Newsletter del 20 maggio 2022

FismBologna. Recuperare il legame tra le opere educative e la comunità

Sabato 14 maggio si è svolta l’assemblea generale della Federazione. Gestori e principali collaboratori delle scuole dell’Infanzia e dei Servizi 03 associati, si sono incontrati in presenza per affrontare in particolare il tema “Terzo Settore e scuole paritarie”. La situazione non è buona: calo di iscritti e di sezioni (dati più positivi sullo 03), difficoltà economiche, turnover nel personale, chiusura di 4 scuole (ulteriori 3/4 realtà in bilico)

La situazione è comunque ricca di attività e impegno: progetti di scuole in rete, iniziative per le famiglie, percorsi formativi (gestionali e didattici), volontari del Servizio Civile nelle scuole …Si rinnova l’atteggiamento, parte integrante della nostra esperienza, di considerare le criticità e le difficoltà come possibili opportunità per continuare a perseguire l’obiettivo fondante del nostro impegno: l’educazione dei bambini.
Per questo il tono e lo stile con cui sono stati presentati i dati di criticità che la realtà ci presenta, lungi da ogni ripiegamento pessimista, hanno comunque posto l’attenzione sul futuro. Occorre lavorare senza esitazioni per costruire relazioni virtuose tra le scuole, per ottimizzare le risorse (umane ed economiche), per qualificare ulteriormente la proposta formativa.
Il Terzo Settore con le caratteristiche economiche e amministrative che si stanno delineando, può essere un’opportunità per un significativo rinnovamento delle modalità gestionali delle nostre opere educative. In particolare, per le Parrocchie che da tempo segnalano difficoltà nella gestione delle scuole.
La presenza del vicario generale della Diocesi di Bologna, mons. Giovanni Silvagni, ha dato evidenza a questa necessità di accelerare gli approfondimenti sul tema, avviando un confronto tra scuole, parrocchie e diocesi che, con tutte le verifiche necessarie, possa prevenire nuove chiusure e dare nuovo slancio.
L’individuazione di un’adeguata modalità gestionale è un obiettivo di lavoro a cui FismBologna sta già dedicando il proprio impegno. Accanto e forse prima di tale obiettivo va posta una premessa valoriale decisiva: l’attività delle nostre scuole è storicamente e idealmente il frutto di un soggetto comunitario.
Prima delle soluzioni tecnico-amministrative va recuperato, valorizzato e rilanciato il legame identitario tra scuola e comunità: comunità parrocchiale, comunità di famiglie, comunità educante… Questa è la sfida: adeguare l’organizzazione mantenendo l’anima che è origine e fine della nostra missione educativa.
Rossano Rossi,
presidente FismBologna

Castel Maggiore. Le scuole: dalle differenze nasce il nuovo villaggio

"Pandemia, guerra, incertezza: le parole di smarrimento del maggio 2022 si fanno largo, e dove possiamo mettere la parola scuola? Scuola è dove respira una comunità, dove nasce, vive, progetta un territorio. Dove il passato con le solide radici, il presente ossigeno di vitalità e il futuro creativo e speranzoso, è il sogno" così scrivono le insegnanti in occasione della visita pastorale del cardinale Zuppi che si è svolta dal 5 all'8 maggio

