Newsletter del 6 marzo 2026

Tecnologia. Patti digitali per i genitori 06 del Circondario imolese

Forse la domanda corretta rispetto all’utilizzo del digitale da parte dei nostri bambini non è tanto "Cosa c’è di male", ma "Cosa c’è di bene". Ancora una volta siamo ‘costretti’ a richiederci il significato di noi, della realtà, e degli strumenti che si utilizzano

E’ per questo che abbiamo proposto l’incontro online del 2 marzo aperto a tutte le famiglie dei servizi federati 06 del Circondario imolese, promosso dal Coordinamento pedagogico FISM con la relatrice Irene Bonomelli, pediatra ospedaliera della Asl di Imola. Un incontro nato dal desiderio di condividere e diffondere i contenuti dei Patti digitali 0-3 anni e 3-6 anni con i genitori, per una consapevolezza di ciò che sta accadendo ai bambini per l’alta esposizione al digitale fin da piccoli.
Dopo un intervento della mamma/rappresentante di tutti i genitori delle nostre scuole, Mila Dalla Valle (Scuola Infanzia Sarti di Castel San Pietro), che ha preso parte al tavolo istituzionale sul percorso dei Patti digitali, la dottoressa Bonomelli ha sinteticamente ma efficacemente spiegato i rischi connessi all’utilizzo del digitale fin dalla prima infanzia, per distrarre, calmare, divertire, o nutrire i bambini. La comunità scientifica attribuisce diversi effetti che incidono negativamente sullo sviluppo del bambino a livello fisico, cognitivo, psicologico e sociale, sulle abilità scolastiche, sulle capacità di gioco, di problem-solving, sullo sviluppo delle abilità manuali, sulla tolleranza alla frustrazione.
Ancora una volta è stato richiamata l’importanza per i bambini del ‘fare esperienza’, di conoscere la realtà attraverso i sensi, le mani, i piedi e di costruire un solido mondo emotivo attraverso la relazione.
Ancora una volta siamo chiamati in causa noi adulti, con la responsabilità di educare attraverso l’esempio e la ‘cura’ nel quotidiano.
Ancora una volta ci è chiesto di ‘fare rete’ tra noi adulti, educatori, insegnanti, famiglie, per sostenerci e condividere buone pratiche per concretizzare il desiderio di bene che abbiamo per chi ci è affidato.
E’ difficile e faticoso. In una società dove tutto sembra remare contro, dove dover togliere, diminuire, far attendere, va contro alla cultura del ‘tutto e subito’, urge aver chiaro questo BENE atteso; urge sapere CHI risponde al desiderio di felicità nostro e dei nostri figli, in una comunità cristiana di adulti che ancora Sperano.
Firmare il patto… è già un inizio.

Claudia Ventura - pedagogista FISM

SCUFISM. Cosa fai a settembre? Scegli di fare il servizio civile Scegli di fare il servizio civile!! Scegli di fare il servizio civile!!

Martedì 24 febbraio si è aperto il bando di Servizio Civile: https://www.politichegiovanili.gov.it/comunicazione/avvisi-e-bandi/servizio-civile/bandi-di-selezione-volontari/bando_ordinario_2026/, un’opportunità di crescita e ingresso nel mondo del lavoro per tantissimi giovani, e una risorsa concreta per coloro che ogni giorno operano a servizio della comunità

“Ogni “stella” ha una luminosità propria, ma tutte insieme disegnano una rotta. Le costellazioni riflettono le proprie luci in un universo infinito. Come in un caleidoscopio i loro colori si intrecciano creando ulteriori variazioni cromatiche.” SCUFISM vuole essere parte di questa costellazione, aperta “all’ incontro e all’ ascolto con la società civile, con le autorità politiche e amministrative”.


Ci sentiamo chiamati a “collaborare ancora più attivamente al fine di condividere e migliorare i percorsi educativi affinché la teoria sia sostenuta dall’esperienza e dalla pratica”. [Da “Lettera Apostolica “Disegnare nuove mappe di speranza” 27/10/2025 – Papa Leone XIV].


