famiglia come primo luogo educativo, sull’alleanza scuola-famiglia che richiede intenzionalità, ascolto e corresponsabilità. Infine, è stato ripreso il concetto di persona e identità che si costituisce anche dalla dimensione culturale e religiosa in un’ottica di dialogo con chi oggi, nelle nostre scuole, proviene da contesti culturali e di appartenenze religiose plurali, dove può emerge la ricchezza della diversità.
Le Nuove Indicazioni possono diventare realmente non un documento e un adempimento, ma un viaggio da intraprendere che offre tante possibilità dove il perno, come ci ha ricordato la Dott.ssa Rossi citando Dante Alighieri, è: “L’amor che move il sole e l’altre stelle”,.
Buon cammino a tutti i gruppi di lavoro.

Per guardare la registrazione del webinar:
Video e slides del webinar «Le nuove indicazioni per il curricolo»


Claudia Ventura: insegnante e pedagogista FISM

Nell’immagine il volantino del webinar

Polo San Giacomo di Pianoro. Conoscersi per accogliersi

Una merenda insieme, qualche chiacchiera, un sorriso e poi il tempo prezioso dei colloqui: così quest’anno abbiamo scelto di iniziare a conoscere le famiglie dei nuovi bambini iscritti e di dare forma, fin dai primi incontri, ad un percorso da vivere insieme.

La merenda di benvenuto e i colloqui conoscitivi sono stati momenti semplici, ma ricchi di significato. Occasioni per incontrarsi senza fretta, stare insieme, ascoltare, raccontarsi e condividere aspettative, emozioni e anche quelle piccole preoccupazioni che spesso accompagnano l’inizio di una nuova esperienza.
Tra una merenda e una conversazione, abbiamo avuto la possibilità di conoscerci un po’ di più. Nei colloqui, invece, ogni famiglia ha potuto raccontare il proprio bambino: le sue abitudini, le sue conquiste, ciò che ama, ciò che lo rassicura, le sue caratteristiche e quelle piccole peculiarità che lo rendono unico.
Perché accogliere un bambino significa accogliere anche la sua famiglia. Ogni bambino arriva a scuola portando con sé una storia, relazioni, abitudini, emozioni e un mondo affettivo che rappresenta la sua prima esperienza di crescita. Per questo, conoscere la famiglia e ascoltare ciò che ha da raccontare non è semplicemente un momento di conoscenza, ma è parte integrante dell’accoglienza.
Quando una famiglia trova uno spazio in cui sentirsi ascoltata, riconosciuta e rispettata, anche il bambino può vivere più serenamente il passaggio verso un nuovo ambiente. La relazione che si costruisce con i genitori diventa così una preziosa continuità tra casa e scuola, un ponte che accompagna il bambino nel suo percorso di crescita.
Conoscere significa creare uno spazio in cui ogni famiglia possa sentirsi ascoltata e libera di condividere ciò che ritiene importante. Significa costruire, passo dopo passo, quella fiducia che permette a scuola e famiglia di camminare nella stessa direzione, con uno sguardo attento e condiviso sul benessere del bambino.
Da questi primi incontri è nato così un dialogo che ha posto le basi per qualcosa di prezioso: una relazione fatta di ascolto, collaborazione e fiducia.
È solo l’inizio, ma ogni inizio ha bisogno di tempo, cura e presenza.
E così, tra parole condivise e tanti piccoli racconti, abbiamo iniziato a costruire il nostro “insieme”.

Flora Sorrentino, coordinatrice educativo-didattica del Polo San Giacomo di Pianoro


Nell’immagine, la tavola imbandita per la merenda con le famiglie

Esperienze. Un nuovo inizio: mettere radici per crescere insieme

Sacro Cuore di Galliera e Minerbio. "Ci sono inizi che cominciano con un incontro. Quest’anno prima di aprire le porte della scuola ai bambini e alle famiglie, ci siamo fermati. Noi adulti, insieme. Abbiamo dedicato tempo a noi, alle persone che ogni giorno abitano e costruiscono la scuola"

