Newsletter del 10 settembre 2021

Servizio civile universale. Formazione FISM: religioni in dialogo

«Non si può vivere la propria religione senza conoscere gli altri». Lo ha affermato il cardinale Matteo Maria Zuppi al corso per i volontari del Servizio civile universale, promosso dalla FISM Bologna e trasmesso in diretta su Youtube (https://www.youtube.com/watch?v=Jr32wLkQpdM). Sul tema insieme all’arcivescovo si sono confrontati Yassine Lafram (presidente UCOII) e Rav Alberto Sermoneta (Rabbino capo comunità ebraica di Bologna)

Rossano Rossi, presidente provinciale della FISM, ha lanciato una domanda provocatoria: "Qual è il bilancio del contributo che cristianesimo, islam ed ebraismo hanno dato alla costruzione di una fratellanza umana? Cosa rispondere a chi sostiene che, rispetto all’edificazione di un mondo più fraterno e solidale, le religioni risultano più un problema che una risorsa?”
«C’è un punto in comune tra le religioni:» - ha ricordato il rabbino Alberto Sermoneta - «fare il bene per il prossimo cercando di occuparsi dei problemi che ha. Si arriva alla fratellanza umana soltanto quando ci si conosce. Ogni tradizione religiosa ha uno scopo comune: il prossimo. Solo in questo le diversità possono camminare parallelamente per fare qualcosa di buono».
Da parte sua Yassine Lafram, presidente delle comunità islamiche- ha detto: «L’essere umano va a definire il suo rapporto con Dio attraverso quello che stabilisce con il proprio fratello di umanità: è qui che si deve parlare di religione. L’essere umano, infatti, ha bisogno di speranza. In questa prospettiva dobbiamo avere un rapporto sano con Dio, senza mescolarlo con le strategie politiche».
«Il contributo delle religioni» ha annotato infine il cardinale Zuppi «è stato straordinario in termini di incontro e di attenzione da parte di tanti fedeli e di grandi credenti, capaci di non reagire alla violenza con la violenza e di seminare il bene. Dobbiamo imparare a riconoscere nell'altro qualcosa che fa parte di noi».
Nella foto un momento dell'incontro: da sinistra Sermoneta, Lafram, Rossi e Zuppi.

La novità. Gestione in rete: una segreteria unica per quattro scuole

Fanno parte di questo progetto della FISM le seguenti scuole dell'infanzia: "Don Alberto Marani" (Castel Maggiore), "Sant'Anna" (Sabbiuno di Castel Maggiore), "Fondazione Zarri" (Castel Maggiore), "Benedetto XV" (San Martino di Bertalia). E sarà proprio Claudia Zuin, la segreteria gestionale del "Benedetto XV", che andrà a svolgere un pacchetto di quindici ore per portare avanti tutti gli adempimenti e favorire uno sguardo comune per migliorare le situazioni organizzative.

Un progetto di rete per costruire una gestione di comunità. Le quattro scuole coinvolte avranno una segreteria unica che si occuperà di tutti gli adempimenti: circolari del ministero, rapporti con enti locali, tenuta libri contabili, rapporti con i consulenti del lavoro, sicurezza. Aspetti che prima ogni scuola gestiva per conto proprio, con volontari o personale interno, ora saranno coordinati da una persona che già svolge questa funzione in una delle scuole del progetto. A conferma che se una singola realtà ha un patrimonio di esperienza, può metterlo in comune con le altre per creare sinergia.
Dietro questo progetto concreto, c'è l' obiettivo di dare futuro a queste scuole di fronte alle sfide di oggi: la crescente complessità gestionale e il contesto, non certo favorevole, della decrescita demografica. Un aiuto anche rispetto alle trasformazioni ecclesiali in atto, caratterizzate dalla mancanza di sacerdoti e di parroci alle prese con molti impegni che fanno fatica a seguire, come in passato, la gestione della propria scuola parrocchiale. In un contesto così c'è l'urgenza di trovare soluzioni che non possono essere uguali per tutti: bisogna cucire un vestito addosso ad ogni situazione specifica. Il mettersi insieme è una strada possibile. Attorno a questa segreteria unica, infatti, crescerà tra le scuole una maggiore collaborazione senza che questo significhi omogenizzare le singole specificità. Noi vogliamo mantenere i campanili, ovvero il radicamento sul territorio, le relazioni, la storia di ogni scuola, ma andare oltre il campanilismo. Consapevoli che è possibile mettersi insieme, perché quello che ci accomuna è un principio più alto. Noi continuiamo ad impegnarci per tenere in piedi queste realtà per una passione educativa, che fa riferimento ai valori dell'esperienza cristiana. Vogliamo continuare anche oggi a offrire ai territori e alle famiglie una proposta educativa sempre più qualificata, come quella che accomuna le scuole del progetto. L'obiettivo è far bene scuola, far bene una proposta educativa incarnata giorno per giorno sulla base dei principi cristiani, ma c'è bisogno di affinare gli strumenti. Scommettiamo sul fatto che il detto "l'unione fa la forza" non sia solo un adagio popolare, ma la nostra sfida al futuro.

Rossano Rossi, presidente provinciale FISM Bologna

Apertura anno scolastico. "Maestro, è bello per noi stare qui”

L’incontro, organizzato da FISM Bologna, ha avuto come focus la figura del maestro. Due le citazioni introduttive. "In tutta la tradizione cristiana, l’educazione non è questione di strumenti che la comunità si dà, ma è questione di verità di vita dell’individuo… L’educazione è la comunicazione di sé, cioè del proprio modo di rapportarsi con il reale” (don Luigi Giussani); “… non bisogna preoccuparsi di come bisogna fare per fare scuola, ma di come bisogna essere per poter fare scuola” (don Lorenzo Milani)

I relatori, che hanno presenziato all’incontro, hanno dato voce ad alcune figure storiche, figure di grandi educatori.
Mirella Lorenzini - preside dell’istituto Farlottine - ha portato la testimonianza della fondatrice Assunta Viscardi, definita “la maestra delle maestre”. I maestri devono avere dei maestri: questa è la grande sfida che ognuno di noi vive. Assunta ci invita a coltivare uno sguardo di bontà, che vada oltre le difficoltà, oltre il disagio del singolo bambino e della singola famiglia.
Suor Stefania - preside dell’istituto Maestre Pie di Bologna- ha presentato la fondatrice madre Elisabetta Renzi. Elisabetta è stata una contemplativa nell’azione ed ha tenuto sempre una finestra spalancata sul mondo: questo le ha permesso di educare stando in contatto con la realtà, una realtà non priva di difficoltà, come quella di oggi.
L’attore Giampiero Pizzol ha dato voce alla figura del Beato Padre Marella, maestro ed educatore. Padre Marella parla di educazione come osservazione della realtà, realtà fatta di relazioni, relazioni che lui costruiva con i bambini facendo loro delle sorprese. Da qui il titolo del film “La sorpresa -L’eccezionale storia di padre Marella.”, che uscirà a breve.
Don Marcello Brambilla - prorettore del collegio Guastalla di Monza- ha ripresa i punti salienti emersi dagli interventi dei relatori, in particolare il concetto di realtà. Non c’è realtà che possa impedire all’io di venire fuori ed è grazie all’educazione che emerge l’io, emerge chi si è.
Lara Vannini-responsabile del coordinamento pedagogico FISM- ha concluso l’incontro invitando a guardare la realtà, cercare dei maestri e rubare loro il mestiere.

Daniela Mughetto-pedagogista FISM