Anche quest’anno SCUFISM cerca giovani che abbiano la voglia di mettersi in gioco, la curiosità di entrare in relazione con i bambini e la disponibilità ad imparare.


EducA BO (https://scu.fism.bo.it/educa-bo/) vuole coinvolgere 88 ragazzi nelle realtà federate FISM in Bologna città e provincia, compresa la zona di Imola, mentre il progetto La cura: da 0 a 100 (https://scu.fism.bo.it/la-cura-da-0-a-100/) ne cerca 32 da inserire nelle scuole della provincia Nord di Bologna e in quella di Ferrara.


Per tutti i giovani tra i 18 e i 28 anni che vogliono affrontare da protagonisti la propria crescita, c’è tempo fino all’8 aprile per fare domanda! https://domandaonline.serviziocivile.it/


https://www.instagram.com/stories/scufismbo/3260427232482486166?utm_source=ig_story_item_share&igshid=YTdmYTgyZDdmNQ==


 


Daniela Pozzana


Servizio Civile


FISM Bologna


 


Nella foto la locandina


Casalfiumanese. Il Reale che Educa … attraverso la falegnameria

Giovedì 22 gennaio, presso il Polo 0/6 “Maria Immacolata”, è iniziato il “Laboratorio di falegnameria”, un progetto educativo che mette al centro il valore della manualità come strumento fondamentale di crescita, conoscenza e sviluppo globale del bambino. Fin dal primo incontro, la curiosità dei bambini è stata tantissima: insieme a loro erano presenti e attivamente coinvolti anche i bambini del nido, a conferma di una progettualità pensata per essere inclusiva e accessibile a tutte le età

Guidati dall’esperta Maria Pia Montevecchi, atelierista ed educatrice dell’arte, i bambini hanno potuto sperimentare un approccio educativo basato sul “fare”, utilizzando le mani per attivare la mente. Toccare il legno, manipolarlo, osservarne le caratteristiche e trasformarlo attraverso gesti semplici ma intenzionali, ha permesso ai bambini di entrare in relazione diretta con un materiale naturale, vivo, ricco di possibilità. In questo primo incontro, oltre alla conoscenza degli strumenti della falegnameria, l’esperienza ha dato significato concreto a concetti fondamentali come “duro e morbido”, “liscio e ruvido”, scoperti non attraverso spiegazioni astratte ma grazie all’esplorazione sensoriale e all’azione diretta. Inoltre, durante questo primo appuntamento sono state realizzate le basi di una trottola, che verrà costruita e completata nelle prossime sessioni: un percorso che intreccia progettazione, creatività e manualità, valorizzando il tempo lento dell’apprendimento e il piacere di vedere nascere un oggetto dalle proprie mani. L’attività è stata pensata con una forte valenza pedagogica: il ritorno alla manualità favorisce concentrazione, immaginazione, coordinazione, fiducia in sé e consapevolezza delle proprie capacità. Attraverso gesti ripetuti e l’uso guidato di strumenti reali – come carta vetrata, martelli, seghetti e trapani manuali – i bambini imparano gradualmente anche il concetto di prudenza, sviluppando attenzione, pazienza e rispetto delle regole in un contesto autentico e significativo. Accanto al fare diretto, i bambini hanno osservato e conosciuto gli strumenti del mestiere, avvicinandosi al mondo della falegnameria in modo concreto e sicuro. Il laboratorio di falegnameria diventa così un’esperienza educativa completa, capace di avvicinare i bambini ai concetti di artigianato, sostenibilità, rispetto delle materie prime e relazione con l’ambiente naturale. Un percorso che rafforza l’innovazione dell’identità del Polo 0/6 “Maria Immacolata”, come luogo in cui nido e scuola dell’infanzia crescono insieme, condividendo esperienze autentiche e apprendendo fin da piccoli attraverso il fare. In una società protesa verso il “virtuale” che educa, noi ci contrapponiamo con il “Reale che Educa”.
#ilrealecheeduca #learningbydoing

Silvia Bendanti – coordinatrice Polo per l’infanzia 0/6 Maria Immacolata di Casalfiumanese