Newsletter del 11 febbraio 2022

Super quarantena e scuole. La FISM scrive ai ministri Bianchi e Speranza

Il presidente nazionale, Giampiero Redaelli, mette sul tavolo dei due dicasteri un pacchetto di proposte per superare la crisi che la normativa provoca e superare una discriminazione inaccettabile. In contemporanea si rivolge agli "eroi" delle scuole dell'infanzia paritarie, per esprimere l'incoraggiamento e il grazie della federazione.

"La “super-quarantena” dei bambini che frequentano le scuole dell’infanzia e dei servizi alla prima infanzia, sta mandando in crisi famiglie e servizi: bambini da uno a cinque anni, spesso sani, sono costretti a restare in casa per almeno 10 giorni solo con i genitori, che si vedono costretti a pagare per un servizio di cui non possono usufruire. Una ingiustizia e una discriminazione tra famiglie che si perpetua in modo ormai del tutto inconcepibile". Inizia così la lettera inviata da Giampiero Redaelli, presidente nazionale della FISM, al ministro dell'istruzione Patrizio Bianchi e al ministro della salute Roberto Speranza. "Numerose scuole e servizi alla prima infanzia associati", prosegue Redaelli, "ci segnalano che molto spesso la quarantena si traduce in un periodo di 30-40 giorni, dal momento che l’isolamento dei piccoli termina dopo 10 giorni con tampone negativo oppure dopo 14 giorni, ma rientrando a scuola, magari dopo solamente un giorno, a causa di un altro contagio, la liturgia dell’abbandono si perpetua". Conclude il presidente: "Pur rispettando tutte le regole di prevenzione, al fine di non incidere anche sulla ancor fragile personalità di questi bambini che si vedono costretti chiusi in casa, senza nessuna colpa, la FISM propone che se il minore non riscontra sintomi dopo i primi 4-5 giorni possa tranquillamente tornare a scuola. Dimezzare il tempo di quarantena (in linea peraltro con la semplificazione prevista dal DL 4/2022 per le scuole superiori), può essere una equilibrata condizione anche per ridurre i disagi delle famiglie e della gestione delle nostre scuole e dei
nostri servizi, che si aspettano di rientrare nel decreto ristori per tamponare “l’emorragia” economica che la pandemia continua a provocare".
Un'altra lettera della FISM nazionale è stata inviata alle scuole associate. "Gestori, coordinatori, educatrici, docenti, ausiliarie, cuoche, volontari, segretarie" - scrive Radaelli- "sono eroi, silenziosi e coraggiosi, quelli che aprono in questi giorni le scuole dell’infanzia e i servizi prima infanzia, muniti di forze che si chiamano sorriso, professionalità e amore per gli altri. Eroi che si interrogano su come sostenere le famiglie, che non riescono più a trovare il giusto equilibrio tra figli e lavoro, che cercano cavilli nelle normative per poter continuare ad accogliere, in questa inarrestabile chiusura a rotazione di sezioni e nidi.
Eroi che cercano di far quadrare i conti, tra quarantene e spese che rimangono invariate, perché quelle scuole, a cui hanno dedicato gran parte del loro tempo, quelle scuole in cui credono, devono continuare ad aprire le porte con il sorriso. Troppo definirli eroi? Eppure noi vorremmo chiamarli così, perché ne vediamo l’impegno, la fatica, la forza e il coraggio".
Alla luce delle nuove disposizioni, qualcosa si muove....

Nell'immagine un dipinto di Gaetano Bellei: "Girotondo"

Imola. Scuola Oasi Santa Teresa: la commovente lettera di un papà

In un mondo sempre più confuso, la testimonianza che pubblichiamo in questo numero è un raggio di sole che spunta tra le nuvole. Giovanni Paolo II, parlando di San Benedetto, nel 1980 disse: "Era necessario che il quotidiano diventasse eroico e l'eroico diventasse quotidiano". Il messaggio del papà è inserito a pieno titolo in questo percorso. Leggiamo queste parole: sono carezze per l'anima. Portiamole a casa e facciamole conoscere ai nostri bambini.

“Ormai, da quando sono padre, prima di andare a letto devo necessariamente compiere un piccolo rito.
Ogni sera apro la porta della camera di mio figlio e lo ammiro mentre dorme sereno.
Mi inginocchio di fianco a lui e recito una preghiera, affinché Nostro Signore vegli su di lui.
Sono i minuti migliori di tutta la giornata, perché mi concentro solo su mio figlio e non esiste niente altro che la mia famiglia.
Sentire il suo respiro profondo e tranquillo, mi insegna quali sono le cose veramente importanti nella vita.
Basta cellulari, basta computer o televisioni!
Smetto di pensare a tutto il bombardamento sensoriale a cui mi sono sottoposto durante l’intera giornata.
Anche il mio cervello pare “respirare” meglio.
Ecco che allora mi ripeto un proposito: cercare di concentrarmi sempre più sulla mia famiglia e su quello che la fa stare bene, lasciando perdere tutto il resto.
Non sempre ci riesco, ma almeno dentro di me prendo consapevolezza su quale dovrebbe essere la strada giusta da percorrere.
Perché se mio figlio e sua mamma stanno bene, bè io non posso non stare bene.
E in tutto questo l’Oasi e il suo Staff gioca un ruolo fondamentale, visto che fanno sempre di tutto per vegliare sui nostri angeli, perché io considero tali i doni che Nostro Signore ci ha fatto".

Lettera di un papà

Polo zerosei. La nuova "Primavera" della scuola "Figlie di Sant'Anna"

L’esperienza della Sezione Primavera nasce oltre trenta anni fa, promossa da alcune scuole dell’Infanzia associate a FISM in diverse province dell’Emilia Romagna, prima ancora che fosse regolata dalla legge regionale del 2000. Una felice intuizione, seguita da un crescente numero di scuole. Un contributo efficace per la definizione e lo sviluppo di quello che oggi viene proposto come polo zerosei. Accogliere e accompagnare i bambini dai 2 ai 6 anni in un percorso unitario, risulta una scelta di qualità sia educativa che gestionale. (Rossano Rossi, presidente FISM Bologna).

Come fronteggiare il problema del calo di iscrizioni? La strada intrapresa dalla scuola “Figlie di Sant’Anna” è quella di aprire una sezione “Primavera”. Racconta suor Raffaella: “Dopo il lock down ci siamo ritrovati con una diminuzione abbastanza considerevole del numero di bambini iscritti alla Scuola dell’infanzia. In parte dovuto al calo delle nascite e in parte anche per i timori delle famiglie. Di fronte a questa situazione, abbiamo avuto un momento di dubbi anche sul senso del nostro servizio. Poi ci siamo imbattuti nelle crescenti richieste dei genitori di accogliere bambini sempre più piccoli, in primo luogo i fratelli di chi già frequenta la nostra scuola. Proprio dai genitori, che avevano piacere di intraprendere anche la prima parte del percorso educativo, è venuta la spinta per pensare a una sezione “Primavera”. Anche perché gli spazi li abbiamo e le condizioni per aprire ci sono. In questo modo, vinte tutte le perplessità iniziali, abbiamo rivisto il nostro progetto”. Prosegue suor Raffaella: “Della nostra esperienza nella scuola dell’infanzia, in questa nuova avventura porteremo soprattutto l’attenzione ai bambini: una cura che si estende anche alle famiglie, rassicurate nel vedere che il loro bambino sta bene nel nostro ambiente, in un contesto in linea con il nostro carisma, che richiama quello famigliare”.
Infine la tempistica. Conclude suor Raffaella: “Il nostro obiettivo è aprire a settembre 2022”.