Newsletter del 8 ottobre 2021

Servizio civile regionale. Una sfida affascinante: le domande aperte

Venerdì 1 ottobre ha preso avvio il secondo progetto di Servizio civile Regionale, a titolarità FISM Bologna, in co-progettazione con APE - Associazione per l’Educazione. Hanno aderito al progetto 9 scuole di Bologna, 10 della Provincia, 1 della Provincia di Forlì, 1 della Provincia di Reggio Emilia e 1 di Ferrara, molte delle quali già coinvolte nei progetti di Servizio civile Universale avviati il 30 aprile u.s., altre coinvolte nel precedente progetto di SCR terminato il 30 giugno 2021

Il progetto aveva disponibili 41 posti, ma solo 38 ragazzi hanno preso servizio in tempo nonostante gli ultimi giorni di settembre si sia lavorato intensamente per trovare giovani subentranti e 9 sono riusciti a partire insieme agli altri prendendo il posto di giovani che avevano rinunciato all’ultimo momento, o posti per i quali nessuno aveva fatto domanda.
Spontanea sorge la domanda: è l’offerta del progetto, dell’istituto del Servizio civile che non attira la domanda di partecipazione dei giovani, o i ventenni di oggi fanno fatica ad assumersi un impegno della durata di un anno o anche meno? Cosa cercano i giovani di oggi, come possiamo meglio raggiungerli? Le risposte a questi interrogativi arriveranno strada facendo. Sono, tuttavia, cruciali per capire se e come apportare modifiche al progetto. Soprattutto per comprendere se ci troviamo di fronte non semplicemente a problemi di metodo (come un'informazione più capillare nei luoghi dove i destinatari della proposta si ritrovano o l'uso di un linguaggio diverso e meno istituzionale), ma ad una questione generazionale: con giovani che sembrano più propensi a ricevere che a dare, chiusi in una propria bolla o zona confort, da cui è difficile uscire e lasciarsi coinvolgere anche quando una risorsa come il Servizio civile può aprire prospettive lavorative.
In ogni modo auguriamo a tutti loro e alle rispettive scuole accoglienti, un buon cammino e un buon lavoro! Che sia davvero un anno formativo per i giovani, di scoperta e crescita, ed anche per le scuole.

Daniela Pozzana, coordinatrice del progetto Servizio civile regionale

Una bella notizia: riprendono le assemblee territoriali in presenza

Potersi ritrovare fisicamente attorno a un tavolo, per confrontarsi sulle esigenze delle scuole, è il modo migliore per valorizzare il ruolo della Federazione nel suo impegno di sostegno e coordinamento. Nella seconda metà di ottobre si svolgeranno le assemblee in quattro sedi territoriali, per consentire una partecipazione più efficace, rivolte principalmente a gestori, delegati gestionali, coordinatrici didattiche

Sarà l’occasione per fare il punto sulle attività di formazione progettate per quest’anno scolastico, per affrontare le problematiche aperte, per approfondire e condividere eventuali proposte per migliorare la gestione delle scuole.
Questi alcuni dei temi che affronteremo: potenziamento dei servizi di consulenza e formazione; collaborazione con il Consultorio familiare diocesano; inclusione, disabilità e nuovo PEI; accreditamento dei servizi per la prima infanzia e opportunità del polo 0-6.
La Federazione è, per statuto, una rete di scuole che si dà l’obiettivo di lavorare per crescere insieme, condividendo la comune finalità: consolidare e qualificare le scuole come opere educative al servizio della comunità civile e testimonianza della cura cristiana nei confronti dei bambini e delle famiglie.
Essere in rete significa condividere analisi, idee, progetti e risorse, per affrontare e gestire al meglio quella complessità che può mettere in crisi le singole realtà. Il calo demografico, le risorse economiche insufficienti, l’ormai cronica e non più rinviabile questione della mancata Parità, le normative che il più delle volte appesantiscono anziché semplificare l’attività delle scuole…. Sono tutte questioni che possono essere meglio affrontate da un lavoro di squadra, per definire risposte e proposte adeguate.
In tal senso il parlarsi e confrontarsi in presenza può fare la differenza, recuperando il valore dell’incontro tra persone che condividono passione, fatiche e impegno.

Rossano Rossi, presidente FISM Bologna

Outdoor a Minerbio. Quando a scuola la bellezza diventa contagiosa

Riportiamo la lettera di un’insegnante che ha partecipato alla formazione promossa dalla FISM di Bologna ‘Progettare l’esperienza fuori- Outdoor education’, indirizzata alla coordinatrice della scuola dell’infanzia Sacro Cuore di Minerbio, in cui le corsiste sono state in visita

Cara Caterina,
desideravo ringraziare te e tutte le tue insegnanti, per la bellezza vista nella vostra scuola. Non trovo un’altra parola che esprima meglio quello che è accaduto. Ciò che mi ha colpito maggiormente, non è tanto come avete sistemato gli spazi interni ed esterni o le molte idee creative realizzate fin nei particolari. Quello che mi è rimasto negli occhi è l’unità del collegio, la cura del dettaglio e la realtà-realtà.
L’unità del collegio in cui, dai racconti che avete condiviso, è emerso come ognuna è stata protagonista, si è messa in gioco, si è documentata, ha pensato, si è confrontata con le colleghe, per arrivare a creare una nuova modalità di fare scuola, dove l’unità si percepisce non solo dagli sguardi, ma dalla vostra umanità. Ciascuno ha dato tempo, ha reperito e caricato in automobile materiali che si è procacciata, ha investito risorse proprie o dei famigliari, ha usato avvitatori e costruito tavoli con assi e cassette di legno, ha scartavetrato, smussato spigoli e piantato picchetti… ha messo passione, tutti gesti che vanno oltre al proprio orario di lavoro, ma che dimostrano che non c’è separazione tra scuola e il resto, per un Io che desidera essere serio e impegnato in quel che fa.
Cura del dettaglio: dall’avvolgicavo per conservare gli stivaletti, al gancio attaccato sul pallet per appendere gli zainetti dei bambini-esploratori, pallet che posto in verticale fa da staccionata per delimitare il giardino. Dal sasso personalizzato per fare le presenze, allo scolapasta nella cucina di fango, fino alla cura della voce narrante del video che la scuola ha realizzato per condividere questa cultura dell’outdoor education con le famiglie.
E infine la realtà-realtà. E’ evidente come le insegnanti abbiano nella mente e nel cuore un bambino reale, che impiega tanto tempo per vestirsi ed equipaggiarsi anche sotto una pioggerella autunnale, che si sporca con il fango, che ride, che si stupisce davanti ad una coccinella, che si pone domande, che cade dall’amaca o inciampa in un prato di erba alta, che pensa guardando il cielo pieno di nuvole dalle forme strane. Non ho visto insegnanti perfette o una scuola perfetta, ma ho visto lo spettacolo di uno stralcio di realtà vera, dove quello che si ha a cuore è lo scopo comune dell’opera: che i bambini apprendano a vivere.
Grazie Cate perché siete state contagiose, ci avete fatto vedere come anche l’emergenza sanitaria sia diventata un’occasione per starci, per dire Io. E questo è ciò che desidero anche per me.

Nella foto un momento dell'incontro.

Un’insegnante di scuola federata FISM