Pandemia, guerra, incertezza: le parole di smarrimento del maggio 2022 si fanno largo e dove possiamo mettere la parola scuola? Scuola è dove respira una comunità, dove nasce, vive, progetta un territorio. Dove il passato con le solide radici, il presente ossigeno di vitalità e il futuro creativo e speranzoso è il sogno.
Nella nostra Zona pastorale le scuole di ispirazione cattolica – “Sant’Anna” di Sabbiuno, “Don Alberto Marani e Pietro Zarri” di Castel Maggiore, “Don Pasti” di Funo e “Santa Teresa” di Trebbo di Reno – sono linfa presente da almeno cento anni.
Per noi la parola scuola allora diviene sinonimo di cura, benessere, ascolto, senso, accoglienza. Scuola in cui il senso è dettato soprattutto dal cuore, in cui la cura delle famiglie, ma soprattutto delle bambine e dei bambini, è al centro. Centro! Oggi è difficile pensare che ci possa essere un progetto in cui la persona è al centro: sì, nelle belle parole della politica il cittadino è al centro, ma poi dove vediamo la persona protagonista, costruttrice del proprio percorso di vita? In un mondo dove la produttività è sinonimo di valore, dove l’ascolto è solo un sentire da copiare ed incollare, dove la vita è una notizia, un numero da vendere nella mercificazione del consumo, il fallimento di una comunità è quando la persona non è e non si sente al centro e diviene solitudine. Determinante è allora la collaborazione della comunità educante tutta, intesa come famiglia, parrocchia, Comune, Regione, Stato; dove il trovarsi con scopi comuni sia un fine, non un tramite. I semi differenti rendono il giardino più bello, più forte, più fiorente.
Con coraggio noi ci proviamo a fare una scuola differente, nella quale l’adulto, il maestro, l’educatore accolgano l’altro e sé stessi, nella visione cristiana in cui la persona è unica e irripetibile. Dove l’unicità di bellezza di ognuno dialoga con l’unicità dell’altro, divenendo dono di gioia. Nelle differenze avviene quel costruire il “villaggio” in comunione e solidarietà. Dove si possono seminare futuri possibili, in cui il luogo diviene terreno per accogliere la crescita. Insieme alla parola “scuola” si fa largo la testimonianza di noi che siamo presenza viva di una cristianità in cammino.
Silvia Chiarini e Michela Prando,
coordinatrici e insegnanti scuole dell'infanzia.

Scuola dell'infanzia Sacro Cuore di Minerbio: "Mi prendo cura di te".

La coordinatrice ha invitato l'artista Silvia Bruni a partecipare ad uno dei collegi che il team docenti svolge settimanalmente a scuola. "Il colore è un mezzo che consente di esercitare un influsso diretto sull'anima. Il colore è il tasto, l'occhio è il martelletto, l'anima è il pianoforte dalle mille corde". Kandinskij

L'idea è nata con l'intento di vivere e far vivere alle insegnanti, tutto ciò che il potente mondo dell'arte è capace di trasmettere, facendo emergere le emozioni più intime e nascoste presenti in ognuno di noi. All'incontro sono state invitate anche tre ragazze iscritte al servizio civile, che durante quest’anno hanno aiutato le maestre nella gestione scolastica quotidiana. La scelta di coinvolgerle in un'esperienza di questo tipo, ha trovato la sua motivazione nella volontà di mostrare loro un altro aspetto del ricco mestiere educativo, un aspetto che va oltre al rapporto diretto con i bambini. Si è voluto, quindi, far comprendere che per far sentire i bambini accolti, compresi, aiutati e talvolta consolati, è necessario che ciascuna insegnante in primis si interroghi sulle proprie sensazioni e sulle proprie emozioni, così da essere poi facilitata nella comprensione delle emozioni dei bambini e in una migliore gestione delle stesse.
Silvia Bruni ha proposto un'attività partendo dalla presentazione del pittore russo Kandinskij, il quale considerava l’uso dei colori come riflesso di un proprio mondo interiore. Ha proposto, quindi, di lasciarsi trasportare da un brano musicale e di dipingere, su un grande foglio bianco, tutto ciò che la musica stessa, messa come sottofondo, suscitava. Guidate dalle note e dalle sensazioni della melodia, si è creata una bellissima opera collettiva ricca di idee, emozioni, pensieri e spirito di condivisione.
Tutto il team docenti e le ragazze del servizio civile sono state entusiaste dell’incontro, poiché con una semplice attività hanno potuto conoscere la tecnica artistica di un grande pittore come Kandinskij ed inoltre perché ciascuna ha lasciato che la musica facesse emergere tutto quello che la propria anima aveva bisogno di comunicare.
Attività artistiche di condivisione e creatività come quella proposta da Silvia Bruni, sono di fondamentale importanza ed ogni insegnante dovrebbe sperimentarle: per rafforzare la coesione di gruppo, oltre che per accrescere la propria consapevolezza personale e soprattutto professionale.

llenia Alvaro, insegnante

Nella foto un momento del collegio.