La nostra coordinatrice, Caterina Selva, ha scelto di cominciare l’anno scolastico con una mattinata condivisa tra le due realtà che coordina: Sacro Cuore Minerbio e Sacro Cuore Galliera (BO).
Un’occasione per incontrarci fuori dai ruoli e dalle consuetudini, per conoscerci meglio e per iniziare a costruire un cammino comune. Ci siamo ritrovati in giardino, immersi nella natura, e abbiamo cominciato con un cerchio, proprio come facciamo ogni mattina a scuola con i bambini. Un cerchio per fermarci, guardarci, ascoltarci e creare uno spazio comune da cui partire.
Al centro del cerchio, alcuni elementi naturali: sassi, bastoni, piccoli frammenti raccolti in giardino.
A ciascuno di noi è stato chiesto di scegliere due elementi: uno per sé, come simbolo di una propria caratteristica, di una risorsa o di un’intenzione da portare nel nuovo anno; l’altro da donare a una persona del gruppo, accompagnandolo con una dedica. Un gesto semplice che ci ha permesso di raccontarci attraverso qualcosa di concreto e, allo stesso tempo, di rivolgere uno sguardo all’altro. Gli elementi naturali sono diventati così piccoli promemoria di significato, capaci di rappresentare ciò che ciascuno sente di poter offrire e, insieme, ciò che riconosce e desidera affidare a un collega. Un modo per ricordarci che un gruppo si nutre della ricchezza di ciascuno e che, quando le differenze entrano in relazione, possono diventare una risorsa condivisa. Successivamente siamo stati invitati a guardare all’anno scolastico attraverso una metafora legata alla natura: il ciclo della terra e delle stagioni. Anche la scuola, come la natura, attraversa tempi diversi: momenti di semina, di attesa e di protezione, tempi di fioritura e, infine, momenti in cui raccogliere i frutti di ciò che è stato coltivato. Ci siamo così suddivisi in piccoli sottogruppi e abbiamo dato vita a un gioco a stazioni, un percorso di confronto e di pensiero attraverso le quattro stagioni.
AUTUNNO – La semina
La prima stazione ci ha invitato a guardare a ciò che desideriamo far nascere: quali idee, progetti e competenze vogliamo seminare quest’anno nelle nostre sezioni e nella nostra scuola? Un tempo per immaginare ciò che ancora non c’è e affidarlo alla cura del gruppo.
INVERNO – Le radici e la tempesta
La seconda stazione ci ha portato a riflettere sui momenti di maggiore carico e fatica che potremo incontrare durante l’anno. Quali saranno le nostre “tempeste”? Di quale riparo, sostegno e regola di cura reciproca avremo bisogno per attraversarle senza farci travolgere?
PRIMAVERA – La cura del terreno
Nella terza stazione abbiamo spostato lo sguardo sulle relazioni: di quali atteggiamenti, energie e attenzioni ha bisogno il nostro gruppo per lavorare bene insieme? Che cosa possiamo fare per prenderci cura del “terreno” comune e permettere al clima di squadra di fiorire.
ESTATE – Il raccolto
L’ultima stazione ci ha invitato a guardare alla fine del percorso: come capiremo di aver fatto un buon lavoro? Che cosa vorremmo raccogliere al termine dell’anno e come desideriamo condividere con gli altri ciò che avremo costruito?
Ogni sottogruppo ha attraversato le diverse stazioni, confrontandosi sulle domande proposte e raccogliendo pensieri, idee e prospettive. Al termine del percorso ci siamo ritrovati nuovamente tutti insieme in cerchio, per condividere quanto emerso e mettere in comune le riflessioni.
Abbiamo così affidato alla terra i primi semi del nostro nuovo anno, che avranno bisogno di tempo per germogliare.
Per concludere ci siamo affidati al corpo, attraverso due danze condivise.
La nostra professione è fatta di ascolto, parole, progettazione e pensiero. Ma prima di tutto, la scuola è una comunità di persone in relazione, e la relazione passa anche dal corpo, dalla presenza, dalla possibilità di sentirsi parte di un ritmo comune.
La prima è stata la Danza della Terra, un rito per ritrovare la connessione con la terra e tra di noi.
Sentire il contatto con la terra, percepire le proprie radici, muoversi insieme ci ha ricordato la necessità di rimanere saldi di fronte alle sfide dell’anno, mantenendo allo stesso tempo la flessibilità necessaria per accogliere ciò che cambia. Ogni nostro passo influenza quello dell’altro e, quando impariamo a condividere il ritmo, possiamo affidarci alla forza del gruppo.
Poi abbiamo lasciato spazio alla Danza della Speranza, una danza per esprimere fiducia nelle possibilità che ancora non conosciamo, nelle persone, piccole e grandi, con cui condivideremo il cammino e in tutto ciò che potrà nascere lungo la strada.
Due danze, dunque, per chiudere il cerchio: la prima per ricordarci da dove veniamo e su cosa possiamo fare affidamento, la seconda per rivolgerci verso ciò che ancora deve accadere, con desiderio, fiducia e speranza.
Per una mattina, la natura è diventata il nostro spazio di incontro e ci ha ricordato una cosa semplice: per crescere insieme servono radici, tempo e cura.
Ripartiamo da qui, portando con noi qualcosa di prezioso: la consapevolezza che una comunità nasce quando ci si incontra, ci si ascolta e ci si riconosce.
Nuovi legami, nuove energie e il desiderio di camminare nella stessa direzione.
Perché ogni nuovo inizio è più bello quando è condiviso.

Michela Lollini, insegnante

"Immagine di un momento dell'esperienza"